Nutrizione e Salute
DEDALOMULTIMEDIA
31-05-20

dunarea de jos 2020

 

Molto spesso si sente parlare di intolleranza al lattosio….cominciamo dall’inizio: cos’è il lattosio? Il lattosio è uno lattosiozucchero, nello specifico un disaccaride formato da due monosaccaridi glucosio e galattosio, naturalmente presente nel latte di origine animale. Considerate che rappresenta il 98% degli zuccheri presenti nel latte e nello specifico un litro di latte vaccino contiene circa 50 g di lattosio (5 g/100 ml). Tale quantità diminuisce nello yogurt e nei formaggi freschi, fino ad azzerarsi nei formaggi più stagionati a pasta dura come il parmigiano ad esempio. Quando viene ingerito il lattosio viene diviso nei suoi componenti per essere assorbiti. Questo succede solo se nell'intestino è presente una quantità sufficiente di lattasi, gli enzimi deputati alla digestione del disaccaride. Circa 7 persone su 10 soffrono di una intolleranza al lattosio che li porta alla non digestione dello stesso.

Si definisce intolleranza al lattosio una reazione avversa, non allergica, a questo nutriente provocando una reazione che si manifesta con disturbi gastrointestinali come gonfiore, crampi e saltuaria diarrea. La colpa è da attribuirsi alla mancanza o alla riduzione delle lattasi appunto, normalmente presenti nell' "orletto a spazzola" delle cellule intestinali.

Esistono diversi tipi di intolleranza:

  1. Intolleranza al lattosio genetica o primaria. Si tratta della tipologia più comune, che insorge di solito entro i due anni di vita quando la produzione di lattasi decresce progressivamente. Questa carenza ha una causa genetica ed è cronica, ovvero permane per tutta la vita.

  2. Intolleranza secondaria o acquisita. In questo secondo caso, l’intolleranza insorge come complicanza o conseguenza di altra condizione patologica ad esempio a seguito di malattie infiammatorie intestinali, come il morbo di Crohn, o la celiachia o a seguito di interventi chirurgici, o gastroenteriti virali acute. Questo tipo secondario di intolleranza al lattosio è però reversibile con dei trattamenti opportuni, assunzione di probiotici e una dieta mirata.

  3. Intolleranza al lattosio congenita. Questa condizione è la più rara e si verifica quando la mancanza di enzima lattasi si trasmette per via ereditaria da entrambi i genitori. Il bambino/a viene al mondo già incapace di digerire il latte materno. La prematurità può rappresentare un fattore di rischio per l’intolleranza al lattosio congenita. 

Qualora si sospetti un'intolleranza al lattosio, si può effettuare un test del respiro o breath test. Tramite questo esame si valuta la concentrazione di idrogeno nell'aria espirata dopo un carico di lattosio dal momento che la fermentazione dello zucchero indigerito produce idrogeno che viene prontamente riassorbito dalle pareti intestinali ed eliminato con la respirazione. Chiaramente in caso di intolleranza al lattosio si osserva un picco di concentrazione di idrogeno nell'aria espirata.
Una volta scoperta l’intolleranza bisogna allontanare dalla propria dieta tutti i prodotti che contengono il lattosio stando attendi anche agli insospettabili poiché questo zucchero viene utilizzato come additivo alimentare e per cui è possibile ritrovarlo in altri prodotti alimentari, come: salumi, gnocchi di patate, salse, budini, pane, alcuni cibi in scatola, prodotti da forno, pasticcini, minestre, cioccolato al latte e caramelle alla panna e addirittura anche in alcuni prodotti farmaceutici poiché utilizzato come eccipiente. Oltre alla dieta-terapia, per chi abbia una intolleranza permanente al lattosio, è possibile ovviare alla mancanza della lattasi assumendo degli enzimi che fanno il “lavoro” al suo posto. Si tratta di integratori da assumere un po’ prima dei pasti in cui riteniamo di poter trovare il lattosio. Non sono certo efficaci come l’enzima naturale prodotto dai vostri villi intestinali, ma questi integratori possono comunque permettervi di godervi il pranzo o la cena di un’occasione speciale senza porvi il problema di dover escludere qualche pietanza per timore (o certezza) che vi sia il lattosio. Si tratta però solo di un rimedio occasionale che non va considerato come una cura specifica. 

Michelanna Trovato

Nutrizionista