DEDALOMULTIMEDIA
12-08-20

dunarea de jos 2020

Farmacia S.Anna

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    Senza cibo non potremmo vivere, il cibo è il nutrimento fondamentale del nostro organismo.

    Eppure, non tutti i cibi fanno bene al nostro corpo. Esiste, infatti, e si manifesta sempre più frequentemente la cosiddetta infiammazione“infiammazione da cibo”. Di cosa si tratta?

    La ricerca scientifica ha permesso di capire che l’eccessiva o ripetitiva assunzione di un alimento o di un gruppo alimentare è direttamente connessa al manifestarsi di alcune patologie quali: colite, disturbi digestivi, artrite, malattie autoimmuni, allergie e dermatiti. Alimenti comuni e di per sé sani come frumento e glutine, latte e latticini, cibi fermentati e cibi contenenti nichel, se mangiati quotidianamente o molto frequentemente possono generare reazioni infiammatorie sistemiche che peggiorano di gran lunga la nostra qualità di vita giornaliera.

    Quando i sintomi di malessere o infiammazione sono palesi e si manifestano con alta frequenza nel nostro organismo, soprattutto dopo aver mangiato, allora è il caso di andare a fondo ed indagare sui perché di questo costante stato di malessere.

    Per verificare le infiammazioni da cibo esiste oggi uno strumento molto efficace: il “Recaller Test” conosciuto anche con il nome di “Food Inflammation Test”. Si tratta di un test innovativo e scientificamente all’avanguardia che valuta il livello di infiammazione presente nell’organismo e il relativo profilo alimentare personale. Il test si basa sul dosaggio di due particolari citochine (BAFF e PAF) che possono essere stimolate dall’assunzione alimentare e di un particolare tipo di anticorpi, le immunoglobine che si innalzano nell’organismo in risposta alla ripetuta o eccessiva assunzione di alimenti di uno specifico gruppo alimentare.

    Il test consiste in un prelievo di sangue capillare del polpastrello che viene successivamente analizzato in un laboratorio specializzato. I risultati di laboratorio vengono inviati ad un centro medico, esaminati e refertati da un team di medici specialisti. All’interno del referto finale viene suggerita una dieta di rotazione che permette di combattere l’infiammazione e di guidare il recupero della tolleranza alimentare.

    Sentirsi bene con il proprio organismo, non dover combattere ogni giorno con disturbi fisici e di salute è una conquista importante per ciascun individuo ed è fondamentale per una vita appagante e serena.

    Se pensate di essere colpiti da infiammazione da cibo, rivolgetevi subito al vostro medico o al vostro farmacista e recatevi nei luoghi opportuni in cui è possibile effettuare un recaller test.

    Non aspettate di sentirvi meglio, non rimandate! La vostra salute è il bene più prezioso e va tutelato ogni giorno!

    Vi informiamo che presso la Farmacia Sant’Anna è possibile effettuare il Test da Infiammazione da cibo, in maniera veloce e del tutto affidabile.

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    Il nuovo coronavirus, con cui l’Italia fa i conti dal 31 gennaio 2020, sta aumentando la sua presenza anche al centro-sud e conta in coronavirus casaSicilia più di mille casi.

    Per fermare l’avanzata del virus sono state messe in campo dal Governo nazionale, di concerto con i governi regionali, una serie di restrizioni mirate al contenimento delle dimensioni del contagio. Accanto alle misure che già tutti conosciamo: uscire di casa solo in caso di necessità o per comprovate esigenze lavorative indossando la mascherina, mantenere la distanza interpersonale di 1 metro, igienizzare le mani etc., ci sono altre misure che possono essere messe in atto per limitare la possibilità di essere contagiati, che riguardano il nostro ingresso in casa dopo essere stati a lavoro o ad acquistare qualcosa di necessario oppure la nostra convivenza con una persona potenzialmente contagiata.

    Misure di prevenzione quando si rientra a casa dopo il lavoro o qualche acquisto necessario:

    1. Quando torni a casa, cerca di non toccare niente;

    2. Togliti le scarpe;

    3. Disinfetta le zampe del tuo animale domestico, se è uscito;

    4. Togliti i vestiti e mettili in un sacchetto per la biancheria;

    5. Lascia borsa, portafoglio, chiavi, in una scatola all’ingresso;

    6. Fai la doccia, se non puoi, lava bene tutte le aree esposte;

    7. Pulisci il telefono e gli occhiali con acqua e sapone o alcool;

    8. Pulisci le superfici di ciò che hai portato fuori con candeggina prima di riporlo;

    9. Togliti i guanti con cura, gettali via e lavati le mani;

    Misure di prevenzione nel caso di convivenza con soggetti potenzialmente contagiati:

    1. Dormi in un letto separato;

    2. Usa un bagno diverso, se non ti è possibile, disinfettalo con candeggina;

    3. Non condividere asciugamani, posate, bicchieri;

    4. Pulisci e disinfetta quotidianamente le superfici di contatto comune: interruttori, maniglie, schienali…;

    5. Lava vestiti, lenzuola e asciugamani molto frequentemente;

    6. Mantieni la distanza di almeno un metro;

    7. Ventila spesso la casa;

    8. Non interrompere la quarantena di 15 giorni per nessun motivo.

    La prevenzione è l’arma più efficace per contenere il virus e per prendersi cura della propria salute.

    In questo speciale momento cogliamo l’occasione per mandare un abbraccio virtuale a tutti i nostri lettori. Abbiate cura di voi stessi, è un momento molto duro, dal punto di vista personale ed economico, ma siamo sicuri che tutto passerà presto. Tenete duro. Ad maiora.

  • Non appena arriva l’estate si pensa sempre a proteggere pelle e capelli, ma mai a proteggere gli occhi. Gli occhi sono un organo OCCHIestremamente resistente, progettato per tener duro anche ai più feroci attacchi esterni con meccanismi di difesa naturali. Forse non tutti immaginiamo che la prima difesa dell’occhio siano le sopracciglia. Quando aggrottiamo gli occhi, infatti, ci stiamo inconsapevolmente mettendo in posizione difensiva; la pupilla, poi, fa il suo, stringendosi quando vuole tutelarsi dagli agenti esterni.

     

    Tuttavia anche gli occhi necessitano di attenzioni e della giusta prevenzione per evitare l’insorgere di alcune patologie più o meno gravi. Soprattutto in estate è, dunque, fondamentale portare sempre con sé:

    • degli ottimi occhiali da sole con lenti polarizzate

    • un collirio o delle salviettine rinfrescanti, idratanti e disinfettanti

    • mascherina o occhialini per le immersioni subacquee

     

    Proteggi gli occhi dal sole

    Come per la pelle, anche gli occhi devono essere protetti dai raggi UV, che possono gravemente danneggiarli. Per questo è opportuno usare degli ottimi occhiali da sole con lenti polarizzate. Proteggersi con occhiali da bancarella è una scelta poco oculata ed infelice, perché quella tipologia di lenti, non filtrando alcun raggio solare nocivo e facendo ombra sull’occhio, fanno aprire la pupilla che, a quel punto, si dilata e quasi ‘a tradimento’ viene inondata dai raggi solari senza poter attivare il suo naturale meccanismo di difesa.

     

    Proteggi gli occhi da sabbia, vento ed impurità

    Tuttavia il sole non è l’unica minaccia per i nostri occhi, infatti vento, sale, sabbia e altre impurità potrebbero provocare irritazione, bruciore ed infiammazione. La soluzione è quella di dotarsi di un ottimo collirio rinfrescante, idratante e disinfettante, che aiuti i nostri occhi a non affaticarsi e a mantenersi perfettamente in salute. Per chi indossa le lentine, ancor di più in nella calda stagione, diventa importante idratare gli occhi il più spesso possibile con lacrime artificiali.

     

    Proteggi gli occhi dal sale e dal cloro

    Anche i bagni a mare o in piscina possono irritare gli occhi e provocare bruciore. Per questo è opportuno immergersi in acqua indossando maschera o occhialini.

     

    Mantieni i tuoi occhi idratati ed in salute

    Oltre a proteggere gli occhi, dobbiamo aiutarli quotidianamente a stare bene, idratandoli il più possibile attraverso l’assunzione di 1,5/2 litri di acqua al giorno e introducendo nel nostro organismo sali minerali e vitamine, che sono indispensabili per il benessere dei nostri occhi, con una dieta ricca di frutta e verdura!

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    La luce non ci aiuta solo a vedere, ma influenza pure il nostro organismo, regolandone i ritmi biologici e condizionandone il luce blubenessere generale. Il sentirci o meno svegli, concentrati e produttivi e l'essere pieni di energia e in salute dipende anche dalla luce!

    Studi scientifici hanno confermato l'effetto biologico della luce sul nostro corpo. La luce ultravioletta, ad esempio, influisce sulla produzione di vitamine e sul nostro umore, la luce blu sul nostro equilibrio ormonale e sui nostri ritmi circadiani. Tuttavia, anche per la luce vale l'assioma latino “virtus stat in media res” (la virtù sta nell’equilibrio). Un'esposizione eccessiva alla luce, difatti, può comportare certi rischi e può addirittura essere dannosa per la salute dei nostri occhi.

    Oggigiorno, facciamo un uso, ma anche spesso un abuso, di dispositivi a luce blu.

    La luce blu è una forma di radiazione elettromagnetica dello spettro del visibile che è compresa tra i 380 e i 500 nm. Essa è particolarmente dannosa tra i 390 e i 455 nm. La luce blu è emessa da luci a LED e allo xeno, dalle lampadine a basso consumo e da tutti quei dispositivi digitali quali computer, tablet, cellulari e smart tv, che sono ormai diventati indispensabili nella nostra vita quotidiana.

    Da un’indagine condotta dall’Istat nel 2019 è emerso, infatti, che un individuo può arrivare a guardare lo schermo del suo cellulare fino a 80 volte in un giorno e che 43 milioni di italiani passano davanti ai dispositivi digitali una media di almeno due ore al giorno. Questa eccessiva esposizione ai dispositivi elettronici, fa sì che il nostro occhio, venga attraversato da un’eccessiva quantità di luce blu-ultravioletta, che si rileva, a questo punto, essere dannosa per il nostro benessere visivo. La luce blu, difatti, penetrando il cristallino raggiunge la retina e può addirittura danneggiarla.

    Una quantità eccessiva di luce nell’intervallo ultravioletto e blu-violetto, infatti, oltre a provocare stress e affaticamento visivo ai nostri occhi con conseguente bruciore, rossore, pesantezza sopraccigliare e mal di testa, può provocare un’infiammazione dolorosa della congiuntiva e della cornea, causare danni al cristallino (per es. la cataratta) e, in particolare, alla retina (degenerazione maculare).

    Per difendere i nostri occhi dalla luce blu è necessario:

    - munirsi di occhiali con lenti blue protection, se si trascorre un abbondante numero di ore davanti a dispositivi digitali;

    - utilizzare un collirio rinfrescante, per evitare secchezza lacrimale;

    - usare un collirio rilassante, per ridurre gli effetti dello stress visivo;

    - concedersi una pausa di 2 minuti ogni 20 minuti per rilassare l’occhio;

    - usare degli integratori con luteina e betacarotene per migliorare la salute dei nostri occhi e aiutarli nel loro impegno visivo giornaliero.

  • L’Italia è in piena emergenza coronavirus, per questo il Governo ha varato delle misure restrittive per evitare che il contagio si covid 19diffonda a macchia d’olio. In questa circostanza risulta fondamentale che ogni singolo cittadino, per il bene della collettività, faccia la sua parte e che, quindi, si impegni a frenare la diffusione dell’epidemia.

     

    Perché è di fondamentale importanza limitare il contagio:

    1. Perché il virus si diffonde molto velocemente e uccide ben 30 volte di più rispetto ad una normale influenza;

    2. Perché ad essere colpiti, anche in modo piuttosto grave, sono i soggetti di qualsiasi età, giovani e adulti e quindi non solo persone anziane o con malattie pregresse;

    3. Perché la velocità del contagio potrebbe generare un collasso dell’intero sistema sanitario nazionale mettendo in serio pericolo non solo la vita di coloro che hanno contratto il nuovo coronavirus, ma anche di tutti quei soggetti che necessitano giornalmente di cure per svariate patologie e di quelle persone che ad un certo punto si ritrovano ad avere bisogno di cure urgenti e immediate perché colpite da ictus, infarti, incidenti.

    Per questi tre motivi occorre seguire pedissequamente le indicazioni governative, evitare i contatti umani e cercare quanto più possibile di rimanere a casa.

     

    Ma quali sono i sintomi a cui fare attenzione?

    Si tratta di febbre e sintomi simil-influenzali come tosse, mal di gola, respiro corto, dolore ai muscoli e stanchezza eccessiva.

    Se riscontriamo questi sintomi in noi o in chi ci sta intorno, la prima cosa da fare, in maniera subitanea, è rimanere a casa e chiamare il medico di famiglia, il pediatra o la guardia medica. Se la situazione si aggrava, persiste o si complica o sotto indicazione del medico, qualora vi sia il sospetto di aver contratto il virus, bisogna chiamare il numero d’emergenza 800458787, il numero di pubblica utilità 1500 o il 118.

    È assolutamente vietato recarsi al pronto soccorso o in un qualsiasi ambulatorio medico, poiché il rischio potrebbe essere quello di contagiare altre persone. Per proteggere i propri famigliari o le persone che vivono con noi è bene isolarsi, pulire tutto con disinfettante e indossare la mascherina.

    La salute di tutti dipende dalla responsabilità di ciascuno. E ciascuno, in questa situazione emergenziale, è chiamato a rispettare le regole e a fare la sua parte.

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    Sei milioni di italiani soffrono della sindrome da stress da rientro. Non si tratta di una vera e propria patologia, ma di quella stressimprovvisa condizione di disagio, spossatezza e depressione che sopraggiunge quando dopo una vacanza, soprattutto se lunga, ritorniamo bruscamente alla vita di tutti i giorni.

    Lo stress da rientro si presenta con sintomi quali: insonnia, ansia, eccessiva stanchezza fisica e mentale, nervosismo, leggera depressione, incapacità di concentrarsi, mal sopportazione del senso di responsabilità, astenia, irritabilità e sbalzi d’umore frequenti e repentini.

    Per evitare di imbattersi in questo tipo di stress è sufficiente seguire 10 semplici regole:

    1. Dormire, tanto e bene. Perché il sonno è la più efficace ricarica naturale per il nostro organismo!

    2. Fare sport o movimento. Fare attività fisica, infatti, sprigiona le endorfine, aiuta a rilassarsi e a riposare meglio.

    3. Seguire un’alimentazione sana e corretta, ricca di sali minerali, vitamine e antiossidanti ma anche di carboidrati, perché i carboidrati sono il cibo della mente!

    4. Non saltare la colazione, perché è proprio nella prima parte della giornata che abbiamo bisogno di un maggior quantitativo di calorie.

    5. Stare alla luce del sole. Il passaggio dalla luce del sole all’aria aperta a quella artificiale dell'ufficio può mettere sotto stress il corpo e la mente.

    6. Prendersi delle pause frequenti di almeno 15 minuti ogni due ore per riattivare la circolazione e riposare gli occhi.

    7. Concedersi ancora qualche weekend fuori porta!

    8. Ritornare agli impegni quotidiani: lavoro, palestra, faccende domestiche, attività varie gradualmente e non in modo brusco e repentino.

    9. Non tenere in camera da letto né computer, né cellulare, né televisione, perché il cervello potrebbe smettere di associare quella stanza al momento del sonno, considerandola alla stregua di un “prolungamento” del salotto.

    10. Se occorre, aiutare l’organismo con degli integratori alimentari.

    Esistono diversi tipi di integratori alimentari che rispondono alle più diverse esigenze del nostro organismo.

    Ci sono integratori a base di vitamina B1, B6, B12, pappa reale e rosa canina che contribuiscono alla riduzione del senso di stanchezza e affaticamento e alla ripresa del normale metabolismo energetico. Altri a base di arginina, fosfoserina, ginseng ed eleuterococco che sono più indicati per combattere la stanchezza mentale, per aiutare memoria e concentrazione, nonché per ridurre stati d’ansia e sbalzi d’umore. Ci sono, poi, integratori contenenti creatina, glutammina e leucina che sono più indicati per gli sportivi o per persone che necessitano di elevate prestazioni fisiche.

    Se pensi di aver bisogno di un integratore, parlane col tuo farmacista di fiducia, per capire quale tipologia si adatti di più alle tue esigenze e quale sia la posologia consigliata.

    Per il resto, cerca di seguire le nostre 10 regole, datti tempo e pensa positivo, è solo questione di riprendere il ritmo!

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    Se la nostra pelle non è adeguatamente idratata tende a squamarsi, a perdere lucentezza e a formare più facilmente le rughe, PELLEfavorendo l’invecchiamento precoce. Avere una pelle morbida e visibilmente sana non è solamente un desiderio di bellezza, una vanità estetica, ma un indicatore di salute. L’idratazione, infatti, è una componente fondamentale e vitale del nostro organismo ed è per questo che risulta essere sempre di primaria importanza, anche quando si tratta di organi o tessuti esterni. Il problema della pelle secca è un problema comune, specialmente in estate, a causa di agenti quali sole, sale, cloro, per citare i più comuni.

    Alla pari di tutti gli altri organi del nostro organismo, però, sia in estate che in inverno, la nostra pelle deve essere adeguatamente e quotidianamente idratata per mantenersi morbida e sana.

     

    Come?

     

    Ecco 6 consigli per mantenere idratata, splendente ed in salute la nostra pelle!

    1. Bere 1,5/2 litri di acqua al giorno.

    2. Fare il pieno di frutta e verdura alimenti ricchi di acqua, vitamine, sali minerali e omega 3.

    3. In caso di pelle troppo secca evitare le docce troppo calde.

    4. Fare lo scrub almeno 1 volta al mese.

    5. Usare delle creme idratanti adeguate alla propria tipologia di pelle e applicarle ogni giorno dopo la doccia, consultandosi col proprio dermatologo e col proprio farmacista di fiducia per sapere quale crema è più opportuno utilizzare.

    6. Asciugarsi accuratamente dopo la doccia e non lasciare che la pelle si asciughi naturalmente all’aria.

  • Con l’arrivo della primavera, arrivano anche le allergie con i loro tipici sintomi di rinocongiuntivite e asma da pollinosi. Ma donna con mascherinanel periodo di emergenza sanitaria che stiamo vivendo, quelli che negli anni passati abbiamo sempre riconosciuto come i sintomi dell’allergia, potrebbero oggi apparirci come i sintomi ben più allarmanti del virus che ha stravolto la nostra normalità e le nostre vite quotidiane: il covid-19.

    La domanda, allora, sorge spontanea: come fare a riconoscere i classici sintomi delle comuni allergie da quelli del Coronavirus?

    I sintomi particolari dovuti alle allergie da pollini sono: raffreddore “acquoso” e lacrimazione profusa che non sono tipiche dell’infezione da Coronavirus; mentre la congiuntivite e la tosse sono sintomi in comune.

    La più grande discriminante però è la febbre. Le allergie non comprendono stati febbrili, mentre l’infezione virale si manifesta quasi preminentemente con la febbre. Inoltre, un altro indicatore potrebbe essere la poca efficacia dei farmaci usati per l’allergia. Le abituali terapie con antistaminici e cortisonici nasali nelle forme rinitiche, opportunamente prescritte dagli allergologi, infatti, sono normalmente efficaci contro le manifestazioni allergiche.

    In caso di dubbio, di inefficacia delle terapie antiallergiche o di stati febbrili è bene contattare subito il proprio medico di base.

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    Sabbia, sole, salsedine, frequenti lavaggi e continue asciugature col fono, possono danneggiare in modo consistente i nostri capelli capellidurante l’estate, rendendoli secchi, sfibrati, opachi e deboli.

    Ma niente paura con un po’ di cura e di attenzione tutto è risolvibile!

    Ecco per voi 4 consigli per rendere di nuovo forti e sani i vostri capelli:

    1. Scegliete di usare prodotti non aggressivi, in grado di nutrire e idratare i capelli senza rovinarli. Utilizzate uno shampoo neutro con sostanze naturali calmanti come ad esempio camomilla e malva e un balsamo oleoso arricchito con oli essenziali piuttosto che con profumazioni chimiche.

    1. Asciugate i capelli facendo uso del fono provvisto dell’apposito diffusore ad una distanza non inferiore ai 20cm. Evitate quanto più possibile l’uso di piastre.

    1. Una volta tornati dalle vacanze tagliate i capelli e non effettuate colorazioni o trattamenti.

    1. Accompagnate ad una sana ed equilibrata alimentazione l’uso di integratori soprattutto in vista dell’autunno dove è comune una fisiologica e più abbondante caduta dei capelli.

    E, infine, non siate troppo severi con voi stessi e con i vostri capelli. Abbiatene cura per il vostro benessere, senza giudizio!

  • La cistite è una patologia che interessa quasi unicamente il mondo femminile. Si tratta di una fastidiosa infiammazione della mucosa vescicale cistitecausata da diversi fattori.

    Le cause della cistite possono essere, infatti, molteplici. Tra le più frequenti abbiamo: le cause infettive, dovute a batteri, virus o funghi e le cause infiammatorie, provocate non da agenti patogeni, ma da fattori irritanti, come cattiva alimentazione, eccessiva acidità delle urine o presenza nelle stesse di cristalli e ossalati;

    Le infezioni alle vie urinarie, come la cistite, possono essere favorite da più fattori: scarsa idratazione, errata alimentazione, assunzione di contraccettivi orali, carenza estrogenica, rapporti sessuali non protetti, coliche renali, contrattura muscolare pelvica, diabete ed ipertrofia prostatica (nell'uomo).

    La cistite si contraddistingue per determinati sintomi, quali:

    • urgente necessità di urinare;

    • fastidioso bruciore durante la minzione;

    • sensazione di incompleto svuotamento vescicale;

    • disuria e sangue nelle urine.

    Talvolta, il quadro clinico della cistite è completato da febbre, urine maleodoranti, crampi addominali, diarrea.

     

    Cosa fare in caso di cistite

    • Bere molti liquidi, almeno 1,5-2 litri al giorno, per favorire la diluizione della carica batterica, ovvero l'eliminazione dell’agente patogeno in tempi relativamente brevi;

    • Richiedere il consulto medico entro il più breve tempo possibile dalla manifestazione dei primi sintomi;

    • Assumere integratori naturali a base di mirtillo rosso e D - Mannosio.

    • Praticare esercizio fisico costante e regolare per potenziare le difese immunitarie;

    • Preferire un intimo di cotone per favorire la traspirazione;

    • Eseguire un'accurata igiene intima, con un movimento che dall'avanti procede all'indietro e non viceversa, per evitare il trasporto di batteri dal retto alla vagina;

    • Non esagerare durante l’igiene intima con eccessive dosi di sapone;

    • Lavarsi sia prima che dopo un rapporto sessuale;

     

    Cosa non fare in caso di cistite

    • Bere poco;

    • Trattenere l'urina;

    • Consumare rapporti sessuali non protetti;

    • Condividere asciugamani e biancheria intima;

    • Rimanere per lungo tempo con l’intimo umido, che sia esso costume o mutandina;

    • Utilizzare assorbenti interni o coppette mestruali;

    • Esagerare con le lavande vaginali (un eccesso di igiene intima può aumentare il rischio di infezioni);

    • Applicare deodoranti o spray vaginali profumati;

    • Assumere antibiotici senza parere medico.

    Cosa mangiare in caso di cistite

    • Alimenti proteici di origine animale;

    • Cereali;

    • Frutta e verdura, in particolare prugne e mirtilli;

     

    Cosa non mangiare in caso di cistite

    • Alcolici;

    • Caffè;

    • Cioccolato;

    • Aceto;

    • Peperoncino;

    • Spezie;

    • Formaggi stagionati;

    • Salse;

    • Alimenti di difficile digestione e ricchi di grassi.

     

    Cure e rimedi naturali

    Per velocizzare la guarigione, si consiglia di assumere integratori o tisane naturali ad azione diuretica e/o disinfettante delle vie urinarie a base di uva ursina, asparago, equiseto, ortica, ortosifon, carciofo, finocchio, mirtillo, corbezzolo, echinacea.

  • Le festività natalizie con pranzi e cene abbondanti e pasti disordinati possono portare il nostro organismo ad avere una digestione disturbi indestinalidifficoltosa e quindi ad incorrere in disturbi gastrointestinali come bruciore di stomaco, gonfiore, nausea e acidità.

    Cosa fare dopo un pasto abbondante per evitare disturbi intestinali

    Per evitare disturbi digestivi, dopo un pasto abbondante, è consigliato:

    • bere piccole quantità di acqua per favorire la digestione e mantenere l’organismo idratato;

    • sorseggiare qualche tisana digestiva con limone, zenzero o finocchietto;

    • fare una passeggiata con andatura moderata, trascorsa un’oretta dal termine del pasto. Attenzione a coprirsi bene, perché gli sbalzi di temperatura possono contribuire a rallentare (o anche peggio, bloccare) la digestione.

    Tuttavia, nonostante queste precauzioni, può capitare di incorrere in disturbi gastro-intestinali. In questo caso, avere una Biochetasi a portata di mano è sempre utile. Per disturbi specifici, , come diarrea, nausea, stitichezza o bruciore di stomaco, specialmente se frequenti e ripetuti, è necessario rivolgersi al medico o al farmacista di fiducia per sapere come risolvere al meglio e in modo celere la problematica.

  • Le smagliature o atrofie dermo-epidermiche a strie (nome scientifico striae distensae), sono delle cicatrici che si smagliature1presentano sulla cute e sono dovute alla rottura delle fibre elastiche del derma. Indelebili e al 99% permanenti, all'inizio presentano un aspetto rossastro ma si attenuano con il tempo, diventando bianche e lucide. Sono diffuse per lo più tra le donne, ma interessano in misura minore anche gli uomini, soprattutto quelli che hanno importanti sbalzi di peso nel corso della crescita. Si manifestano in particolar modo su addome, fianchi, cosce, seno e braccia.

    Possono comparire a causa di vari fattori: predisposizione genetica, sbalzi ormonali, scorretta alimentazione, cambiamenti repentini di peso, stili di vita sedentari, poca elasticità della pelle.

    Qualunque sia la causa portatrice delle tanto odiate smagliature, una volta arrivate, mandarle via è un'impresa davvero ardua (se non impossibile). Per questo è fondamentale prevenirle.

    Le smagliature sono l’incubo di tante donne in dolce attesa.

    In gravidanza, infatti, la pelle della pancia e del seno (e anche di altre parti del corpo in base alla variazione del peso) si dilata enormemente. Per questo, fin dai primi mesi, è necessario prendersi cura dell'epidermide applicandovi una crema idratante o un olio naturale.

    Si consiglia, in una fase tanto delicata, di non utilizzare un prodotto specifico anti-smagliature, che potrebbe essere troppo aggressivo, ma di bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno e di idratare la pelle con creme e oli naturali.

    Ecco un elenco di creme e olii da utilizzare in gravidanza:

    olio di mandorle

    olio di calendula

    olio di camomilla

    crema alla vitamina E

    crema all'echinacea

    crema all'equiseto

    olivello spinoso

    burro di karitè

    crema all'ippocastano

    Per eventuali allergie o esigenze specifiche della pelle è bene rivolgersi sempre, prima di qualsiasi applicazione, al proprio farmacista di fiducia.

  • Le vacanze sono un momento irrinunciabile della nostra vita: spezzano lo stress quotidiano, alleggeriscono la tensione, ci insonniapermettono di ritrovare il tempo per farci delle coccole, esplorare il mondo o stare più intensamente con le persone che amiamo.

    Durante le vacanze la mancanza di orari fa da sovrana! Si abbandonano, infatti, le rigide scansioni temporali della routine giornaliera e lavorativa e si preferiscono il lungo pisolino pomeridiano e le uscite fino a notte fonda con gli amici.

    Tutto bellissimo! Peccato che arrivi sempre il momento di tornare alla vita di tutti i giorni con le sue mille faccende da sbrigare e i suoi ritmi incalzanti. Un ritorno sempre non poco traumatico!

    Le difficoltà maggiormente riscontrate, nel ritorno alla “solita” vita, sono essenzialmente 2: il ripristino delle sane abitudini alimentari e la regolazione del ritmo sonno veglia!

    Come si fa ad andare a letto alle 11 per essere operativi alle 7 del mattino? Non è sempre un’impresa facile e molto spesso ci si ritrova nel letto a contare le pecore e la mattina dopo molto nervosi per il mancato e necessario riposo.

    Ecco, quindi, 5 consigli fondamentali per riprendere il giusto ritmo sonno/veglia al ritorno dalle vacanze:

    1. Rendete la vostra stanza da letto un posto rilassante! Aiutatevi con candele profumate, lampade da sale, olii essenziali!

    2. Fate una doccia o un bagno caldo prima di andare a dormire, non appena l’aria comincia a rinfrescarsi.

    3. Non esimetevi dal fare attività fisica o lunghe passeggiate! Lo sport rilassa e permette al nostro corpo di rilasciare endorfine!

    4. Evitate cene con cibi pesanti, complicati e difficili da digerire.

    5. Aiutate il vostro bioritmo con l’assunzione di tisane a base di erbe naturali rilassanti, come camomilla e melissa oppure con degli integratori naturali a base di melatonina e rodiola.

    Il sonno è un componente fondamentale della nostra vita, ci consente di vivere bene, di ricaricare le energie e di mantenere in salute le nostre più importanti funzioni vitali e cerebrali. Abbiate, dunque, cura di dormire al meglio, tutte le ore che necessita il vostro organismo per ripartire ogni giorno al massimo.

    Buon ritorno alla vita quotidiana!

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    Gennaio e febbraio sono i mesi più rigidi dell’anno! Ripararsi adeguatamente dal freddo è importante per evitare di incorrere nei gelonitipici mali di stagione, quali: febbre, raffreddore, influenza, infezioni delle vie aeree e geloni.

    I geloni, il cui nome tecnico è eritema pernio, possono colpire qualsiasi parte del corpo, ma soprattutto le sue estremità ovvero: mani, piedi, orecchie, naso e labbra. Essi non sono altro che un principio di congelamento, di cui le cause più frequenti sembrano essere: l’esposizione al freddo, l’eccessivo sbalzo termico e l’esposizione diretta a materiali gelidi.

     

    Perché vengono i geloni

    La riposta del nostro organismo al freddo consiste nel restringimento dei vasi sanguigni (vasocostrizione). In questo modo il flusso di sangue verso le zone periferiche del nostro corpo viene rallentato per privilegiare e facilitare l’apporto ematico agli organi vitali. Poiché il sangue viene allontanato dalle estremità, queste parti del corpo iniziano ad infreddolirsi via via sempre di più, tanto da portare al congelamento della componente liquida dei tessuti, che formano dei veri e propri cristalli di ghiaccio. Questi cristalli possono causare danni cellulari e tissutali gravi all’area interessata. Il basso apporto di sangue, inoltre, privando i tessuti di ossigeno, può portare alla morte tissutale.

    I primi segni e sintomi di congelamento comprendono:

    • sensazione di intorpidimento;

    • cambiamento di colore della pelle (rossa, bianca, bluastra);

    • sensazione di freddo pungente;

    • difficoltà di movimento a causa della rigidità articolare e muscolare;

    • eventuale comparsa di vesciche dopo il riscaldamento.

    Il congelamento di primo grado, sebbene irriti la pelle, non provoca lesioni permanenti, ed è possibile curarlo ricorrendo a semplici misure di primo soccorso, come ad esempio: scaldare gradualmente la pelle con acqua tiepida.

    Il congelamento vero e proprio, invece, è un’emergenza medica che deve essere prontamente curata, perché può danneggiare la pelle, i tessuti, i muscoli, le ossa e causare complicazioni, come ad esempio infezioni e lesioni ai nervi.

     

    Fattori di rischio

    Alcuni gruppi di individui sono maggiormente a rischio di geloni. Si tratta di:

    • soggetti che praticano sport invernali e in alta montagna;

    • lavoratori esposti a condizioni ambientali dure per periodi prolungati, come soldati, marinai e soccorritori;

    • senzatetto;

    • bambini molto piccoli e individui molto anziani, il cui organismo ha meno capacità di regolare la temperatura corporea;

    • soggetti affetti da condizioni che causano danni vascolari o problemi circolatori, come il diabete e il fenomeno di Raynaud;

    • persone in terapia con farmaci vasocostrittori, inclusi i beta-bloccanti (anche il fumo può agire da vasocostrittore);

    • chiunque si ritrovi confinato in condizioni di freddo intenso.

    Molti casi di geloni si manifestano in persone che hanno assunto droghe o alcolici. Droghe e alcool possono, infatti, indurre comportamenti rischiosi, rendendo il soggetto incapace di reagire al freddo o facendolo assopire in ambienti poco riscaldati.

     

    Perché i geloni sono rischiosi

    Chi viene colpito da geloni, soprattutto gravemente e per periodi di tempo prolungati può incorrere in “danni permanenti” come:

    • eccessiva sensibilità al freddo;

    • ridotta sensibilità e dolore persistente delle parti colpite;

    • diminuzione del tatto nelle zone interessate;

    • morte tessutale.

    In caso di morte tessutale, la zona morta non avrà più un apporto di sangue. Ciò può rendere la parte molto vulnerabile alle infezioni, perché il corpo ha bisogno dei globuli bianchi per combatterle. I soggetti con geloni, inoltre, sono maggiormente a rischio di infezioni batteriche.

     

    Cura e terapia

    Il trattamento dei geloni dipende dalla gravità dei sintomi: se i sintomi sono lievi occorre, semplicemente, chiamare il proprio farmacista o il proprio medico curante, per un consulto; se sono gravi, bisogna recarsi tempestivamente al pronto soccorso più vicino; se, nella peggiore delle ipotesi, si è impossibilitati a muoversi, urge necessariamente chiamare il 118.

     

    Prevenzione

    I geloni possono essere evitati adottando adeguate precauzioni:

    • Evitare di esporsi inutilmente alle basse temperature;

    • Indossare indumenti che proteggono in maniera adeguata il corpo e le sue estremità;

    • Non esporsi al freddo con indumenti bagnati.

  • Riportiamo in seguito 6 dei dubbi più ricorrenti delle donne in gravidanza. Le risposte seguono pedissequamente le gravidanzaindicazioni del Ministero della salute.

     

    1. Le donne in gravidanza sono più suscettibili alle infezioni o hanno un rischio maggiore di sviluppare una forma severa di COVID-19?

    Non sono riportati dati scientifici sulla suscettibilità delle donne in gravidanza al virus. Tuttavia, la gravidanza comporta cambiamenti del sistema immunitario che possono aumentare il rischio di contrarre infezioni respiratorie virali, anche in forma più severa.

    Il consiglio è sempre quello di mettere in campo tutte le misure preventive necessarie che sono state indicate dal Governo in questi due mesi.

     

    2. Quali sono gli effetti del coronavirus durante la gravidanza?

    Non sono riportati dati scientifici sugli effetti di COVID-19 durante la gravidanza.

    In caso di infezione, in corso di gravidanza, da altri coronavirus correlati [SARS-CoV e MERS-CoV] sono stati osservati casi di aborto spontaneo, mentre la presenza di febbre elevata durante il primo trimestre di gravidanza può aumentare il rischio di difetti congeniti.

     

    3. Le donne in gravidanza con COVID-19 possono trasmettere il virus al feto o neonato?

    I dati recenti riguardo bambini nati da madri con COVID-19 indicano che nessuno di essi è risultato positivo. Inoltre, il virus non è stato rilevato nel liquido amniotico.

     

    4. Le donne in gravidanza affette da COVID-19 devono necessariamente effettuare un parto cesareo?

    In relazione alle attuali limitate conoscenze e agli esiti dell’unico studio effettuato in Cina in cui non è stata dimostrata la presenza del SARS-CoV-2 in sangue da cordone ombelicale, liquido amniotico e latte materno, non vi è indicazione elettiva al taglio cesareo nelle donne affette da COVID-19 e rimangono valide le indicazioni attuali sul taglio cesareo.

     

    5. Le donne positive al test per il nuovo coronavirus possono avere contatti con il neonato subito dopo la nascita?

    Ogni qualvolta sia possibile, l’opzione da privilegiare è quella della gestione congiunta di madre e neonato, ai fini di facilitare l’interazione e l’avvio dell’allattamento materno.

    Qualora la madre presenti sintomi lievi e si senta in grado di gestire autonomamente il neonato, madre e neonato possono essere gestiti insieme. In questo caso, è applicabile il rooming-in per madre e neonato, applicando le normali precauzioni per le malattie respiratorie a trasmissione aerea.

    Se la madre presenta, invece, un’infezione respiratoria francamente sintomatica (febbre, tosse e secrezioni respiratorie, mialgie, mal di gola, astenia, dispnea), madre e neonato vengono transitoriamente separati.

    La decisione di separare o meno madre-neonato va comunque presa per ogni singola coppia tenendo conto dell’informazione-consenso dei genitori, della situazione logistica dell’ospedale ed eventualmente anche della situazione epidemiologica locale relativa alla diffusione del SARS-CoV-2.

     

    6. Le donne positive al test per il nuovo coronavirus possono allattare al seno il proprio bambino?

    Qualora la madre presenti sintomi lievi, questa potrà allattare al seno adottando tutte le precauzioni possibili per evitare di trasmettere il virus al proprio bambino, lavandosi le mani e indossando una maschera chirurgica mentre allatta. Nel caso si utilizzi latte materno spremuto con tiralatte manuale o elettrico, la madre deve lavarsi le mani e seguire le raccomandazioni per una corretta pulizia degli strumenti dopo ogni utilizzo. Se vi è la possibilità, considerare l’utilizzo di latte umano donato.

    Se la madre presenta, invece, un’infezione respiratoria francamente sintomatica (febbre, tosse e secrezioni respiratorie, mialgie, mal di gola, astenia, dispnea), madre e neonato dovrebbero essere transitoriamente separati. In questo caso, andrebbe evitato il ricorso automatico ai sostituti del latte materno, implementando piuttosto la spremitura del latte materno o il ricorso all’uso di latte umano donato.

    Nei casi di infezione materna grave la spremitura del latte materno potrà non essere effettuata in base alle condizioni generali della madre. La compatibilità dell’allattamento materno con farmaci eventualmente somministrati alla donna con COVID-19 va valutata caso per caso. L’utilizzo del latte materno spremuto di madre SARS-CoV-2 positiva, per il proprio neonato, all’interno di una Terapia Intensiva Neonatale segue protocolli specifici.

    Vogliamo ricordare a tutte le mamme, che bisogna assolutamente prevenire, ma non vivere con ansia eccessiva questo periodo storico. Seguendo le linee guida del Ministero della Salute, si possono evitare stati patologici e vivere tranquillamente la propria quotidianità. La serenità fa bene a mamma e bambino.

    Alle mamme di domani vanno i nostri migliori auguri e un grande in bocca al lupo.

  • Freddo, sole, aria inquinata e stress possono agire negativamente sulle nostre labbra rendendole secche, irritate e più deboli, labbrasoprattutto nella stagione invernale, quando tendono maggiormente a seccarsi, screpolarsi, spaccarsi e ad essere colpite da piccole manifestazioni herpetiche. Proteggere le labbra è possibile attraverso un’adeguata idratazione e attraverso principi attivi e sostanze che ne preservino integrità, salute e bellezza.

    A questo proposito sono consigliate delle creme e dei burrocacao a base di tea tree oil, propoli, aloe vera, burro di karitè e vitamina e. Perché?

    • Il tea tree oil ha una funzione protettiva, lenitiva e antimicrobica;

    • La propoli un’azione purificante e lenitiva;

    • Il burro di karitè combatte la secchezza e nutre le labbra;

    • L’aloe vera lenisce e idrata;

    • La vitamina e funge da antiossidante.

    L’uso di creme e burrocacao adeguati, però, non deve far passare in secondo piano delle buone abitudini quotidiane, fondamentali per il benessere delle nostre labbra, ovvero: bere adeguatamente durante il giorno, evitare creme per il viso e cosmetici troppo aggressivi, fare di tanto in tanto uno scrub.

    La cura delle labbra non è solamente un fattore estetico, ma una questione di benessere, di salute e di cura della persona. Avere labbra secche, screpolate e spaccate, non è solo un fattore antiestetico, ma può dar vita a manifestazioni herpetiche e infezioni. Alla luce di ciò, al contrario di quanto si possa comunemente pensare, ​ la cura delle labbra non è una questione esclusivamente femminile, ma comprende anche l’universo maschile.

  • Riportiamo in questo articolo le informazioni e le linee guida del Ministero della Salute in materia di coronavirus.coronavirus2

    I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi. I Coronavirus sono stati identificati a metà degli anni '60 e sono noti per infettare l'uomo ed alcuni animali (inclusi uccelli e mammiferi). Le cellule bersaglio primarie sono quelle epiteliali del tratto respiratorio e gastrointestinale.

     

    Che cos'è il nuovo Coronavirus?

    Il nuovo Coronavirus (nCoV) è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente mai identificato nell'uomo.

     

    Perché è comparso il nuovo coronavirus?

    La comparsa di nuovi virus patogeni per l’uomo, precedentemente circolanti solo nel mondo animale, è un fenomeno ampiamente conosciuto (chiamato spill over o salto di specie) e si pensa che possa essere alla base anche dell’origine del nuovo coronavirus. Al momento la comunità scientifica sta cercando di identificare la fonte dell’infezione.

     

    Quali sono i sintomi di una persona infetta da un Coronavirus?

    Dipende dal virus, ma i sintomi più comuni includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

     

    Quanto è pericoloso il nuovo virus?

    Come altre malattie respiratorie, l’infezione da nuovo coronavirus può causare sintomi lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, oppure sintomi più severi quali polmonite e difficoltà respiratorie. Raramente può essere fatale. Generalmente i sintomi sono lievi ed a inizio lento. Alcune persone si infettano ma non sviluppano sintomi né malessere. La maggior parte delle persone (circa l'80%) guarisce dalla malattia senza bisogno di cure speciali. Circa 1 persona su 6 si ammala gravemente e sviluppa difficoltà respiratorie. Le persone più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e quelle con malattie pre-esistenti, quali diabete e malattie cardiache. Al momento il tasso di mortalità è di circa il 2% (Fonte OMS).

     

    Qual è la differenza tra i sintomi dell’influenza, di un raffreddore comune e del nuovo Coronavirus?

    I sintomi sono simili e consistono in tosse, febbre, raffreddore. Sono tuttavia causati da virus differenti, pertanto, in caso di sospetto di Coronavirus, è necessario effettuare esami di laboratorio per confermare la diagnosi.

     

    Quanto dura il periodo di incubazione?

    Il periodo di incubazione rappresenta il periodo di tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici. Si stima attualmente che vari fra 2 e 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni.

     

    Come si diffonde il nuovo Coronavirus?

    Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto con le goccioline del respiro delle persone infette, ad esempio quando starnutiscono o tossiscono o si soffiano il naso. È importante perciò che le persone ammalate applichino misure di igiene quali starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l'uso e lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche.

     

    Quali sono le regole per la disinfezione / lavaggio delle mani?

    Il lavaggio e la disinfezione delle mani sono la chiave per prevenire l'infezione. Dovresti lavarti le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone per almeno 60 secondi. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcool (concentrazione di alcool di almeno il 60%).

     

    Quanto tempo sopravvive il nuovo Coronavirus sulle superfici?

    Le informazioni preliminari suggeriscono che il virus possa sopravvivere alcune ore, anche se è ancora in fase di studio. L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina).

     

    È sicuro ricevere pacchi dalla Cina o da altri paesi dove il virus è stato identificato?

    Si, è sicuro. L’OMS ha dichiarato che le persone che ricevono pacchi non sono a rischio di contrarre il nuovo Coronavirus, perché non è in grado di sopravvivere a lungo sulle superfici.

     

    Posso contrarre l’infezione dal mio animale da compagnia?

    No, al momento non vi è alcuna evidenza scientifica che gli animali da compagnia, quali cani e gatti, abbiano contratto l’infezione o possano diffonderla.

     

    Esiste un vaccino per il nuovo Coronavirus?

    No, essendo una malattia nuova, ancora non esiste un vaccino e per realizzarne uno ad hoc i tempi possono essere anche relativamente lunghi (si stima 12-18 mesi).

     

    Cosa posso fare per proteggermi?

    Mantieniti informato sulla diffusione dell’epidemia, disponibile sul sito dell'OMS e adotta le seguenti misure di protezione personale:

    • lavati spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni a base di alcol per eliminare il virus dalle tue mani;

    • mantieni una certa distanza – almeno un metro – dalle altre persone, in particolare quando tossiscono o starnutiscono o se hanno la febbre, perché il virus è contenuto nelle goccioline di saliva e può essere trasmesso col respiro a distanza ravvicinata;

    • evita di toccarti occhi, naso e bocca con le mani se presenti febbre, tosse o difficoltà respiratorie e hai viaggiato di recente in Cina o se sei stato in stretto contatto con una persona ritornata dalla Cina e affetta da malattia respiratoria;

    • se presenti febbre, tosse o difficoltà respiratorie e hai viaggiato di recente in Cina o se sei stato in stretto contatto con una persona ritornata dalla Cina e affetta da malattia respiratoria segnalalo al numero gratuito 1500, istituito dal Ministero della salute. Ricorda che esistono diverse cause di malattie respiratorie e il nuovo coronavirus può essere una di queste. Se hai sintomi lievi e non sei stato recentemente in Cina, rimani a casa fino alla risoluzione dei sintomi applicando le misure di igiene, che comprendono l’igiene delle mani (lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche) e delle vie respiratorie (starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l'uso e lavare le mani).

     

    Devo indossare una mascherina per proteggermi?

    L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di indossare una mascherina solo se sospetti di aver contratto il nuovo Coronavirus e presenti sintomi quali tosse o starnuti o se ti prendi cura di una persona con sospetta infezione da nuovo Coronavirus (viaggio recente in Cina e sintomi respiratori). L’uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani. Non è utile indossare più mascherine sovrapposte.

     

    Gli antibiotici possono essere utili per prevenire l’infezione da nuovo Coronavirus?

    No, gli antibiotici non sono efficaci contro i virus, ma funzionano solo contro le infezioni batteriche.

    Ricordati di informarti sempre da fonti ufficiali, vai sul sito dell’OMS o del Ministero della Salute ed evitare di cadere in preda al panico a cause di notizie derivati da una cattiva informazione mass mediatica.

  • Le proprietà del salice dal XIX secolo

    Sono note fin dall’antichità le proprietà medicamentose del salice, ma la scienza farmaceutica ha iniziato ad prevenire il raffreddoreapprofondirle a partire dal XIX secolo, quando le ricorrenti epidemie di malaria resero urgente cercare medicamenti febbrifughi alternativi al costoso chinino.

    Fu un francese, il farmacista Leroux, a ricavare dalla corteccia di salice un glucoside amaro, denominato poi salicina, che non aveva proprietà antimalariche ma vantava un discreto effetto antipiretico e un'azione analgesica.

    Qualche anno più tardi il chimico palermitano Raffaele Piria ottenne per idrolisi della salicina una molecola che fece storia nella terapia antireumatica: l'acido salicilico.

    La stessa molecola fu poi estratta anche dalle foglie di Spiraea ulmaria, una pianta erbacea perenne comune in Europa. Per successiva reazione chimica di questo composto si ottenne uno dei più celebri farmaci al mondo: l'acido acetilsalicilico. Quest'ultimo "ritrovato" naturale fu poi prodotto anche sinteticamente e commercializzato in Germania con il nome di Aspirin, in onore della pianta da cui era originariamente estratto. E tutti conosciamo proprietà e utilizzo dell'italianizzata aspirina!

    Salicina, acido salicilico e acido acetilsalicilico sono tutte sostanze in grado di ridurre l'infiammazione, favorire la guarigione da mal di gola, abbassare la febbre e alleviare il dolore. Si tratta quindi di un rimedio solitamente indicato nel trattamento dei sintomi influenzali, come antidolorifico e per supportare il benessere dell’apparato respiratorio.

  • Stanchezza eccessiva, testa pesante, dolori diffusi in tutto il corpo e magari tosse, starnuti, pizzicore alla gola e brividi primi sintomidi freddo. La sintomatologia non lascia spazio a dubbi: siete stati colpiti dal virus influenzale! Affrontare prontamente e nella giusta maniera i sintomi influenzali aiuta a prevenire eventuali complicazioni e aiuta il corpo a riprendersi in tempi più celeri.

    La prima cosa da fare, che sembra banale ma non lo è, è mettersi a letto e riposare per permettere al nostro organismo di risparmiare energie e di concentrarsi sull’attività più importante e urgente: combattere i virus dell'influenza con la massima efficienza per guarire il più rapidamente possibile.

     

    Per alcuni giorni, tutto ciò che dovete fare è:

    - restare tranquillamente a casa in un ambiente non troppo caldo;

    - fare areare periodicamente la stanza che vi ospita evitando gli sbalzi di temperatura

    - affaticarvi il meno possibile;

    - mangiare cibi sani e digeribili pieni di vitamine e sali minerali;

    - cercare di bere il più possibile (a piccoli sorsi, in caso di febbre alta, nausea e vomito) per evitare la disidratazione;

    - aiutarvi con integratori alimentari

    - utilizzare, se necessario, la categoria dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): antidolorifici, antipiretici, antinfiammatori, sedativi della tosse, decongestionanti nasali, mucolitici ed espettoranti. Anche se i Fans sono farmaci da banco e possono essere presi senza la ricetta medica, è sempre bene consultarsi con il proprio farmacista di fiducia prima di assumerli, soprattutto se si soffre di malattie croniche e si assumono quotidianamente dei farmaci o se si ha intenzione di somministrarli a bambini e anziani.

     

    Tuttavia la migliore cura all’influenza è sempre la prevenzione: copritevi bene, evitate gli sbalzi di temperatura, vestitevi a cipolla, fate ogni giorno una bella scorpacciata di vitamine e sali minerali e aiutate le vostre difese immunitarie con degli integratori immunostimolanti.

    La prevenzione è sempre la cura migliore! Buon autunno!

  • Soprattutto in estate si corre il rischio di disidratarsi a causa del caldo e dell’eccessiva sudorazione.

    Si soffre di disidratazione quando i liquidi introdotti non reintegrano quelli persi durante la giornata. In queste condizioni l’organismo, in parole povere, si secca idratareperché non dispone più di sufficienti liquidi per funzionare correttamente. Quando il contenuto di acqua nell’organismo è insufficiente viene alterato l’equilibrio di sali minerali e zuccheri e questo è causa di squilibri e difficoltà per numerosi processi metabolici. Un deficit consistente di liquidi per un periodo di tempo prolungato può avere effetti gravi e, talvolta, anche letali sul nostro organismo.

    Il nostro corpo è dotato di meccanismi di controllo e regolazione dei liquidi molto sofisticati, ma la popolazione anziana, i bambini (soprattutto i neonati) e alcuni casi specifici (per esempio pazienti in terapia con diuretici) hanno spesso bisogno di bere più di quanto non suggerirebbe la sete.

    Mediamente un adulto necessita di quasi tre litri al giorno di acqua, da assumere attraverso bevande e alimenti (per esempio frutta e verdura), ma in caso di caldo e in particolari condizioni, le esigenze aumentano.

    Ma quali sono i segni più comuni della disidratazione?

    I sintomi più comuni della disidratazione includono: sete, necessità di urinare meno spesso del solito, colore scuro delle urine, pelle secca, stanchezza, sonnolenza, vertigini, svenimenti, mal di testa, occhi infossati, pressione bassa, battiti del cuore accelerati, respirazione affannosa, febbre, estremità del corpo fredde.

    I segni e i sintomi di disidratazione nei lattanti e nei bambini possono comprendere in aggiunta anche bocca secca, pianto senza lacrime, nessun pannolino bagnato per 3 o più ore, febbre alta, letargia (eccessiva sonnolenza).

    Tra le cause più frequenti di disidratazione ricordiamo:

    diarrea grave, vomito, febbre, sudorazione eccessiva, scarsa idratazione giornaliera, malattie croniche, l’assunzione di alcuni farmaci, la vita ad alta quota, praticare sport all’aria aperta in climi caldi e umidi.

    Sintomi

    Negli adulti il senso di sete è indicativo di per sé di disidratazione, ma sfortunatamente lo stesso non si può dire per bambini e anziani, che invece potrebbero non avvertirla. L’indicatore più obiettivo è il colore delle urine: urine trasparenti o chiare indicano che siete ben idratati, mentre urine di colore giallo scuro o ambrato di solito sono un segnale di disidratazione.

    Quando chiamare il medico

    Se siete un adulto sano, normalmente potrete curare la disidratazione lieve o moderata assumendo più liquidi: bevendo acqua e bevande isotoniche, ideali per reintegrare i sali minerali, e mangiare alimenti con consistente contenuto di acqua come frutta e verdura. In aiuto possono venire, in questi casi, anche le soluzioni saline vendute in Farmacia o specifici integratori, soprattutto di potassio e magnesio.

    Se invece avvertite i sintomi della disidratazione grave, ad esempio una forte sete, scarsità di urina, pelle grinzosa, capogiro e confusione, rivolgetevi immediatamente al medico. L’unica terapia efficace per la disidratazione è reintegrare i liquidi e gli elettroliti persi. L’approccio da scegliere dipende dall’età del paziente, dalla gravità della disidratazione e dalla causa.

    Prevenzione

    Per prevenire la disidratazione è indispensabile bere molto e consumare alimenti ricchi di acqua e ricordare che in determinate circostanze è fondamentale assumere più liquidi del normale, come ad esempio col caldo, quando si fa esercizio fisico, quando si suda eccessivamente o quando si soffre di determinate patologie.

    Ricordatevi di bere, l’acqua è vita!