DEDALOMULTIMEDIA
11-12-19

Farmacia S.Anna

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    Senza cibo non potremmo vivere, il cibo è il nutrimento fondamentale del nostro organismo.

    Eppure, non tutti i cibi fanno bene al nostro corpo. Esiste, infatti, e si manifesta sempre più frequentemente la cosiddetta infiammazione“infiammazione da cibo”. Di cosa si tratta?

    La ricerca scientifica ha permesso di capire che l’eccessiva o ripetitiva assunzione di un alimento o di un gruppo alimentare è direttamente connessa al manifestarsi di alcune patologie quali: colite, disturbi digestivi, artrite, malattie autoimmuni, allergie e dermatiti. Alimenti comuni e di per sé sani come frumento e glutine, latte e latticini, cibi fermentati e cibi contenenti nichel, se mangiati quotidianamente o molto frequentemente possono generare reazioni infiammatorie sistemiche che peggiorano di gran lunga la nostra qualità di vita giornaliera.

    Quando i sintomi di malessere o infiammazione sono palesi e si manifestano con alta frequenza nel nostro organismo, soprattutto dopo aver mangiato, allora è il caso di andare a fondo ed indagare sui perché di questo costante stato di malessere.

    Per verificare le infiammazioni da cibo esiste oggi uno strumento molto efficace: il “Recaller Test” conosciuto anche con il nome di “Food Inflammation Test”. Si tratta di un test innovativo e scientificamente all’avanguardia che valuta il livello di infiammazione presente nell’organismo e il relativo profilo alimentare personale. Il test si basa sul dosaggio di due particolari citochine (BAFF e PAF) che possono essere stimolate dall’assunzione alimentare e di un particolare tipo di anticorpi, le immunoglobine che si innalzano nell’organismo in risposta alla ripetuta o eccessiva assunzione di alimenti di uno specifico gruppo alimentare.

    Il test consiste in un prelievo di sangue capillare del polpastrello che viene successivamente analizzato in un laboratorio specializzato. I risultati di laboratorio vengono inviati ad un centro medico, esaminati e refertati da un team di medici specialisti. All’interno del referto finale viene suggerita una dieta di rotazione che permette di combattere l’infiammazione e di guidare il recupero della tolleranza alimentare.

    Sentirsi bene con il proprio organismo, non dover combattere ogni giorno con disturbi fisici e di salute è una conquista importante per ciascun individuo ed è fondamentale per una vita appagante e serena.

    Se pensate di essere colpiti da infiammazione da cibo, rivolgetevi subito al vostro medico o al vostro farmacista e recatevi nei luoghi opportuni in cui è possibile effettuare un recaller test.

    Non aspettate di sentirvi meglio, non rimandate! La vostra salute è il bene più prezioso e va tutelato ogni giorno!

    Vi informiamo che presso la Farmacia Sant’Anna è possibile effettuare il Test da Infiammazione da cibo, in maniera veloce e del tutto affidabile.

  • Non appena arriva l’estate si pensa sempre a proteggere pelle e capelli, ma mai a proteggere gli occhi. Gli occhi sono un organo OCCHIestremamente resistente, progettato per tener duro anche ai più feroci attacchi esterni con meccanismi di difesa naturali. Forse non tutti immaginiamo che la prima difesa dell’occhio siano le sopracciglia. Quando aggrottiamo gli occhi, infatti, ci stiamo inconsapevolmente mettendo in posizione difensiva; la pupilla, poi, fa il suo, stringendosi quando vuole tutelarsi dagli agenti esterni.

     

    Tuttavia anche gli occhi necessitano di attenzioni e della giusta prevenzione per evitare l’insorgere di alcune patologie più o meno gravi. Soprattutto in estate è, dunque, fondamentale portare sempre con sé:

    • degli ottimi occhiali da sole con lenti polarizzate

    • un collirio o delle salviettine rinfrescanti, idratanti e disinfettanti

    • mascherina o occhialini per le immersioni subacquee

     

    Proteggi gli occhi dal sole

    Come per la pelle, anche gli occhi devono essere protetti dai raggi UV, che possono gravemente danneggiarli. Per questo è opportuno usare degli ottimi occhiali da sole con lenti polarizzate. Proteggersi con occhiali da bancarella è una scelta poco oculata ed infelice, perché quella tipologia di lenti, non filtrando alcun raggio solare nocivo e facendo ombra sull’occhio, fanno aprire la pupilla che, a quel punto, si dilata e quasi ‘a tradimento’ viene inondata dai raggi solari senza poter attivare il suo naturale meccanismo di difesa.

     

    Proteggi gli occhi da sabbia, vento ed impurità

    Tuttavia il sole non è l’unica minaccia per i nostri occhi, infatti vento, sale, sabbia e altre impurità potrebbero provocare irritazione, bruciore ed infiammazione. La soluzione è quella di dotarsi di un ottimo collirio rinfrescante, idratante e disinfettante, che aiuti i nostri occhi a non affaticarsi e a mantenersi perfettamente in salute. Per chi indossa le lentine, ancor di più in nella calda stagione, diventa importante idratare gli occhi il più spesso possibile con lacrime artificiali.

     

    Proteggi gli occhi dal sale e dal cloro

    Anche i bagni a mare o in piscina possono irritare gli occhi e provocare bruciore. Per questo è opportuno immergersi in acqua indossando maschera o occhialini.

     

    Mantieni i tuoi occhi idratati ed in salute

    Oltre a proteggere gli occhi, dobbiamo aiutarli quotidianamente a stare bene, idratandoli il più possibile attraverso l’assunzione di 1,5/2 litri di acqua al giorno e introducendo nel nostro organismo sali minerali e vitamine, che sono indispensabili per il benessere dei nostri occhi, con una dieta ricca di frutta e verdura!

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    Sei milioni di italiani soffrono della sindrome da stress da rientro. Non si tratta di una vera e propria patologia, ma di quella stressimprovvisa condizione di disagio, spossatezza e depressione che sopraggiunge quando dopo una vacanza, soprattutto se lunga, ritorniamo bruscamente alla vita di tutti i giorni.

    Lo stress da rientro si presenta con sintomi quali: insonnia, ansia, eccessiva stanchezza fisica e mentale, nervosismo, leggera depressione, incapacità di concentrarsi, mal sopportazione del senso di responsabilità, astenia, irritabilità e sbalzi d’umore frequenti e repentini.

    Per evitare di imbattersi in questo tipo di stress è sufficiente seguire 10 semplici regole:

    1. Dormire, tanto e bene. Perché il sonno è la più efficace ricarica naturale per il nostro organismo!

    2. Fare sport o movimento. Fare attività fisica, infatti, sprigiona le endorfine, aiuta a rilassarsi e a riposare meglio.

    3. Seguire un’alimentazione sana e corretta, ricca di sali minerali, vitamine e antiossidanti ma anche di carboidrati, perché i carboidrati sono il cibo della mente!

    4. Non saltare la colazione, perché è proprio nella prima parte della giornata che abbiamo bisogno di un maggior quantitativo di calorie.

    5. Stare alla luce del sole. Il passaggio dalla luce del sole all’aria aperta a quella artificiale dell'ufficio può mettere sotto stress il corpo e la mente.

    6. Prendersi delle pause frequenti di almeno 15 minuti ogni due ore per riattivare la circolazione e riposare gli occhi.

    7. Concedersi ancora qualche weekend fuori porta!

    8. Ritornare agli impegni quotidiani: lavoro, palestra, faccende domestiche, attività varie gradualmente e non in modo brusco e repentino.

    9. Non tenere in camera da letto né computer, né cellulare, né televisione, perché il cervello potrebbe smettere di associare quella stanza al momento del sonno, considerandola alla stregua di un “prolungamento” del salotto.

    10. Se occorre, aiutare l’organismo con degli integratori alimentari.

    Esistono diversi tipi di integratori alimentari che rispondono alle più diverse esigenze del nostro organismo.

    Ci sono integratori a base di vitamina B1, B6, B12, pappa reale e rosa canina che contribuiscono alla riduzione del senso di stanchezza e affaticamento e alla ripresa del normale metabolismo energetico. Altri a base di arginina, fosfoserina, ginseng ed eleuterococco che sono più indicati per combattere la stanchezza mentale, per aiutare memoria e concentrazione, nonché per ridurre stati d’ansia e sbalzi d’umore. Ci sono, poi, integratori contenenti creatina, glutammina e leucina che sono più indicati per gli sportivi o per persone che necessitano di elevate prestazioni fisiche.

    Se pensi di aver bisogno di un integratore, parlane col tuo farmacista di fiducia, per capire quale tipologia si adatti di più alle tue esigenze e quale sia la posologia consigliata.

    Per il resto, cerca di seguire le nostre 10 regole, datti tempo e pensa positivo, è solo questione di riprendere il ritmo!

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    Se la nostra pelle non è adeguatamente idratata tende a squamarsi, a perdere lucentezza e a formare più facilmente le rughe, PELLEfavorendo l’invecchiamento precoce. Avere una pelle morbida e visibilmente sana non è solamente un desiderio di bellezza, una vanità estetica, ma un indicatore di salute. L’idratazione, infatti, è una componente fondamentale e vitale del nostro organismo ed è per questo che risulta essere sempre di primaria importanza, anche quando si tratta di organi o tessuti esterni. Il problema della pelle secca è un problema comune, specialmente in estate, a causa di agenti quali sole, sale, cloro, per citare i più comuni.

    Alla pari di tutti gli altri organi del nostro organismo, però, sia in estate che in inverno, la nostra pelle deve essere adeguatamente e quotidianamente idratata per mantenersi morbida e sana.

     

    Come?

     

    Ecco 6 consigli per mantenere idratata, splendente ed in salute la nostra pelle!

    1. Bere 1,5/2 litri di acqua al giorno.

    2. Fare il pieno di frutta e verdura alimenti ricchi di acqua, vitamine, sali minerali e omega 3.

    3. In caso di pelle troppo secca evitare le docce troppo calde.

    4. Fare lo scrub almeno 1 volta al mese.

    5. Usare delle creme idratanti adeguate alla propria tipologia di pelle e applicarle ogni giorno dopo la doccia, consultandosi col proprio dermatologo e col proprio farmacista di fiducia per sapere quale crema è più opportuno utilizzare.

    6. Asciugarsi accuratamente dopo la doccia e non lasciare che la pelle si asciughi naturalmente all’aria.

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    Sabbia, sole, salsedine, frequenti lavaggi e continue asciugature col fono, possono danneggiare in modo consistente i nostri capelli capellidurante l’estate, rendendoli secchi, sfibrati, opachi e deboli.

    Ma niente paura con un po’ di cura e di attenzione tutto è risolvibile!

    Ecco per voi 4 consigli per rendere di nuovo forti e sani i vostri capelli:

    1. Scegliete di usare prodotti non aggressivi, in grado di nutrire e idratare i capelli senza rovinarli. Utilizzate uno shampoo neutro con sostanze naturali calmanti come ad esempio camomilla e malva e un balsamo oleoso arricchito con oli essenziali piuttosto che con profumazioni chimiche.

    1. Asciugate i capelli facendo uso del fono provvisto dell’apposito diffusore ad una distanza non inferiore ai 20cm. Evitate quanto più possibile l’uso di piastre.

    1. Una volta tornati dalle vacanze tagliate i capelli e non effettuate colorazioni o trattamenti.

    1. Accompagnate ad una sana ed equilibrata alimentazione l’uso di integratori soprattutto in vista dell’autunno dove è comune una fisiologica e più abbondante caduta dei capelli.

    E, infine, non siate troppo severi con voi stessi e con i vostri capelli. Abbiatene cura per il vostro benessere, senza giudizio!

  • Le vacanze sono un momento irrinunciabile della nostra vita: spezzano lo stress quotidiano, alleggeriscono la tensione, ci insonniapermettono di ritrovare il tempo per farci delle coccole, esplorare il mondo o stare più intensamente con le persone che amiamo.

    Durante le vacanze la mancanza di orari fa da sovrana! Si abbandonano, infatti, le rigide scansioni temporali della routine giornaliera e lavorativa e si preferiscono il lungo pisolino pomeridiano e le uscite fino a notte fonda con gli amici.

    Tutto bellissimo! Peccato che arrivi sempre il momento di tornare alla vita di tutti i giorni con le sue mille faccende da sbrigare e i suoi ritmi incalzanti. Un ritorno sempre non poco traumatico!

    Le difficoltà maggiormente riscontrate, nel ritorno alla “solita” vita, sono essenzialmente 2: il ripristino delle sane abitudini alimentari e la regolazione del ritmo sonno veglia!

    Come si fa ad andare a letto alle 11 per essere operativi alle 7 del mattino? Non è sempre un’impresa facile e molto spesso ci si ritrova nel letto a contare le pecore e la mattina dopo molto nervosi per il mancato e necessario riposo.

    Ecco, quindi, 5 consigli fondamentali per riprendere il giusto ritmo sonno/veglia al ritorno dalle vacanze:

    1. Rendete la vostra stanza da letto un posto rilassante! Aiutatevi con candele profumate, lampade da sale, olii essenziali!

    2. Fate una doccia o un bagno caldo prima di andare a dormire, non appena l’aria comincia a rinfrescarsi.

    3. Non esimetevi dal fare attività fisica o lunghe passeggiate! Lo sport rilassa e permette al nostro corpo di rilasciare endorfine!

    4. Evitate cene con cibi pesanti, complicati e difficili da digerire.

    5. Aiutate il vostro bioritmo con l’assunzione di tisane a base di erbe naturali rilassanti, come camomilla e melissa oppure con degli integratori naturali a base di melatonina e rodiola.

    Il sonno è un componente fondamentale della nostra vita, ci consente di vivere bene, di ricaricare le energie e di mantenere in salute le nostre più importanti funzioni vitali e cerebrali. Abbiate, dunque, cura di dormire al meglio, tutte le ore che necessita il vostro organismo per ripartire ogni giorno al massimo.

    Buon ritorno alla vita quotidiana!

  • Freddo, sole, aria inquinata e stress possono agire negativamente sulle nostre labbra rendendole secche, irritate e più deboli, labbrasoprattutto nella stagione invernale, quando tendono maggiormente a seccarsi, screpolarsi, spaccarsi e ad essere colpite da piccole manifestazioni herpetiche. Proteggere le labbra è possibile attraverso un’adeguata idratazione e attraverso principi attivi e sostanze che ne preservino integrità, salute e bellezza.

    A questo proposito sono consigliate delle creme e dei burrocacao a base di tea tree oil, propoli, aloe vera, burro di karitè e vitamina e. Perché?

    • Il tea tree oil ha una funzione protettiva, lenitiva e antimicrobica;

    • La propoli un’azione purificante e lenitiva;

    • Il burro di karitè combatte la secchezza e nutre le labbra;

    • L’aloe vera lenisce e idrata;

    • La vitamina e funge da antiossidante.

    L’uso di creme e burrocacao adeguati, però, non deve far passare in secondo piano delle buone abitudini quotidiane, fondamentali per il benessere delle nostre labbra, ovvero: bere adeguatamente durante il giorno, evitare creme per il viso e cosmetici troppo aggressivi, fare di tanto in tanto uno scrub.

    La cura delle labbra non è solamente un fattore estetico, ma una questione di benessere, di salute e di cura della persona. Avere labbra secche, screpolate e spaccate, non è solo un fattore antiestetico, ma può dar vita a manifestazioni herpetiche e infezioni. Alla luce di ciò, al contrario di quanto si possa comunemente pensare, ​ la cura delle labbra non è una questione esclusivamente femminile, ma comprende anche l’universo maschile.

  • Stanchezza eccessiva, testa pesante, dolori diffusi in tutto il corpo e magari tosse, starnuti, pizzicore alla gola e brividi primi sintomidi freddo. La sintomatologia non lascia spazio a dubbi: siete stati colpiti dal virus influenzale! Affrontare prontamente e nella giusta maniera i sintomi influenzali aiuta a prevenire eventuali complicazioni e aiuta il corpo a riprendersi in tempi più celeri.

    La prima cosa da fare, che sembra banale ma non lo è, è mettersi a letto e riposare per permettere al nostro organismo di risparmiare energie e di concentrarsi sull’attività più importante e urgente: combattere i virus dell'influenza con la massima efficienza per guarire il più rapidamente possibile.

     

    Per alcuni giorni, tutto ciò che dovete fare è:

    - restare tranquillamente a casa in un ambiente non troppo caldo;

    - fare areare periodicamente la stanza che vi ospita evitando gli sbalzi di temperatura

    - affaticarvi il meno possibile;

    - mangiare cibi sani e digeribili pieni di vitamine e sali minerali;

    - cercare di bere il più possibile (a piccoli sorsi, in caso di febbre alta, nausea e vomito) per evitare la disidratazione;

    - aiutarvi con integratori alimentari

    - utilizzare, se necessario, la categoria dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): antidolorifici, antipiretici, antinfiammatori, sedativi della tosse, decongestionanti nasali, mucolitici ed espettoranti. Anche se i Fans sono farmaci da banco e possono essere presi senza la ricetta medica, è sempre bene consultarsi con il proprio farmacista di fiducia prima di assumerli, soprattutto se si soffre di malattie croniche e si assumono quotidianamente dei farmaci o se si ha intenzione di somministrarli a bambini e anziani.

     

    Tuttavia la migliore cura all’influenza è sempre la prevenzione: copritevi bene, evitate gli sbalzi di temperatura, vestitevi a cipolla, fate ogni giorno una bella scorpacciata di vitamine e sali minerali e aiutate le vostre difese immunitarie con degli integratori immunostimolanti.

    La prevenzione è sempre la cura migliore! Buon autunno!

  • Soprattutto in estate si corre il rischio di disidratarsi a causa del caldo e dell’eccessiva sudorazione.

    Si soffre di disidratazione quando i liquidi introdotti non reintegrano quelli persi durante la giornata. In queste condizioni l’organismo, in parole povere, si secca idratareperché non dispone più di sufficienti liquidi per funzionare correttamente. Quando il contenuto di acqua nell’organismo è insufficiente viene alterato l’equilibrio di sali minerali e zuccheri e questo è causa di squilibri e difficoltà per numerosi processi metabolici. Un deficit consistente di liquidi per un periodo di tempo prolungato può avere effetti gravi e, talvolta, anche letali sul nostro organismo.

    Il nostro corpo è dotato di meccanismi di controllo e regolazione dei liquidi molto sofisticati, ma la popolazione anziana, i bambini (soprattutto i neonati) e alcuni casi specifici (per esempio pazienti in terapia con diuretici) hanno spesso bisogno di bere più di quanto non suggerirebbe la sete.

    Mediamente un adulto necessita di quasi tre litri al giorno di acqua, da assumere attraverso bevande e alimenti (per esempio frutta e verdura), ma in caso di caldo e in particolari condizioni, le esigenze aumentano.

    Ma quali sono i segni più comuni della disidratazione?

    I sintomi più comuni della disidratazione includono: sete, necessità di urinare meno spesso del solito, colore scuro delle urine, pelle secca, stanchezza, sonnolenza, vertigini, svenimenti, mal di testa, occhi infossati, pressione bassa, battiti del cuore accelerati, respirazione affannosa, febbre, estremità del corpo fredde.

    I segni e i sintomi di disidratazione nei lattanti e nei bambini possono comprendere in aggiunta anche bocca secca, pianto senza lacrime, nessun pannolino bagnato per 3 o più ore, febbre alta, letargia (eccessiva sonnolenza).

    Tra le cause più frequenti di disidratazione ricordiamo:

    diarrea grave, vomito, febbre, sudorazione eccessiva, scarsa idratazione giornaliera, malattie croniche, l’assunzione di alcuni farmaci, la vita ad alta quota, praticare sport all’aria aperta in climi caldi e umidi.

    Sintomi

    Negli adulti il senso di sete è indicativo di per sé di disidratazione, ma sfortunatamente lo stesso non si può dire per bambini e anziani, che invece potrebbero non avvertirla. L’indicatore più obiettivo è il colore delle urine: urine trasparenti o chiare indicano che siete ben idratati, mentre urine di colore giallo scuro o ambrato di solito sono un segnale di disidratazione.

    Quando chiamare il medico

    Se siete un adulto sano, normalmente potrete curare la disidratazione lieve o moderata assumendo più liquidi: bevendo acqua e bevande isotoniche, ideali per reintegrare i sali minerali, e mangiare alimenti con consistente contenuto di acqua come frutta e verdura. In aiuto possono venire, in questi casi, anche le soluzioni saline vendute in Farmacia o specifici integratori, soprattutto di potassio e magnesio.

    Se invece avvertite i sintomi della disidratazione grave, ad esempio una forte sete, scarsità di urina, pelle grinzosa, capogiro e confusione, rivolgetevi immediatamente al medico. L’unica terapia efficace per la disidratazione è reintegrare i liquidi e gli elettroliti persi. L’approccio da scegliere dipende dall’età del paziente, dalla gravità della disidratazione e dalla causa.

    Prevenzione

    Per prevenire la disidratazione è indispensabile bere molto e consumare alimenti ricchi di acqua e ricordare che in determinate circostanze è fondamentale assumere più liquidi del normale, come ad esempio col caldo, quando si fa esercizio fisico, quando si suda eccessivamente o quando si soffre di determinate patologie.

    Ricordatevi di bere, l’acqua è vita!

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    Nel periodo invernale virus e batteri vivono più a lungo ed il nostro organismo tende ad abbassare le sue difese immunitarie raffreddorelasciandoci facili prede dei vari agenti patogeni. Per questo è fondamentale rinforzare il nostro sistema immunitario per evitare continui e fastidiosi malanni in vista della stagione fredda.

    Il sistema immunitario è lo scudo protettivo che difende il nostro organismo dagli attacchi esterni di virus, batteri, funghi e parassiti. Le sue barriere difensive, però, possono essere compromesse da alcuni fattori, quali: temperature rigide, cambi di stagione, stress, un’alimentazione scorretta, l’uso di antibiotici ed altro ancora. Per questo è necessario rinforzarlo, prima dell’inverno, tramite integratori naturali con funzione immunostimolante.

    Ci sono numerose malattie, come quelle recidivanti o con tendenza a recidivare quali, per citarne alcune: l’herpes, il fuoco di Sant’Antonio, le candidosi, la mononucleosi, le infezioni respiratorie croniche o ricorrenti (come la bronchite) e altre, che si insidiano nell’organismo umano approfittando proprio del calo immunitario.

    Se si ha la tendenza ad ammalarsi spesso durante l’inverno, allora aiutarsi con degli immunostimolanti naturali può rappresentare davvero un valido strumento per aiutare il nostro organismo per superare al meglio la stagione fredda.

    Le piante immunostimolanti, nello specifico, sono dei rimedi vegetali capaci di intervenire sulla stimolazione delle ghiandole linfatiche nella produzione di anticorpi. A differenza dei vaccini, gli integratori immunostimolanti non ricoprono un ruolo specifico contro i singoli virus, ma rappresentano un incentivo al sistema difensivo dell’organismo. Molto efficaci sono gli integratori naturali a base di Echinacea, Rosa canina, Ribes e Vitamina D3.

    Se non vuoi ammalarti continuamente durante l’inverno e vuoi rinforzare le tue difese immunitarie prima che vengano attaccate dagli agenti patogeni tipici dell’inverno, rivolgiti al tuo farmacista di fiducia, che saprà sicuramente consigliarti l’immunostimolante più adatto alle tue esigenze.

  • Dieta mediterranea e attività fisica regolare sono le armi più efficaci per combattere l’ipercolesterolemia, l’eccesso di colesterolocolesterolo nel sangue responsabile dell’insorgenza di numerose malattie cardiovascolari.

    Molto spesso sentiamo parlare dei danni che provocail colesterolo alla nostra salute quando se ne registrano valori troppo alti nel sangue. Al di là della sua demonizzazione, livelli normali e standard di colesterolo all’interno del nostro corpo sono necessari affinché il nostro organismo possa svolgere alcune delle sue funzioni fondamentali. Il colesterolo, infatti, è coinvolto nel processo di digestione, partecipa alla produzione di vitamina D, favorisce la costruzione della parete delle cellule (in particolare del sistema nervoso) ed è il precursore di ormoni come il testosterone e gli estrogeni.

    La sua importanza per le nostre funzioni vitali è testimoniata dal fatto che esso viene per la maggior parte prodotto direttamente dal nostro organismo e per la minima parte introdotto attraverso l’alimentazione quotidiana.

    Il colesterolo, viene trasportato nel sangue per mezzo di specifiche lipoproteine che si differenziano in base a dimensione e densità. Distinguiamo, dunque, ilcolesterolo LDLlegato alle lipoproteine a bassa densità, cosiddetto “cattivo” poiché si può depositare nelle pareti delle arterie e ilcolesterolo HDL, quello legato alle lipoproteine ad alta densità e definito “buono”, poiché non provoca alcun danno alle arterie e aiuta il nostro organismo a rimuovere il colesterolo dalle pareti dei vasi sanguigni per trasportarlo al fegato.

    Come abbiamo già detto, il colesterolo viene prodotto per circa l’80% dal nostro organismo e per il 20% viene assorbito dal cibo di origine animale che consumiamo. Se tutto funziona correttamente, più assumiamo colesterolo dal cibo e meno ne produciamo e viceversa, al fine di mantenerne il giusto equilibrio nel corpo. Tuttavia può capitare che questo equilibrio venga a mancare e si incorra inipercolesterolemia. Le cause di questa patologia possono essere molteplici:

    • fattori genetici

    • abitudini alimentari errate (assunzione di troppe calorie, troppi grassi saturi, troppi zuccheri semplici)

    • fumo

    • scarsa attività fisica

    • presenza di particolari malattie come il diabete o problemi legati alla tiroide.

    L’ipercolesterolemia, cioè un livello di colesterolo nel sangue oltre i 240 mg/dl, è una condizione che negli ultimi 10 anni è risultata particolarmente in crescita in entrambi i sessi: interessa il 38% degli italiani contro il 24% del 1998-2002.

    Alti livelli di colesterolo nel sangue possono portare adaterosclerosi, ovvero al restringimento delle arterie e dare vita a diverse malattie cardiovascolari come ictus cerebrale e infarto.

    Un’influenza importante nel controllo dei livelli di colesterolo è svolta dall’alimentazione, infatti, la correzione dello stile alimentare, nelle forme lievi, può rappresentare la sola terapia, ma anche in associazione con una terapia farmacologica, una alimentazione adeguata può potenziare l’efficacia dei farmaci ipocolesterolemizzanti e permettere di ridurre la posologia e gli eventuali effetti collaterali. Il ruolo più importante nel controllo dei livelli di colesterolo, dunque, spetta alla dieta: cibi di origine vegetali e pochi grassi sono la migliore prevenzione, ma non va dimenticata neppure l'importanza di un corretto stile di vita e di una regolare attività fisica.

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    Il diabete è ormai considerato una vera e propria epidemia. L’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) ha previsto che tra un diabetedecennio sarà la settima causa di morte.

    Il diabete è una malattia che colpisce gli adulti e, in misura minore, anche i bambini, sempre più pigri e alimentati in maniera scorretta. Infatti, tra i fattori di rischio per lo sviluppo del diabete si annoverano: obesità e sovrappeso, mancanza di attività fisica, fumo, livelli alti della pressione sanguigna, dieta ricca di grassi saturi e zuccheri semplici, colesterolo alto. Non si deve trascurare, tuttavia, la predisposizione genetica, essendo stato accertato che circa il 40% dei diabetici di tipo 2 ha familiari affetti da questa malattia e nei gemelli monozigoti la concordanza della malattia si avvicina al 100%.

     

    Conoscere il diabete.

    Il diabete è una malattia cronica caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue. Si manifesta quando l’organismo non riesce più a produrre quantità sufficienti di insulina, l’ormone prodotto dal pancreas (nelle isole di Langerhans in esso contenute) che regola la glicemia, consentendo al glucosio di entrare nelle cellule e trasformarsi in fonte energetica per l’organismo. Quando questo meccanismo si inceppa, il livello di zucchero nel sangue si innalza e compare il diabete.

    Allo stato attuale, la medicina riconosce tre forme di diabete mellito, diabete di tipo 1, diabete di tipo 2, diabete gestazionale.

    Ad essi si aggiunge il diabete insipido, malattia rara caratterizzata da eccessiva diuresi e sete che si differenzia dagli altri sia per le cause scatenanti, sia per i sintomi. La grande quantità di urina, tuttavia, non è la conseguenza di valori molto elevati di glucosio nel sangue, ma di un’alterazione della produzione dell’ormone antidiuretico.

    ll diabete mellito di tipo 1, definito negli anni passati “diabete insulino-dipendente” o “diabete giovanile”, costituisce il 10% dei casi di diabete e sopraggiunge, in prevalenza, nell’infanzia o nell’adolescenza. Si parla di tipo 1 quando il pancreas non produce più insulina – o se la sua secrezione è molto ridotta – a causa della distruzione delle ß-cellule (deputate alla produzione di insulina) da parte del sistema immunitario, che non le riconosce come appartenenti all’organismo. Si crea una situazione irreversibile, pertanto il soggetto a cui viene diagnosticato il diabete di tipo 1 dovrà assumere per sempre dosi di insulina stabilite dal diabetologo.

    Classificato tra le malattie autoimmuni, ovvero determinate da una reazione del sistema immunitario contro l’organismo stesso, per questo tipo di diabete esiste una predisposizione genetica, seppur non necessariamente ereditaria, come nel caso del diabete di tipo 2. I sintomi più evidenti sono: sete e fame eccessiva, urine abbondanti e frequenti, dimagrimento immotivato.

    Il diabete mellito di tipo 2 è, invece, la forma più comune di diabete che insorge a partire dai 40 anni di età e colpisce prevalentemente i soggetti obesi. È caratterizzato da una scarsa produzione di insulina, non sufficiente alle necessità dell’organismo (deficit di secrezione di insulina), o dall’azione insoddisfacente dell’insulina prodotta (insulino-resistenza). La conseguenza, in entrambi i casi, è l’iperglicemia, cioè l’aumento del livello di glucosio nel sangue, che si sviluppa gradualmente, senza sintomi evidenti, al punto che può non essere rilevata per anni. Le cause della malattia possono essere ricercate in fattori ambientali ed ereditari o in aspetti specifici come l’obesità, la vita sedentaria, lo stress, mentre i sintomi più frequenti sono: sete, stanchezza, dimagrimento, frequente bisogno di urinare, lenta guarigione delle ferite.

    Capitolo a parte, quello gestazionale.

    Se nel periodo della gravidanza si registra un innalzamento del livello di glucosio, si è in presenza del diabete gestazionale, una condizione che si verifica in una percentuale pari all’8% delle donne incinte. Solitamente, il diabete gestazionale scompare al termine della gravidanza, anche se le donne colpite presentano un rischio più elevato di sviluppare successivamente il diabete di tipo 2.

    Se non viene diagnosticato in tempo, le conseguenze per madre e bambino possono essere anche molto serie. In questi casi, la cura consiste in una dieta che garantisca il necessario apporto calorico per la crescita del feto e un’adeguata attività fisica. Si ricorre all’insulina solo quando i valori della glicemia sono superiori a quelli stabiliti per le donne in gravidanza. I sintomi sono uguali a quelli del diabete di tipo 2 e, spesso, non vengono presi in considerazione e riconosciuti.

     

    Come prevenire il diabete.

    La prevenzione inizia da una dieta bilanciata, valutata da un diabetologo sulla base delle esigenze del paziente. Esistono, tuttavia, alcune regole generali, come la limitazione di cibi e bevande che contengono zuccheri perché fanno aumentare la glicemia. Si deve mantenere un peso forma ideale, consumare carboidrati in misura limitata e molte fibre, frutta lontano dai pasti e condimenti leggeri, evitare gli zuccheri e limitare il sale. La dieta deve essere affiancata da una costante attività fisica. Una grave conseguenza del diabete è l’insufficienza cardiaca e tutti i rischi correlati a questa critica condizione.

    Il diabete è un acceleratore dell’aterosclerosi a causa degli effetti dannosi provocati dall’iperglicemia. Inoltre, interferendo con i processi di coagulazione del sangue, aumenta l’aggregazione delle piastrine e la possibilità della formazione di trombi o di eventi cardiovascolari acuti, come infarto e ictus.

    In farmacia ti ricordo che puoi controllare i tuoi valori di glicemia, trigliceridi, colesterolo e pressione.
    Puoi ricevere consigli su stile di vita, sull'alimentazione e l'aderenza alla terapia.

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    La caduta dei capelli entro certi limiti è un fatto assolutamente naturale. Di norma, infatti, perdiamo fino a 100 capelli al caduta capelligiorno, che in condizioni sane vengono subito rimpiazzati da nuovi capelli. Si tratta dell’ordinario ciclo vitale del bulbo: il capello vecchio, che ha una durata media di 5 anni, cade quando sotto ve n’è un altro pronto a spuntare e a crescere. Questo accade continuamente e rientra nella normalità delle cose per il nostro organismo! Tuttavia, in condizioni particolari di stress per l’organismo, si può assistere ad una caduta massiccia di capelli fuori dall’ordinario e ad una rallentata attività del ciclo vitale del bulbo con conseguente diradamento e spiccata visibilità della cute. Se si trovano tanti capelli sul cuscino, sulla spazzola, sul pavimento delle varie stanze di casa, sui tappeti, e persino sul divano e in auto e se si nota un diradamento soprattutto nell’area superiore del capo, della fronte e delle tempie allora è il caso di farsi visitare e di iniziare a porre rimedio alla problematica. Indicativo è anche lo stato delle unghie, poiché sono costituite dagli stessi amminoacidi dei capelli (in particolare cheratina): se si sfaldano, spezzano e fanno fatica a crescere robuste, probabilmente, si soffre di qualche carenza.

     

    Quali possono essere le cause?

     

    I fattori che influiscono sulla caduta dei capelli possono essere molteplici quali: cambi di stagione, un periodo particolarmente stressante per il fisico (post-partum, allattamento, menopausa, malattie croniche ecc.) o per la mente (separazione, lutto, forti dispiaceri...) e una cattiva alimentazione (carente in proteine, acidi grassi e vitamine). Ad influire però, non sono soltanto fattori ambientali stressogeni, ma anche fattori genetici.

     

    Cosa fare se si riscontra una cospicua caduta di capelli con conseguente diradamento?

     

    Se si riscontra questa problematica, è bene consultarsi col proprio medico o farmacista di fiducia, che sapranno indicarvi come procedere in base all’entità del diradamento. Se la caduta è profusa ma non preoccupante vi consiglieranno delle apposite lozioni e degli specifici integratori. Se, successivamente, nonostante le cure anticaduta e la correzione della propria alimentazione, i capelli continueranno a cadere è il caso di ricorrere al dermatologo, meglio se specializzato in tricologia. Sarà lui a indagare le cause suggerendo degli esami e facendo un’attenta anamnesi dello stato di salute generale del capello per valutare come procedere.

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    A dispetto di un caldo Ottobre, Novembre ha fatto il suo esordio con pioggia e temperature piuttosto rigide. Proprio a manicausa di questo sbalzo termico e dell’arrivo del freddo, le nostre mani potrebbero seccarsi, screpolarsi e arrossarsi.

    Ecco, quindi, 4 consigli per proteggerle, idratarle e mantenerle sempre in buona salute!

    1. Indossare i guanti per tenere le mani al caldo, poiché a causa di una lunga esposizione a temperature troppe rigide le mani potrebbero disidratarsi e screpolarsi. Se la disidratazione diventa eccessiva, poi, si corre il rischio che si aprano dei fastidiosi e dolorosi taglietti sull’epidermide.

    2. Lavarsi le mani con acqua tiepida ed evitare detergenti aggressivi. Durante i mesi più freddi, infatti, sarebbe opportuno utilizzare dei saponi emollienti per idratare la pelle.

    3. Massaggiare le mani con un’ottima crema idratante, naturale, ipoallergenica e neutra, almeno una volta al giorno.

    4. Fare uno scrub una volta al mese, per eliminare le cellule morte e permettere alla pelle di rigenerarsi.

    La cura delle mani durante l’inverno non è solamente una questione estetica, una beauty routine per mantenere sempre la propria pelle liscia e morbida, ma è un atto di cura e di salute verso se stessi, perché mani troppo secche e screpolate potrebbero far male, prudere, sanguinare e non ultimo andare incontro ai geloni.

    Ogni piccola parte del nostro corpo è un tesoro da custodire al meglio!

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    Pidocchi e pediculosi

    Capita almeno una volta l’anno, che andando a scuola, bambini e adolescenti si ritrovino il capo infestato dai pidocchi, con pidocchiconseguente disperazione dei genitori e di tutta la famiglia per un possibile e repentino contagio. I pidocchi, la cui infestazione prende il nome di pediculosi, sono piccoli parassiti di dimensioni ridotte e di colore bianco-grigiastro che vivono sull'uomo e ne succhiano il sangue. Questi parassiti depongono le uova attaccandole alla radice dei capelli o dei peli con una colla resistentissima. Le uova, dette lendini, sono di colore chiaro, hanno una forma a pinolo e sono lunghe circa 1 mm.

    La trasmissione dei pidocchi avviene per contatto diretto con persone già infestate oppure attraverso lo scambio di indumenti o effetti personali, come spazzole, cuffie e cuscini. I più colpiti dalla pediculosi sono i bambini in età prescolare e scolare dai 3 agli 11 anni e, di riflesso, le loro famiglie.

     

    Tipologie di pidocchi

    Esistono tre tipologie di pidocchi: quello della testa (Pediculus capitis), quello del corpo (Pediculus humanus) e quello del pube (Phthirus pubis). Il primo è di gran lunga il più diffuso ed è quasi indistinguibile da quello del corpo, ormai piuttosto raro. Il pidocchio del pube ha invece una forma decisamente più schiacciata rispetto alle altre due specie. Tutti e tre i tipi di pidocchi sono nocivi, ma una specie in particolare, quella del corpo, può rappresentare un serio problema sanitario in quanto veicolo di malattie epidemiche gravi come tifo esantematico, febbre ricorrente e febbre delle trincee.

     

    Sintomi e diagnosi della pediculosi del capo

    L'infestazione più comune e tipica delle scuole è comunque la pediculosi del capo che si manifesta con irritazione della cute e intenso prurito che a sua volta causa dermatiti, impetigine e altre affezioni simili dovute a stafilococchi.

    Per liberarsi dai pidocchi, per prima cosa è indispensabile localizzare le uova. Un'accurata ispezione del cuoio capelluto è sufficiente per scoprire l'infestazione. Le lendini solitamente si ritrovano attaccate alla radice dei capelli, dove le condizioni di temperatura e umidità sono più favorevoli alla schiusa. Anche se non c’è una stretta correlazione tra lunghezza dei capelli e infestazione dei pidocchi, i capelli corti facilitano il trattamento della pediculosi.

     

    Terapia

    Quando l'infezione viene accertata, si impone il ricorso a:

    • prodotti insetticidi formulati come polveri aspergibili, shampoo, lozioni o spray con piretroidi di sintesi o estratto di piretro

    • pettine a denti fitti, per eliminare le uova e i pidocchi uccisi dall'insetticida.

    In genere la terapia non si conclude mai con una sola applicazione di insetticida e ne occorre sempre una seconda, 7-10 giorni dopo, per uccidere i pidocchi nati dalle uova schiuse a seguito del primo trattamento. Sarà comunque il medico a decidere la posologia e le modalità di utilizzo.

    Si sconsiglia di eseguire un qualsiasi tipo di disinfestazione ambientale, poiché risulterebbe inutile.

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    Tra la frutta di stagione in questo periodo troviamo la melagrana, il frutto del melograno, un alimento dalle straordinarie proprietà tortabenefiche, grande alleato della nostre salute per le sue proprietà nutritive, poiché ricco di vitamina A, B, C, E e K, antiossidanti, fenoli e acido punico.

    Adesso scopriamo insieme i 7 benefici della melagrana sul nostro organismo:

    1. È ricca di antiossidanti e combatte i radicali liberi;

    2. Aiuta le cellule a rigenerarsi combattendo l’invecchiamento della pelle grazie al suo alto contenuto di acidi grassi essenziali;

    3. Previene le malattie cardiache aiutando l’organismo a mantenere i vasi sanguigni in ottime condizioni e abbassando, grazie all’acido ellaico, il colesterolo cattivo, una delle principali cause dell’insufficienza cardiaca;

    4. Riduce il rischio di cancro al seno tramite dei polifenoli bioattivi chiamati ellagitannini che prevengono la formazione delle cellule del cancro al seno attraverso l'inibizione dell'aromatasi;

    5. Migliora l’umore in periodo premestruale e durante la menopausa grazie al selenio, al beta-carotene e alle vitamine E e C;

    6. Aiuta a mantenere le ossa forti, grazie al suo alto contenuto di calcio;

    7. Protegge il cervello da diverse malattie come il morbo di Alzhaimer.

    Insomma un frutto straordinario, dalle eccezionali proprietà benefiche! Ma attenzione la melagrana non è l’unico frutto “magico”. Nei frutti che la natura ci regala, in ogni stagione, c’è sempre la chiave per il nostro benessere! È per questo che condurre un’alimentazione sana ricca di frutta e verdura ci aiuta a stare bene e a vivere meglio. Il nostro consiglio è soprattutto quello di consumare frutta fresca e di stagione, perché ricchissima dei principi nutritivi che ci servono per affrontare al meglio ogni stagione dell’anno.

  • Il magnesio è un minerale essenziale che interviene in oltre 300 reazioni cellulari ed è importantissimo per tutti gli apparati, poiché magnesiogarantisce la normale fisiologia dell'organismo.

    Il suo campo d'azione comprende, in particolare, il sistema nervoso e l’apparato muscolare in quanto promuove la trasmissione degli stimoli nervosi ai muscoli e regola la comunicazione tra neuroni e cellule muscolari. Ma non è tutto qui! Il magnesio, infatti, contribuisce al buon funzionamento del sistema cardio-circolatorio regolando il battito cardiaco e la pressione e garantisce, con la sua azione, la solubilità del calcio nelle urine contrastando la formazione di calcoli renali.

    Il magnesio, serve anche a mantenere in forma l'apparato muscoloscheletrico, scongiurando crampi, lussazioni e fratture e costituisce un ottimo rimedio depurativo, perché promuove l’eliminazione delle scorie acide.

    Inoltre partecipa alla formazione del glucosio e alla sintesi delle proteine, facilita l’assimilazione delle vitamine del gruppo B, C ed E, stimola la sintesi della vitamina D e contribuisce alla solidità delle ossa, oltre che all'efficienza del sistema immunitario.

    Se un corretto apporto di magnesio è importante per tutti, a qualsiasi età, per le donne è assolutamente indispensabile, data la stretta interdipendenza tra la fisiologia ormonale femminile e svariati apparati, da quello sessuale a quello scheletrico e nervoso.

    Un buon livello di magnesio è importante sia durante il periodo fertile della donna: per attenuare i dolori mestruali, per ridurre gli sbalzi d’umore e l’irritabilità tipici della sindrome premestruale; sia in menopausa poiché smorza le vampate di calore, diminuisce le manifestazioni ansiose e previene la comparsa di osteoporosi e di artrosi da perdita di sali minerali.

    COSA COMPORTA UNA EVENTUALE CARENZA DI MAGNESIO NEL NOSTRO ORGANISMO

    L'eventuale carenza di magnesio è rivelata da molti disturbi, sia fisici che psico-emotivi.

    Disturbi a livello fisico:

    Crampi muscolari

    Dolori vertebrali

    Mal di testa

    Tic nervosi

    Irrigidimenti e dolori muscolari

    Aritmie cardiache

    Gastriti

    Fragilità ossea

    Calcoli renali

    Stanchezza immotivata

    Stitichezza

    Insonnia

    Disturbi a livello emotivo:

    Agitazione

    Ansia

    Depressione

    Sbalzi d’umore

    Sindome pre-mestruale

    Astenia

    QUANTO MAGNESIO ASSUMERE OGNI GIORNO

    Il fabbisogno giornaliero di magnesio varia in funzione dell’età e del sesso del soggetto in questione. Gli individui adulti di sesso maschile dovrebbero assumerne tra i 400 e i 420 mg al giorno, mentre per le donne la quantità necessaria va dai 310 ai 320 mg. Per le donne molto giovani il fabbisogno giornaliero può crescere fino a 360 mg, con picchi che toccano i 400 mg durante la gravidanza.

    IN QUALI ALIMENTI SI TROVA IL MAGNESIO

    Il magnesio è così importante per i sistemi viventi che quasi tutti gli alimenti lo contengono, ma non tutti ne contengono le dosi necessarie per soddisfare le esigenze del nostro organismo. Vediamo quali sono quindi gli alimenti più ricchi di magnesio:

    Crusca

    Cereali integrali

    Legumi

    Frutta secca

    Verdure a foglia verde

    Ortaggi (pomodori, patate e melanzane)

    Frutta (in particolar modo: banane, fragole, arance, ciliegie, ananas, uva, melone)

    Cacao amaro

    Sale marino grezzo

    Tuttavia è doveroso precisare che solo il 30-40% del magnesio introdotto attraverso l’alimentazione viene effettivamente assimilato dal nostro organismo. La cottura, la conservazione e la raffinazione dei cibi sono tutti meccanismi che determinano un processo di demineralizzazione del magnesio. Molte volte, inoltre, a causa di errate abitudini alimentari o della consistente espulsione di sali minerali attraverso la minzione, le feci e la sudorazione, la presenza di magnesio nel nostro organismo può rivelarsi carente e può portare alle spiacevoli conseguenze sopra elencate. Per cui molte volte è fondamentale aiutarsi con degli integratori, che si trovano facilmente in Farmacia.

  • vitamina c

     

    La vitamina C, nota anche come acido ascorbico, è una sostanza necessaria per la normale crescita e la salute del nostro organismo. Si tratta di un micronutriente, cioè di una molecola richiesta dal nostro corpo soltanto in piccole quantità, ma che risulta fondamentale per il suo benessere.

     

    Nell'organismo la vitamina C svolge molte funzioni importanti:

    • contrasta i danni causati dai radicali liberi, considerati uno dei principali responsabili del processo di invecchiamento cellulare;

    • aiuta ad assorbire il ferro, in particolare quello presente negli alimenti di origine vegetale;

    • promuove la produzione di collagene, un componente importante della pelle, dei legamenti e dei vasi sanguigni;

    • è necessaria per la sintesi di alcuni neurotrasmettitori e della L-carnitina, una molecola coinvolta nel metabolismo dei grassi;

    • partecipa al metabolismo delle proteine;

    • interviene nella guarigione delle ferite e nella formazione delle cicatrici;

    • aiuta a riparare e a mantenere in salute le cartilagini, le ossa e i denti.

    In generale, è considerata una sostanza necessaria per la crescita e la riparazione di tutti i tessuti dell'organismo.

    Purtroppo, però non è possibile per il nostro organismo immagazzinarla. Essendo una vitamina idrosolubile (si scioglie in acqua) l'organismo la elimina facilmente attraverso le urine. Dunque, per averne sempre abbastanza a disposizione è necessario assumerla regolarmente attraverso l'alimentazione.

     

    Fabbisogno giornaliero

    Secondo le indicazioni contenute nei Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrizione ed energia per la popolazione italiana (LARN) l’assunzione raccomandata di vitamina C è pari a 105 mg al giorno per gli uomini e 85 mg al giorno per le donne. In alcune fasi della vita questo fabbisogno può, però, aumentare: per esempio, durante la gravidanza l’assunzione raccomandata è di 100 mg al giorno, passando poi a 130 mg al giorno durante l'allattamento al seno. Nei bambini, invece, il fabbisogno è più basso e aumenta con l’aumentare dell’età.

    Apporti inadeguati di Vitamina C, soprattutto se prolungati nel tempo, possono avere conseguenze negative per la salute. La carenza di vitamina C può:

    • ridurre la capacità di combattere le infezioni e quella di guarire le ferite;

    • aumentare la facilità con cui si formano i lividi;

    • causare perdite di sangue dal naso e indebolire lo smalto dei denti;

    • causare la secchezza di pelle e capelli;

    • procurare dolore e gonfiore alle articolazioni.

    Basti pensare che la vitamina C è stata scoperta come antidoto allo scorbuto, una grave malattia caratterizzata da una sensazione di debolezza generalizzata, anemia, disturbi alle gengive ed emorragie.

    È invece raro ritrovarsi alle prese con eccessi di vitamina C, soprattutto perché il corpo non sa accumularla. Tuttavia, sembra sia meglio evitare dosi superiori ai 2 grammi al giorno: potrebbero causare fastidi di stomaco e diarrea.

    Dov’è contenuta la vitamina C

    Tutta la frutta e le verdure contengono in misura variabile vitamina C. Fra i frutti che ne sono più ricchi sono inclusi, uva, kiwi, ribes, papaya, ananas, fragole, agrumi, melone, mango, lamponi e mirtilli. Fra le verdure, invece, ne sono particolarmente ricchi i peperoni e, in misura minore, i broccoli, i cavoli, i cavolini di Bruxelles, i cavolfiori, gli spinaci, le cime di rapa e le altre verdure a foglia verde, le patate, i pomodori e la zucca.

    È bene, però, ricordare che il contenuto di vitamina C degli alimenti può variare molto a seconda di quanto tempo vengono conservati. In genere i prodotti freschi ne sono più ricchi. Anche alcuni metodi di cottura possono causare delle perdite, per questo la scelta migliore è mangiare frutta e verdura possibilmente fresche e crude o comunque non troppo cotte.

    Tuttavia, in presenza di un’abbondante carenza di vitamine, è sempre consigliata come integrazione della dieta giornaliera, l’assunzione di Vitamina C tramite integratori alimentari.