No alla Violenza

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Domenica, 04 Dicembre 2022

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La Legge 29 maggio 2017 n. 71 recante “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyber bullismo” è il primo strumento normativo Europeo specificamente dedicato al contrasto del fenomeno del Cyberbullismo.cyberbullismo GI 1264371767 jpg

La norma si configura quale strumento legislativo speciale, rivolto al solo fenomeno del cyberbullismo fra i giovani e fondato su un approccio più “educativo” che “repressivo”: l’unica misura sanzionatoria aggiuntiva prevista nei confronti del minore, che abbia compiuto atti di cyber bullismo, è infatti rappresentata dall’ammonimento, già prevista per il reato di stalking ed esperibile fino all’eventuale querela o denuncia.

Secondo la lettera della norma, il fenomeno del cyberbullismo deve sì essere contrastato “in tutte le sue manifestazioni”, ma questo contrasto deve concretizzarsi in “azioni a carattere preventivo”, espressione di una “strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime che in quella di responsabili di illeciti”, ed assicurando interventi nell’ambito delle istituzioni scolastiche senza alcuna distinzione d’età.

A tal fine viene istituito un apposito tavolo tecnico, coordinato dal MIUR e composto da rappresentanti di vari gruppi di interesse, quali ad esempio associazioni studentesche e di genitori, associazioni attive nella protezione dei diritti del minore e nel contrasto a bullismo e cyberbullismo, operatori che forniscono servizi di social networking, oltre che il Garante della protezione dei dati personali. Il tavolo tecnico è incaricato di elaborare un piano d’azione integrato nell’ambito del quale attivare adeguate campagne di informazione e sensibilizzazione, nonché di monitorare l’evoluzione del fenomeno.

In concreto, gran parte degli interventi postulati dalla norma sono destinati a trovare attuazione nelle scuole: le istituzioni scolastiche saranno infatti tenute a promuovere l’educazione all’uso consapevole della rete ed ai diritti e doveri connessi all’utilizzo delle tecnologie, in maniera trasversale rispetto alle discipline curricolari e anche tramite progetti in continuità tra i diversi gradi di istruzione.

Inoltre, ogni istituto scolastico dovrà individuare fra gli insegnanti un referente che si occupi di coordinare le varie iniziative attivate, avvalendosi della collaborazione della Polizia postale e dei servizi territoriali e premurandosi di promuovere un ruolo attivo di studenti ed ex-studenti, in conformità con apposite linee guida da adottarsi a cura dell’istituendo tavolo tecnico menzionato supra.

È, invece, responsabilità del dirigente scolastico informare i soggetti esercenti la responsabilità genitoriale sui minori coinvolti in atti di cyberbullismo dei quali questi venga a conoscenza, nonché attivare “adeguate azioni di carattere educativo”.

 

Carmela Mazza

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