Consigli finanziari
DEDALOMULTIMEDIA
12-04-21

Criffato 

 

 

Per completare l’argomento sul Sistema di Informazioni Creditizie vedremo quali sono i tempi di permanenza dei dati inerenti le segnalazioni di pagamenti non regolari . Come già sappiamo il buon fine dei pagamenti ci presenterà, nei confronti di una Banca o di una Società Finanziaria, come meritevoli di poter richiedere un prestito o un mutuo in tempi brevi. Diversamente , con segnalazione negativa, dovremo, sino a quando non avremo regolarizzato i pagamenti, attendere che la nostra situazione in SIC sia diventata regolare e senza nessun pregiudizievole che ci possa bloccare l’accesso al credito. Quindi cosa succede nei ritardi di pagamento ? Ritardi non superiori a due rate o due mesi poi regolarizzati : 12 mesi dalla data di registrazione dei dati relativi alla regolarizzazione, sempre che in tale intervallo di tempo non siano registrati ulteriori ritardi. Ritardi di pagamento superiori a due rate o due mesi poi regolarizzati, anche a seguito di transazione: 24 mesi dalla data di registrazione dei dati relativi alla regolarizzazione, sempre che in tale intervallo di tempo non siano registrati ulteriori ritardi nei pagamenti. Per quanto riguarda i dati negativi ( morosità, gravi inadempimenti, sofferenze) non successivamente regolarizzati : 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto oppure in caso di altre vicende rilevanti in relazione al pagamento, dalla data in cui è risultato necessario il loro ultimo aggiornamento, e comunque anche in quest’ultimo caso, al massimo fino a 60mesi dalla data di scadenza del rapporto, quale risulta dal contratto di finanziamento. Tutte queste informazioni sono regolarmente citate sui contratti di finanziamento. Bisogna tenere presente che gli Istituti di Credito e le Finanziarie hanno l’obbligo di informare il consumatore, in caso di segnalazione negativa, sulla eventuale segnalazione in SIC e quindi sugli effetti che potrebbe produrre tale segnalazione che andrebbe a ridurre la capacità di accesso al credito.

Liborio Colajanni