No alla Violenza

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Lunedì, 06 Dicembre 2021

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Con le innovazioni normative del 2015 il legislatore ha voluto creare una rete informativa a disposizione della persona offesa, in maniera tale da permetterle di tornare a condurre una vita il più serena possibile, consentendole di conoscere in qualunque momento la condizione dell’imputato, in caso di scarcerazione o cessazione della misura detentiva o nel caso di evasione.Salvis Juribus

Tali innovazioni attuano, almeno in parte, il disposto della legislazione sovranazionale, la quale impone agli Stati membri, quali l’Italia, di adottare una disciplina che assicuri, anche a tutela della sicurezza personale della vittima e del suo nucleo familiare, un’adeguata informazione alla vittima della violenza di genere sui propri diritti, sullo stato del procedimento, sull’evoluzione e sullo stato cautelare dell’imputato.

A tal proposito, l’art. 90ter c.p.p. prevede due tipologie di informative alla persona offesa per reati commessi con violenza.

La prima è fatta alla persona offesa solo se richiesta e riguarda i provvedimenti di scarcerazione e di cessazione della misura detentiva, nonché l'evasione dell'imputato, dell'internato o del condannato.

La seconda informativa, invece, è automatica ed obbligatoria, prescinde dalla richiesta della persona offesa, quando si procede per i delitti commessi con violenza alla persona (artt. 572, 609 bis, 609 ter, 609 quater, 609 quinquies, 609 octies e 612 bis, c.p. e artt. 582 e 583 quinquies c.p. nelle ipotesi aggravate ai sensi degli artt. 576, comma 1, numeri 2, 5 e 5.1, e 577, comma 1, numero 1, e comma 2 c.p.).

Inoltre, con la legge n. 119/2013, sempre nei procedimenti che hanno ad oggetto “delitti commessi con violenza alla persona”, la persona offesa del reato viene identificata come la destinataria della notifica della richiesta di revoca o sostituzione delle misure cautelari personali coercitive, a pena di inammissibilità dell’istanza presentata (art. 299, comma 3, c.p.p.).

Infatti, la polizia giudiziaria, nel caso di revoca o sostituzione della misura, deve immediatamente comunicare i provvedimenti relativi ai servizi socio-assistenziali e alla persona offesa e, ove nominato, al suo difensore. In pratica, si vuol rendere partecipe la vittima dei reati circa lo stato cautelare dell’indagato, permettendole, anche, di presentare memorie entro i due giorni successivi alla notifica, al fine di fornire all’autorità ulteriori elementi di valutazione.

 

Carmela Mazza

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