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Lunedì, 06 Dicembre 2021

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Continua la tre giorni del Centro Studi per le Ricerche e la Documentazione sul Mediterraneo e il Mezzogiorno “Med. Mez.”, in collaborazione con l'Università “Kore” di Enna, sulla figura di Napoleone Colajanni.WhatsApp Image 2021 11 24 at 11.27.02

Il tema della seconda giornata di studi di martedì 23 novembre, moderata dal giornalista Rai Guglielmo Troina, verteva su due interessanti pubblicazioni di Colajanni: “Ire e Spropositi di Cesare Lombroso” e “Per la razza maledetta”, ripubblicati in un'unica edizione dalla casa editrice Il Palindromo, “Ire e Spropositi di Cesare Lombroso. Per la Razza Maledetta”.

Dopo i personali saluti di Gaetano Mulè, Preside della Facoltà di Scienze Umane dell'Università “Kore”, Nicola Leo, editore presso “Il Palindromo” e Armando Glorioso, socio Med. Mez., la scaletta ha previsto un momento dedicato alla consegna di una targa per premiare coloro i quali hanno sostenuto la realzzazione delle giornate di studi Med. Mez. e rendere merito al lavoro di concittadini che hanno dedicato e dedicano tempo e risorse a Napoleone Colajanni e alla cultura dell'entroterra siciliano: Davide Salvaggio, proprietario del Federico II Palace Hotel, Sergio Severino, Sociologo presso l'Università “Kore” di Enna, i Soci del centro studi Med. Mez., Andrea D'Affronto “per il valore espresso nel lavoro editoriale e in particolare nella pubblicazione dell'edizione Socialismo e Socialisti d'Italia e per avere pubblicato il carteggio scambiato tra i patrioti Colajanni e Ghisleri”, Paolo Di Marco “per avere condotto ricerca e studiato gli scritti di Napoleone Colajanni e per avere redatto l'opera narrativa dal titolo Mafia è Stato. La Sicilia e l'Italia. Intervista a Napoleone Colajanni”, Mario Messina “per la ricerca di testi, il lavoro di reperimento e di digitalizzazione di autori diversi e in particolare di Napoleone Colajanni e per avere fondato Hennaion, La biblioteca degli autori ennesi, un luogo di studio, di memoria e di elaboraziona critica” e Gaetano Vicari “per avere conservato e divulgato la memoria storica locale e in particolare per avere redatto l'opera Il Nostro Grande Napoleone Colajanni, che raccoglie le vicende pubbliche di episodi della vita di Colajanni da scienziato sociale e deputato del Regno”.

A intervenire nella sessione mattutina sono stati Nicola Malizia, Criminologo presso l'università di Enna “Kore”, Valentina Rizzo, Antropologa culturale e curatrice del volume “Ire e Spropositi di Cesare Lombroso. Per la Razza Maledetta”, Stefano Ruggieri, Psicologo Sociale presso l'Università di Enna “Kore” e Sergio Severino, Sociologo presso l'Università di Enna “Kore”.

Il prof. Malizia ha proposto un interessante excursus sulle teorie di Lombroso del “criminale per nascita”, secondo cui il comportamento deviante sarebbe insito nelle caratteristiche anatomiche del criminale, o meglio del “brigante”. Malizia ha anche mostrato la divergenza di pensiero tra Lombroso e Colajanni ponendo due fondamentali domande, che riassumono gli studi e le intuizioni dell'uno e dell'altro studioso: “Ma noi... chi o cosa siamo? Un combinato di elementi chimici, fisiologici, biologici, neuronali, etc.? – Lombroso – Oppure siamo il risultato visibile della nostra allocazione in un contesto dove la nostra vita si dispiega e ne veniamo influenzati? – Colajanni”.

L'antropologa Rizzo, tramite la lettura di una relazione sulla ripubblicazione degli scritti di Colajanni, opera un'interessante riflessione sugli studi di Lombroso, evidenziando come Colajanni riesca a “rompere” le teorie del Lombroso mettendo in luce la teoria secondo cui il comportamento deviante derivi dal contesto sociale nel quale si agisce, piuttosto che da una predisposizione genetica.

Ruggieri offre invece una riflessione dal punto di vista della Psicologia, evidenziando la prospettiva diametricalmente opposta di Colajanni rispetto a quella di Lombroso, con la quale lo studioso ennese riuscì a cogliere anzitempo il ruolo della componente sociale nei comportamenti devianti. Il prof. Ruggieri aggiunge, però, che sia la componente sociale che quella genetica contribuiscono alla devianza: “Noi siamo quello che siamo perchè c'è una interazione fra i geni e l'ambiente. Una parte è quello che siamo biologicamente, ma una grande parte è il nostro ambiente”.

Il prof. Severino introduce, invece, al tema dei “nuovi razzismi”, vale a dire la comparsa dei nuovi movimenti e gruppi estremisti di radicalismo e razzismo, individuandone le numerevoli cause e ponendo in essere una interessante riflessione sulla discriminazione, sui concetti ormai desueti di “razza” e “etnia” e sulla terminologia legata ai concetti di esclusione, segregazione, inclusione e integrazione. Il sociologo propone, altresì, una introspezione sulla cosiddetta “Fortezza Europa”, termine utilizzato dalla propaganda nazista e ripreso, ai nostri giorni, per indicare lo scenario dello scacchiere europeo del quale sottolinea, in particolare, la presenza (e la futura costruzione) dei muri “anti-migranti” in diversi paesi europei, evidenziando un contesto che altro non è che la sintesi ultima delle nuove forme di razzismo e discriminazione.

La giornata di studi è continuata, nel pomeriggio, con gli interventi di Pino Ippolito Armino, giornalista e autore del volume “Il Fantastico Regno delle Due Sicilie”, Salvatore Lo Re, Presidente della Società di Storia Patria della Sicilia Centro Meridionale, Andrea Miccichè, Storico presso l'Università di Enna “Kore” e Renzo Pintus, Presidente dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia di Enna.

 

Giovanna Garlisi 

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