Oltre la Disabilità

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Giovedì, 11 Agosto 2022

 

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Uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle è stato, ed è ancora oggi, il Reddito di Cittadinanza, una sussidio per coloro che vivono una forma di difficoltà economica e che, soprattutto in questo ultimo periodo, è divenuto oggetto di discussione sulla sua efficacia.images Il RdC prevede delle specifiche agevolazioni per coloro che si ritrovano in uno stato di inabilità sia in termini di accesso che in termini di importi. Una delle prime regole per poter usufruire del Rdc riguarda la stipula di un Patto del Lavoro che viene fatto presso il Centro per l’impiego secondo il quale il percettore si mette a disposizione per l’immediata sua collocazione o la sua adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale. Tale percorso può prevedere la prestazione di servizi rivolti alla comunità, per una riqualificazione professionale o per completare i propri studi. Ma non tutte le persone con disabilità possono accedere al Rdc, perché vi sono coloro che possono essere esclusi o esonerati. Tra gli esclusi rientrano coloro che percepiscono una Pensione di cittadinanza o comunque coloro che hanno un’età superiore ai sessantacinque anni, nonché i componenti che vivono una condizione di disabilità tranne nei casi in cui il componente della famiglia con disabilità richieda in modo volontario di poter aderire al percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale. Quindi tutto sembra andare per il verso giusto per le persone con disabilità, fino al luglio del 2020.

La situazione prese una piega differente a seguito della sentenza n. 152 della Corte Costituzionale rispetto al fatto che vi era stato un aumento variabile degli emolumenti percepiti da invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi, aumento che concorre al calcolo Isee e che, pertanto, non giustificava l'erogazione del Rdc. Il vedersi rifiutato il diritto di percepire il Rdc portò le persone con disabilità e le loro famiglie a delle difficoltà economiche. Il caso fu segnalato alla FISH Onlus (Federazione Italiana per il superamento dell’Handicap) che chiese al Governo un intervento urgente che modificasse i parametri per la sua concessione. Già con il decreto "Sostegni ter" era stata avanzata la proposta di cambiare tali parametri, che venne poi respinta, anche se da parte del Senato vi fu piena disponibilità a fare tutto il necessario affinché il Governo prendesse tale decisione, visto che le famiglie non riescono più a sbarcare il lunario.

Quindi, è necessaria sia la pensione d’invalidità che il Reddito di Cittadinanza per poter far vivere una vita più dignitosa alle persone con disabilità che hanno già le loro difficoltà. E allora, perché non dare la possibilità di vivere meglio soprattutto dove ci sono delle situazioni limite, dove la persona con disabilità e la sua famiglia non sa veramente cosa mettere sul piatto il giorno dopo? Ci sono disabili che vivono con i genitori che a loro volta hanno una pensione minima e magari si ritrovano a dover pagare un affitto, ma anche quando si possiede una casa di proprietà vi sono delle spese da affrontare e molte volte le famiglie non riescono a sostenere ed allora il Reddito di Cittadinanza può essere un grosso sostegno.

Andrea Fornaia

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