Il Biviere di Gela è il più grande lago costiero della Sicilia.biviere gela 2

Le notizie sul lago sono molto antiche: Plinio il Vecchio si focalizzò sui suoi argini, lungo i quali il sale era così splendente da riflettere le imamgini come uno specchio; Caius Iuluis Solino racconta la presenza, nei pressi del lago, di due due sorgenti d’acqua prodigiose (una rendeva le donne sterili, l’altra produceva effetti contrari).

Il Lago si formò nell’era geologica del Pleistocene, durante la quale si verificò un generale sollevamento dell’area che rese difficoltoso al torrente Valle Torta-Monacella di contrastare la formazione di cordoni dunali da parte di mare e vento.

Durante il periodo medievale il Lago era sfruttato come salina e venne incluso nel 1274 tra le saline delle “Segrezie di Sicilia”, ma l'attività venne progressivamente abbandonata.

La zona umida del luogo fu oggetto di interesse lungo i secoli, fino ai recenti interventi degli anni '70 da parte del Consorzio di Bonifica che, per soddisfare i bisogni irrigui delle campagne, ha modificato i volumi idrici, turbando i delicati equilibri che caratterizzano le zone umide.

La zona, tuttavia, è tuttora un fiorente angolo ricco di fauna (anatre, limicoli, aironi, mignattai, spatole, rapaci, passeriformi, mammiferi, rettili e anfibi) e 

 

 

flora (piante sommerse quali Potamogeton pectinatus e Ceratophyllum demersum e da piante ripariali quali Scirpus maritimus e lacustre, orchidee selvatiche nei prati incolti, ginestra bianca nelle zone dunose)

Attualmente il lago dista dalla costa circa 1,3 Km ed è separato da essa da un ampio sistema di dune, note come “Macconi”, di cui oggi resta ben poco. La sua estensione attuale, riferita allo specchio d’acqua è di 0,76 Kmq (contro una superficie originaria di 0,84 Kmq) ha uno sviluppo longitudinale nella direzione ovest-est, con una lunghezza massima di circa 2,5 Km e una larghezza media di 0,6 Km.

 

Giovanna Garlisi