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Lunedì, 05 Dicembre 2022

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E' il mazarese Totò Arresta ad iscrivere per la prima volta il proprio nome e cognome nel primo albo d’oro dell’Autoslalom Città di Ucria, quarto appuntamento stagionale con lo Challenge Palikè e con il Prix “Serena Casubolo”. La kermesse automobilistica, letteralmenteSlalom Ucria “adottata”, con entusiasmo e passione, dalla comunità residente nel piccolo comune del Parco dei monti Nebrodi, nel Messinese, si è disputata oggi, al cospetto di un pubblico straripante e di una giornata particolarmente calda e soleggiata. Insomma, un mix perfetto.Totò Arresta, al volante della sua Gloria B5 Evo Suzuki preparata nella ‘factory’ trapanese del campione italiano Slalom in carica “Gimmy” Ingardia, ha dominato la scena, aggiudicandosi entrambe le manche cronometrate e sopravanzando al traguardo il pur ottimo rientrante catanese (di Adrano) Mimmo Polizzi, che ha testato con profitto alcune nuove componenti tecniche sulla sua Elia Avrio ST09 Suzuki della Catania Corse ed il sempre più sorprendente etneo (vive a Biancavilla) Silvio Fiore, terzo assoluto con una certa costanza di prestazioni, nell’abitacolo della Formula Fire Suzuki 1150 della Catania Corse.Per Arresta si tratta della 6a affermazione stagionale, con il tempo complessivo di 117,09 “punti-secondi”, per la gioia di papà Girolamo (pure lui presente ad Ucria) e dei vertici della Scuderia Armanno Corse Palermo.Moderatamente soddisfatti Mimmo Polizzi e Silvio Fiore, i quali hanno provato in tutti i modi, soprattutto nella seconda e decisiva salita, a sferrare l’attacco decisivo ad Arresta, senza riuscirvi. Polizzi ha chiuso a poco più di 2” dal vincitore, Fiore a 3”71 da Arresta. Boccone amaro e tanta delusione, invece, per l’agrigentino (residente a Sciacca) Salvatore Catanzaro, alla fine quarto assoluto, ma, alla vigilia, considerato a ragione tra i pretendenti al gradino più alto del podio. Dopo una ricognizione che lasciava presagire ben altro, Catanzaro ha accusato problemi di aderenza al posteriore della sua Gloria B5 Evo Suzuki con i colori della Armanno Corse, dovendo alzare il piede nelle fasi decisive di gara.

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