Natura e Ambiente

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Martedì, 26 Ottobre 2021

La riserva naturale orientata Cavagrande del Cassibile è un'area naturale protetta situata nei comuni di Avola, Noto e Siracusa, in provincia di Siracusa.Panorama di Cavagrande

Istituita nel 1990 e gestita dall'Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana, la Riserva è nata con lo scopo di preservare le diverse ricchezze del suo territorio sia dal punto di vista naturalistico-paesaggistico sia sotto il profilo archeologico ed antropologico, visto che tutta la zona è stata abitata nel corso dei millenni e ne sono rimaste notevoli testimonianze in tombe e reperti.

La Riserva si estende per 2700 ettari (900 nella zona A, la riserva, e 1860 nella zona B, la preriserva) ed è caratterizzata dal corso del fiume Cassibile, l'antico Kakyparis greco. Lo stesso fiume l'ha creata e ha scavato, nel corso dei millenni, gole o canyon di diversa ampiezza e profondità. Oltre alle gole, di grande suggestione sono i laghetti, frutto dei corsi d'acqua che scorrono sotto alla cava.

Cavagrande del Cassibile offre ai visitatori l'opportunità di immergersi nella grandezza e ammaliante bellezza della natura. Il cuore pulsante è certamente il canyon incastonato fra il versante della Montagna D’Avola e il versante di Contrada Salmicella: una profonda vallata incisa dal fiume Cassibile.

All'interno dell'immensa distesa, numerose sono le specie di fauna che è possibile ammirare: libellule, farfalle, ricciolo, volpe, capinera, cuculo, gheppio e molto altro. Rigogliosa anche la flora, con platano, salice, oleandro, edera, felce, ecc.

La Riserva è ricca di sentieri (scale e trazzere) da percorrere e presenta testimonianze di civiltà antiche stabilitesi nella zona, come la “Grotta dei Briganti”: un abitato rupestre incassato in un'ampia grotta semicircolare naturale, al cui interno vi sono circa venti ambienti artificiali accessibili mediante scalini incisi nella roccia e databile al periodo del Cassibile, ma riutilizzato sia da arabi che da bizantini. Di particolare interesse archeologico sono i “Ddieri bizantini” (dall'arabo diyar, casa), un sistema di grotte e cunicoli databili al periodo siculo e riutilizzati in epoca bizantina.

Una riserva dalle fattezze meravigliose, fatta di storia e natura incontaminata, che vale la pena visitare.

 

Giovanna Garlisi

 

Foto di Davide Mauro - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=73315838

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