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Lunedì, 03 Ottobre 2022

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Una città commissariata ancora una volta. Dopo quello sul Piano Regolatore, questa volta il commissario (regionale manco a dirlo) arrivascalo ferroviario per fare approvare al Consiglio Comunale la variante al collegamento ferroviario Caltanissetta Xirbi-Nuova Enna, lotto 4A.

Nuova Enna non è un’associazione pro-loco, non è nemmeno una new town, come ce ne sono in Inghilterra, non è nemmeno paragonabile con Nuova York, come la chiamava ancora Ruggero Orlando, famoso corrispondente dagli USA ai tempi dello sbarco sulla Luna. E non cercate su Wikipedia, perché troverete solo Nuova Zelanda, Nuova Caledonia, etc…

Se vogliamo spostarci sul piano filosofico si tratta forse della Nuova Thule, la terra estrema. O forse sarebbe meglio dire l’Ultima Thule, la terra che sta al di là del mondo conosciuto, perché così restiamo vincolati al mito.

Ma se torniamo con le rotaie per terra, di cosa si tratta veramente? Dalla regia mi dicono che “Nuova Enna” sarebbe il nome della stazione ferroviaria lungo la tratta veloce Palermo-Catania.

In effetti ce l’avevano detto che ci sarebbe stata una stazione tra Catenanuova (a proposito anche Catena è Nuova) e Caltanissetta Xirbi, ma ci avevano detto, avevamo immaginato, avevamo sognato che fosse ad Enna Bassa o comunque a un dipresso.

Chi ha una certa età, come chi scrive, ricorda con la nostalgia del bambino i viaggi in treno degli anni ’60. Grossomodo in corrispondenza di ogni treno che passava dalla stazione di Enna, quella che esiste ancora senza biglietteria , senza bar e senza sale d’attesa, c’era un autobus della SAIS che faceva Enna-Stazione-Calascibetta e viceversa. Con gli anni, con il migliorare delle strade asfaltate e il progressivo decadimento di quelle ferrate quell’antesignana delle attuali “navette” smise le sue corse. Chi usava più il treno?

Ce ne siamo ricordati quando è crollato il viadotto “Imera” dell’Autostrada A19 e per andare da Catania a Palermo furono approntati dei treni speciali che viaggiavano velocemente e con una certa regolarità. Il problema era naturalmente di doversi affidare ad amici e parenti per coprire i circa 4 km da Enna (alta o bassa fa poca differenza) fino alla stazione.

Quando, con grande spolvero di autorità governative, amministratori delegati e non, all’auditorium della Kore ci venne illustrato come il rinnovo, quasi un’alta velocità (quasi ma questo passa il convento) della ferrovia che attraversa la Sicilia avrebbe comunque avuto la sua stazione ad Enna abbiamo pensato, tutti o quasi tutti, che il progresso era arrivato pure in questo territorio dimenticato da Dio e soprattutto dagli uomini.

L’idea di una velocizzazione della linea e una stazione ad Enna Bassa era il coronamento di quella centralità che il nostro capoluogo insegue da decenni, a dispetto della geografia. Invece…

Invece, dietro l’espressione “Nuova Enna” si cela l’ultimo inganno, l’ultimo sfregio ad una città, ai suoi cittadini e pure agli studenti delle nostre Università.

Ci dicono che è una questione di quote e di pendenze. Certo per portare l’alta velocità, 300 kmh o giù di lì, si può fare qualche sacrificio… Come? La velocità massima prevista sulla tratta è di 200 kmh? E allora, se si tratta solo di qualche minuto in più o in meno sulla tratta Dittaino-Caltanissetta X. vale la pena provare a fare una stazione che abbia un senso, perché questa stazione un senso non ce l’ha, come dice Vasco.

Già avevamo sentito la splendida invenzione del policlinico diffuso, quasi fosse un museo ma unico in Italia o forse nel mondo creato! Adesso la presa in giro di una stazione ancora più lontana di quella, già praticamente inutile, che avevamo. Dai 3-4 km attuali passiamo a una decina: questo sì che è progresso!

Parlano di Calderai, parlano di Sacchitello, hanno parlato di Dittaino, per tutti gli interessati (sic!) Enna è una entità astratta, un luogo che vaga imprecisato tra Enna Bassa e l’Outlet. Per FSI siamo un puntino su una planimetria a scala geografica.

Proviamo a spiegarci meglio. Una scala geografica ad esempio è quella 1:5000000 (uno a 5 milioni»), dove 1 cm sulla carta equivale a 5 milioni di centimetri nella realtà, cioè a 50 km. Per esempio, se la distanza tra Catania e Palermo sulla carta è di 4 cm, nella realtà la distanza è di 200 km.

Come si fa a capire allora cosa siano sette o otto chilometri di curve da percorrere in macchina (meglio con l’autostop) per andare a prendere il treno e viceversa?

Per qualche volenteroso politico locale (ah i bei vituperati politici di una volta!) si potrebbe ottenere una bretella, un by pass, una sorta di binario morto per non modificare il percorso. Così per fare Catania-Enna con l’alta velocità bisognerebbe fare due stazioni, Nuova Enna ed Enna-Enna, e aspettare la coincidenza. Proprio una bella pensata!

Per la classe politica regionale, per il governo regionale rimaniamo invece una colonia. Come estremo sfregio, secondo la usuale tempestività ed efficienza delle sue strutture, la Regione Siciliana si preoccupa di nominare un commissario per costringere un Consiglio Comunale ad approvare, a nome stesso della città, questo obbrobrio, questa offesa alla nostra intelligenza. Non solo vilipesi ma addirittura umiliati e costretti a dire di sì a qualcosa che è contro di noi, contro i nostri interessi, contro la nostra stessa vita futura.

Non ci resta che passare alle vie giudiziarie. Chi ha mandato il commissario per fare approvare questa variante andrebbe denunciato per violazione dei diritti umani; e il commissario al minimo per stalking!

Se la classe politica locale, poi, dovesse acconsentire e non opporsi con tutte le sue forze a questo scempio, andrebbe condannata per concorso in omicidio stradale (anche se ferroviario) e per violenza sessuale nei confronti della città di Enna, reiterata e aggravata dall’accanimento e dalla parentela con i suoi cittadini!

Speriamo che non accada.

Peppino Margiotta

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