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Martedì, 25 Gennaio 2022

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Il decreto-legge n. 1 del 7 gennaio 2022, “Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore” estende l'obbligo vaccinale al personale delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica e coreutica (AFAM), con decorrenza dal 1 febbraio 2022.aula universitaria vuota

Assicurare il rispetto dell'obbligo sarà responsabilità degli atenei e delle istituzioni AFAM e ogni trasgressione potrà portare alla sospensione dell'attività lavorativa e dello stipendio, senza perdita del posto di lavoro e senza conseguenze disciplinari.

Le misure sono volte ad assicurare lo svolgimento in presenza delle attività didattiche e curriculari, oltre a garantire la formazione a studenti con disabilità o con disturbi specifici dell'apprendimento, premesso che, laddove non sia possibile garantire la presenza, le università potranno prevedere lo svolgimento con modalità a distanza delle prove, delle sedute di laurea e degli esami di profitto programmati per la sessione di gennaio e di febbraio.

Rimane invariato, invece, l'obbligo per gli studenti di possedere ed esibire il Green Pass, che attesti l'avvenuta vaccinazione o guarigione dal SARS-CoV-2 o l'effettuazione di un test molecolare o antigenico nelle 72 (molecolare) e 48 (antigenico) ore precedenti.

Sono liberi da tali misure quanti risultano esenti dalla campagna vaccinale, con apposita certificazione medica.

“Da maggio abbiamo sempre lavorato, con flessibilità, per garantire il fondamentale diritto allo studio e, contestualmente, un ritorno nelle aule, nei laboratori, nelle biblioteche il più sicuro possibile – afferma il ministro dell'Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa –. Questa è la strada che, anche con questa decisione e dato il contesto attuale, continuiamo a seguire” e continua: “La raccomandazione continua a essere per lo svolgimento di tutte le attività prevalentemente in presenza. Allo stesso tempo, gli strumenti di didattica a distanza messi in campo da atenei, conservatori, accademie, istituti continuano a essere disponibili per garantire misure di salvaguardia per gli studenti che non dovessero riuscire a partecipare in presenza o in casi specifici in relazione al rischio epidemiologico. Sono certa che, ancora una volta, lavorando insieme e in continuo confronto, la comunità universitaria riuscirà ad affrontare al meglio anche questa nuova situazione”, conclude.

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