Oltre la Disabilità

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Venerdì, 09 Giugno 2023

 

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Navigando nella mia pagina Facebook mi ritrovo questa foto con il seguente post pubblicato dalla pagina Facebook Momenti di Sport (MdS): "Uno scatto entrato nella storia.Uno scatto da leggenda la corsa nella diversità Era l’ anno 2010, Zheng-Kai Marathon. L'atleta keniota Jacqueline Nyetipei Kiplimo che conduceva brillantemente la gara, durante un doppiaggio vide questo atleta cinese paralimpico in difficoltà e così decise di rallentare per offrigli una bottiglietta d’acqua un gesto che gli costerà non solo il primo posto (arriverà seconda) ma anche il premio di $10.000. Ma l’atleta ha conquistato un altro primo posto, quello per la sua generosità verso il prossimo, verso colui che in quel momento, a causa della sua disabilità, si trova in difficoltà. La Maratona e lo sport è anche questo". Conclude il post "Il gesto di Jacqueline Nyetipei Kiplimo farà discutere sia il positivo che in negativo. Uno scatto fotografico -meraviglioso”. Nella vita, così come si legge in un commento, ci sono cose più importati che vincere una gara ed arrivare primi e questa storia ne è una dimostrazione. L’azione dell’atleta keniota Jacqueline Nyetipei Kiplimo è stato un gesto d’altruismo, questo è il vero sport, non è solo una competizione dove tutti sono contro tutti, lo sport è unione anche tra avversari, c’è sempre quello più forte e quello più debole, ma bisogna competere sempre ad armi pari, dare sempre una possibilità di riscatto, soprattutto quando il limite del nostro avversario è dovuto a un fatto fisico, di salute. Sottolineare l’azione del fermarsi e dare una mano a chi si trova in difficoltà significa andare oltre l'oggetto dello scatto di Zheng-Khai Marathon e Jacqueline Nyetipei Kiplimo. Quest'ultima, atleta kenyana, è saldamente al primo posto avrebbe potuto vincere la gara ma non le importa nulla di tutto questo quando si rende conto che il suo avversario si trova in difficoltà e decide di accompagnarlo al punto di ristoro più vicino. Sulla biografia dell’atleta paraolimpico non si hanno molte notizie: sul motivo per il quale si trova in questa condizione, se è nato in questo modo oppure se si è ritrovato in questa situazione a causa di un incidente, l’unica cosa di cui si è a conoscenza è che nonostante la sua disabilità, la mancanza delle mani, è riuscita ad andare oltre la sua disabilità e scoprendo le sue abilità nella corsa. Un bel momento di sport, così come è chiamata la pagina dove è stato pubblicato il post, che ci fa comprendere anche che lo sport non è solo competizione ma un momento di condivisione, di sostegno reciproco al di là delle differenze di razza, di condizione fisica o di appartenenza. Avrà sicuramente perso il suo primo posto nella gara, ma è rimasta una vincitrice nella vita con il suo gesto d’atruismo nei confronti di una persona con meno possibilità delle sue, non l'ha fatta sentire una persona sconfitta, anzi. La vittoria di Jacqueline Nyetipei Kiplimo, non è avvenuta nello sport ma in un contesto diverso, più importante quello vita per una società più giusta, più attenta alle diversità, non solo di razza, bianchi neri, ma anche nelle condizioni fisiche abili e non abili.

 

Andrea Fornaia

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