Parliamone insieme
DEDALOMULTIMEDIA
12-04-21

Piacerebbe, se ci mettessero il nome e cognome oltre a scrivere “Rappresentanti del Comitato Spontaneo Animalista Enna, incontrarli per chiarirecesare fussone una volta per tutte cos’è il fenomeno del randagismo, quando dicono di “elencare le tre azioni intraprese che ritiene tra le più importanti” piacerebbe sapere quali sono le altre, ma analizzando le tre più importanti proposte dai suddetti rappresentanti, la campagna di sterilizzazione inizia nel 2012 con l’impegno dell’allora vicesindaco Salvatore Cappa e lo sforzo delle due associazioni che erano sul territorio che garantivano la cattura, la degenza e l’adozione o affidamento ai privati dei cani prelevati dal territorio, con ottimi risultati. La sterilizzazione dei cani padronali non è mai stata la priorità per nessun comune siciliano nella lotta al fenomeno del randagismo, soprattutto nelle modalità come svolte ad Enna.

Non risulta nella mia breve esperienza, che ci siano canili da 450 posti con un retta giornaliera di 2 euro a cane, che si può definire “luogo che rispetti e tratti a dovere i nostri amici a quattro zampe”, ma si va verso lo svuotamento dei canili ed eventuali creazioni di più micro-rifugi da 60/80 posti ognuno, proprio per garantire un minimo di benessere all’animale (che comunque dovrà vivere in un box anziché con una famiglia o in libertà).

Non leggo invece l’azione che secondo il mio parere è la più importante, e cioè il monitoraggio del territorio con la relativa mappatura dei cani vaganti, con relativa documentazione fotografica e caratteriale dei cani, fondamentale per determinare quali cani sono potenzialmente adottabili, reimmessi in liberta o da portare in canile in quanto aggressivi. Tutto questo le associazioni lo avevano iniziato a fare per alcune parti del territorio.

Bene con la nomina dell’assessore Scillia è cambiato tutto, le convenzioni con le associazioni non sono state rinnovate, si è data una interpretazione rigida della legge 15 del 2000 sul randagismo, obbligando tutti i cani ad andare in canile, dove ogni anno dai dati degli uffici comunali si evincono 100 morti all’anno dal 2014 al 2020 compreso i cuccioli, togliendo la possibilità alle associazioni di trovargli una famiglia umana (oltre 500 cani fatti adottare dal 2012 al 2018 dati alla mano). Quindi a cosa esattamente si riferiscono i rappresentanti del comitato quando dicono “Perché non portare avanti le azioni già avviate da chi amministrava prima e che, era sotto gli occhi di tutti, stavano portando risultati?” quali risultati? Oltre all’aumento del numero di cani reclusi nel canile convenzionato?.

Considerando che l’attuale assessore al randagismo è il dott.Dante Ferrari inseparabile compagno di viaggio di Scillia dal 2015 al 2020, a chi si riferiscono “Chi, oggi, ha la responsabilità della gestione del fenomeno randagismo, cosa sta facendo?”, insomma li vedo un pò confusi soprattutto se consideriamo che gli stessi rappresentanti del comitato facevano la campagna elettorale all’attuale amministrazione…….

Sono sempre disponibile ad un incontro pubblico con i rappresentanti del comitato, per conoscere le loro soluzioni e le azioni svolte da loro, e chiunque abbia veramente a cuore il benessere degli animali.

Cesare Fussone

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