No alla Violenza

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Martedì, 28 Giugno 2022

 

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Abbiamo visto in precedenza che alla base della responsabilità civile dei genitori per gli atti illeciti dei figli minori che siano capaci di intendere e di volere vi sono la culpa in vigilando e la culpa in educando, ossia il non vigilare ed il non correggere comportamenti inadeguati anche in relazione all’età. Gli stessi, pertanto, sono oggettivamente e personalmente responsabili, a meno che non provano di non aver potuto impedire il fatto.4040481

In particolare, con riferimento agli obblighi dei genitori per l’utilizzo dei mezzi informatici da parte dei figli minori, il Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta, con la sentenza del 16 luglio 2018, ha affermato che gli obblighi inerenti la responsabilità genitoriale impongono ai genitori, non solo di impartire al minore un’educazione consona alle proprie condizioni socio-economiche, ma anche di verificare e controllare l’effettiva acquisizione da parte del minore degli insegnamenti impartiti.

Inoltre, ha statuito che il dovere di vigilanza dei genitori deve sostanziarsi in una limitazione quantitativa e qualitativa dell’accesso ad internet da parte del minore, per evitare che tale mezzo venga utilizzato in maniera non adeguata.

Infatti, secondo il Tribunale, un utilizzo anomalo del mezzo informatico costituisce un indice di scarsa educazione e vigilanza da parte dei genitori e tale comportamento può sfociare in una limitazione della responsabilità genitoriale, nonché nel dare corso ad interventi a tutela dei minori.

Peraltro, va subito chiarito che la responsabilità dei genitori non viene meno con l’avvicinarsi della maggiore età dei figli, in quanto la personalità del minore, nonostante la vicinanza alla maggiore età, è comunque fragile, incapace di dominare i propri istinti ed incapace di comprendere la potenziale insidiosità del mezzo informatico.

Tuttavia, tale obbligo di controllo da parte del genitore, va controbilanciato con il rispetto della personalità del minore e delle libertà che, sia a livello costituzionale che a livello internazionale, gli sono riconosciute.

Ne consegue che, se da un lato la vigilanza dei genitori sull’uso di internet da parte del minore si impone in virtù dell’esigenza di tutelare la sua dignità che è prevalente nel giudizio di bilanciamento con gli altri valori costituzionali, dall’altro lato l’esigenza di un bilanciamento della dignità del minore con i valori costituzionali, quali la liberta di espressione ed il diritto all’informazione, deve far si che tale controllo si trasformi in cyberstalking o in un monitoraggio pregiudizievole della sua libertà di espressione attraverso il mezzo informatico.

Carmela Mazza

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