Natura e Ambiente

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Domenica, 04 Dicembre 2022

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La Sicilia è colma di luoghi interessanti da scoprire. Uno tra questi, la Riserva Naturale del Fiume Ciane e Saline di Siracusa, area naturale protetta che comprende – per l'appunto – la zona del Fiume Ciane e la zona umida delle Saline di Siracusa, istituita nel 1984.640px Chiuse del Ciane

La riserva è orientata alla salvaguardia del papiro, pianta nordafricana molto rara in Europa, ma che ivi cresce spontaneamente sulle sponde del fiume (unica area in Sicilia insieme alla riserva Fiume di Fiumefreddo).

Il nome “Ciane”, dal greco “cyanos”, “verde-azzurro”, deriva dalla particolare colorazione delle acque e dal colore del papiro di queste zone. Il fiume, molto importante al tempo dei greci poiché navigabile, è percorribile in canoa e l'intera area naturalistica può essere visitata seguendo il percorso previsto. L'itinerario parte dalla foce, fino alla sorgente situata a Cozzo del pantano, nella pianura alluvionale di Siracusa, dove si trovano le sorgenti Testa di Pisimota e Testa di Pisima, la quale si presenta come un laghetto di colore azzurro, sulle cui rive cresce il papiro. Il Ciane sfocia, dopo un percorso di 8 chilometri, nel porto Grande di Siracusa.

Non lontano dalla foce del fiume si trovano le saline, oramai in disuso, ma che costituiscono un'importante zona umida per numerosi uccelli migratori, tra i quali il fenicottero, l'airone cinerino, il porciglione, il cormorano, il cavaliere d'Italia e la garzetta.

Trota, fario, tartarughe,cefali e granchi di fiume popolano invece le acque del fiume, tipicamente fredde e limpide.

A rendere l'area ancora più interessante, come già accennato, è la presenza del papiro, sulla cui origine vi sono diverse ipotesi. Sebbene sia stato scientificamente provato che il papiro di Siracusa e quello egiziano appartengono allo stesso ceppo naturale, non è ancora chiaro se la pianta sia autoctona dell'isola (alcuni scritti del VI secolo narrano di papireti, ormai estinti, anche a Palermo) o se sia stata importata dall'Egitto. Rimane comunque innegabile l'assonanza tra il nome della pianta in dialetto siracusano e quello in egiziano: “pampèra” e “pappèra” per i siracusani, “paenperaa” e “paperâa” per gli egiziani. Inizialmente non utilizzato per la produzione di carta, il papiro è diventato nel XX secolo uno dei simboli della città di Siracusa, grazie a Saverio Landolina che – nel lontano 1781 – riprese la produzione di carta da papiro (l'ultima fabbricazione di carta papiracea risaliva ai tempi dell'Impero di Bisanzio) utilizzando le piante che crescevano spontaneamente nel Ciane e seguendo le istruzioni dell'antico romano Plinio il Vecchio.

La riserva è dunque ricca di storia e curiosità, di flora e fauna all'interno di un quadro che mostra la natura incontaminata come indiscussa regina.

Giovanna Garlisi

 

Chiuse del Ciane evid

Foto di Marco Brunetti - fonte, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52326757

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