No alla Violenza

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Martedì, 26 Ottobre 2021

L’incidente probatorio è quell’istituto processuale, previsto dal codice di rito penale, con il quale il Pubblico Ministero (PM) ed il difensore dell’indagato/a possono chiedere, per non pregiudicare la genuinità della prova, l’assunzione anticipata dei mezzi di prova nelle fasi precedenti il dibattimento. Serve, pertanto, ad anticipare, attraverso una fase appunto “incidentale”, la formazione della prova nel corso delle indagini preliminari o dell’udienza preliminare.mart

È disciplinato dagli artt. 392 e ss. del codice di procedura penale.

La legge n. 38/2009, a differenza di quanto avveniva in passato, in cui l’incidente probatorio mirava alla tutela della riservatezza dei minori di anni 16, vittime di violenza sessuale o abuso, ha esteso la tutela della riservatezza a tutte le persone, minorenni e maggiorenni, offese dai reati indicati nell’art. 392 c.p.p. e nei casi previsti.

Con questa modifica si consente, pertanto, il ricorso all’incidente probatorio non solo in relazione alla testimonianza delle persone offese da quei reati tassativi e tipici progressivamente individuati ed inseriti nell’art. 392 c.p.p., ma anche in tutte quelle situazioni in cui il PM ed il Giudice ravviseranno quella condizione di particolare vulnerabilità sulla base dei parametri previsti dall’art. 90 quater c.p.p., a prescindere dal titolo di reato del quale la persona offesa è vittima.

Il Pubblico Ministero, durante la fase dell’assunzione delle sommarie informazioni testimoniali, sarà il primo a dover valutare se sussiste in capo alla vittima una particolare condizione di vulnerabilità e per farlo, sia lui che la polizia giudiziaria, si avvarrà di un esperto/a in psicologia o psichiatria infantile.

Inoltre, verrà evitato che la persona offesa particolarmente vulnerabile, durante l’assunzione testimoniale, venga in contatto con l’indagato/a e non venga più volte chiamata a rendere sommarie informazioni testimoniali, a meno che non sia assolutamente necessario per le indagini, proprio al fine di evitare di dover ricordare continuamente e rivivere così per l’ennesima volta quanto subito (c.d. vittimizzazione secondaria).

In sede di ammissione dell’incidente probatorio, il o la giudice dovrà valutare se persistono le condizioni di vulnerabilità della vittima, in precedenza effettuate dal PM ed eventualmente disporre, se la persona offesa o il suo difensore ne fa richiesta, l’adozione di modalità protette.

Le prove assunte durante l’incidente probatorio sono utilizzabili, in dibattimento, solo nei confronti degli imputati o delle imputate i cui difensori hanno partecipato alla loro assunzione.

Tuttavia, se gli indizi di colpevolezza emergono dopo che la ripetizione dell’atto probatorio diviene impossibile, le prove raccolte durante l’incidente sono utilizzabili.

  

Carmela Mazza

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