Il Taccuino
DEDALOMULTIMEDIA
01-12-20

 

Come siciliani siamo giustamente inca…volati per essere stati collocati in zona arancione, e lo siamo di più perché regioni ad alto tasso di casi algoritmopositivi, molti ma molti di più che da noi , come il Lazio e soprattutto la Campania, sono rimasti in zona verde, pardon, in zona gialla che è lo stesso. A prescindere che questa del giallo al posto del verde come aspetto “psicologico” ci sembra un’altra gran mi…stificazione (col verde si può passare, mentre col giallo invece…), c’è qualcosa che non torna. Tranne una parte del profondo nord che si ritrova in rosso, è possibile che la situazione critica sia solo in Puglia e Sicilia?

Basta guardare, anche distrattamente, la cartina dell’Italia che pubblicano ogni giorno i giornali, quella con i pallini rossi in corrispondenza dei maggiori contagi, per vedere come i pallini più grossi sono in corrispondenza di Milano, Torino, Roma e Napoli. Se poi vogliamo fare quattro conti alla buona, il rapporto tra positivi e tamponi effettuati tra Lombardia e Campania ci dice che l’incidenza in Lombardia (zona rossa/ massima chiusura) è pari a 17,7% mentre in Campania (zona gialla/ chiusura minima) è pari al 19,4% e dunque maggiore!

Pare che a determinare la collocazione della Sicilia in zona arancione siano stati non uno ma due algoritmi del Ministero della salute, basati su 21 parametri. Non sarebbe dunque colpa del Ministero e tanto meno del ministro Speranza (sic, mai cognome fu meno adatto), ma solo il risultato di un calcolo automatico su base probabilistica. Matrice del rischio, la chiamano.

Ora capirete anche voi che parlare di algoritmi e parametri in casa di un ingegnere è come parlare di cardamomo, coriandolo, cumino o curcuma ad un cuoco indiano. Per chi ha tempo e curiosità alleghiamo l’elenco di questi 21 parametri, che sono più delle spezie del cuoco di cui sopra.

Ma torniamo agli algoritmi, alla combinazione dei parametri che sono stati scelti. Non si è seguito dunque un criterio di ragionevolezza, una valutazione “umana” della reale gravità della situazione sanitaria nelle diverse regioni, mediata cioè dalla scienza e coscienza di tanti illustri signori professori, ma una miscela di numeri scelti secondo criteri di cui nessuno di conosce le basi scientifiche, l’attendibilità anche solo statistica, etc., combinati secondo formule matematiche di cui nessuno conosce nemmeno in questo caso le basi scientifiche (e sono due). Per rendersi conto del livello di specializzazione (la scienza è scienza mica bruscolini) basta leggere ad esempio il parametro n.16 “Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata COVID-19 per giorno”. Azz…o! (dall’espressione tedesca “Ach, so!” utilizzata in contesti simili a quelli utilizzati nel napoletano per esprimere meraviglia “Ah, ecco, dicevo!” e sbigottimento “ora capisco!”). Il tutto affidato ad un calcolo automatico.

Senza fare il filosofo da strapazzo, un computer e soprattutto l’algoritmo, che poi non è altro che il procedimento, il programma di calcolo, ti danno risultati che dipendono dai dati che immetti e da come sono combinati. La matematica non è un’opinione ma le formule e i numeri che metti dentro una formula sì. Se poi gli algoritmi e i parametri sono probabilistici, rientriamo nelle statistiche e allora si salvi chi può! In Sicilia mangiamo mezzo pollo virgola 25 a testa e siamo tutti a rischio covid.

Detto tutto questo, che certamente vi ha stancato, torniamo al nostro problema. Pare che i dati immessi negli algoritmi del ministero sono quelli di dieci giorni fa, prima che facessero l’esperimento del coprifuoco e del no Martini no party. Strano, qualunque ipotesi o strategia deve avere il tempo per far vedere i risultati, e comunque non si può ripartire ogni volta da capo, altrimenti è come essere in mano a nessuno.

Le alternative sono diverse: o siamo in mano a degli spregiudicati (non era colpa dei giovani, dei pub e dei sonnambuli ed era solo un diversivo, come avevamo sospettato nell’ultimo articolo), oppure sono degli incompetenti, dei fenomeni di incapacità che litigano tra loro, che è peggio.

SOPRATTUTTO, IN QUESTA SITUAZIONE DIFFICILE E CRITICA, C’È BISOGNO CHE LA GENTE COLLABORI, E PER FARLO LA GENTE HA BISOGNO DI CONVINCERSI, DI CAPIRE. E NOI PER PRIMI NON CAPIAMO.

Se poi proviamo a mettere da parte la rabbia e i preconcetti, e dovessero avere ragione al Ministero, e i loro algoritmi fossero ben progettati, e i loro dati attendibili e a Roma tutti stessero facendo il loro lavoro al meglio, e i nostri politici nazionali e i loro tecnici fossero davvero bravi e competenti, cosa che ci sorprenderebbe molto visti i comportamenti e i risultati, allora la colpa sarebbe della Regione e della sanità regionale, che non ha fatto o non ha fatto bene il suo dovere. E anche questo non ci sorprenderebbe.

PS

Gli indici utilizzati sono raggruppati in tre ambiti. Il primo misura la capacità di raccolta dati delle singole regioni, il secondo la capacità di testare tutti i casi sospetti e di garantire adeguate risorse per tracciamento contatti, isolamento e quarantena e il terzo valuta la capacità “ricettiva” dei servizi sanitari e il monitoraggio del contagio. Tutti ambiti di competenza della Regione e allora…

Peppino Margiotta


ECCO GLI INDICATORI

1) Numero di casi sintomatici notificati per mese in cui è indicata la data inizio sintomi/totale di casi sintomatici notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

2) Numero di casi notificati per mese con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) in cui è indicata la data di ricovero/totale di casi con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

3) Numero di casi notificati per mese con storia di trasferimento/ricovero in reparto di terapia intensiva (TI) in cui è indicata la data di trasferimento o ricovero in Tl/totale di casi con storia di trasferimento/ricovero in terapia intensiva notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

4) Numero di casi notificati per mese in cui è riportato il comune di domicilio o residenza/totale di casi notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

5) Numero di checklist somministrate settimanalmente a strutture residenziali sociosanitarie (opzionale).

6) Numero di strutture residenziali sociosanitarie rispondenti alla checklist settimanalmente con almeno una criticità riscontrata (opzionale).

7) Percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il “re-testing” degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, PS/Ospedale, altro) per mese.

8) Tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi.

9) Tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento (opzionale).

10) Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracìng.

11) Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento.

12) Numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata effettuata ima regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati.

13) Numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni.

14) Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS (si utilizzeranno due indicatori, basati su data inizio sintomi e data di ospedalizzazione).

15) Numero di casi riportati alla sorveglianza sentinella COVID-net per settimana (opzionale).

16) Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata COVID-19 per giorno.

17) Numero di nuovi focolai di trasmissione (2 o più casi epidemiologicamente collegati tra loro o un aumento inatteso nel numero di casi in un tempo e luogo definito).

18) Numero di nuovi casi di infezione confermata da SARS-CoV-2 per Regione non associati a catene di trasmissione note.

19) Numero di accessi al PS con classificazione ICD-9 compatibile con quadri sindromici riconducibili a COVID-19 (opzionale).

20) Tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva (codice 49) per pazienti COVID-19.

21) Tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti COVID-19

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