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Lunedì, 05 Dicembre 2022

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Un’esplorazione di Palermo attraverso tre visioni parallele che rappresentano luoghi iconici e simbolici della città, della sua memoria e del suo fascinthumbnail Palermo Musa 300o imperituro e che ne restituiscono pienamente l’immagine di regale bellezza, nonostante i segni del tempo.Un nuovo, importante appuntamento per il “Centro d’arte Raffaello” che, dopo la trasferta in Veneto in occasione di “ArtePadova”, inaugura, sabato 26 novembre alle 18:00, la mostra “Palermo Musa” nella sede di via Emanuele Notarbartolo 9/e.Un atto d’amore per la città, luogo di nascita dei tre artisti Croce Taravella, Giorgio Prati e Marco Favata, protagonisti di una narrazione a tre voci, accomunate da uno sguardo rinnovato verso una rappresentazione figurativa che vuole omaggiare lo splendore degli ultimi anni.Curatrice della mostra, visitabile fino al prossimo 7 gennaio 2023 con ingresso gratuito, l’antropologa Nina Giambona.Ad allietare l’opening, Gerardo Vitale al sax accompagnato dal dj set di Tony Toné e dalla collaborazione di Treska cibo & convivio che organizzerà un cocktail di benvenuto. Ho lungamente accarezzato questo progetto – afferma il direttore artistico del “Centro d’arte Raffaello” Sabrina Di Gesaro -  e l’ho pensato in una lenta costruzione in cui progressivamente mettevo a fuoco gli elementi che lo avrebbero composto”.“Era forte il richiamo verso l’idea progettuale di fondo – prosegue – ovvero  omaggiare Palermo, così ricca di storia, cultura, folklore e tradizioni attraverso le visioni di tre grandi nomi contemporanei che vi sono nati”.“Il focus della mostra – precisa la dottoressa Sabrina Di Gesaro – è rappresentare simbolicamente le loro visioni con sentimento intimo e autentico, cogliendo con dovizia di particolari e capacità di astrazione magistralmente sintetizzate, il cuore pulsante, l’energia, i colori e l’unicità della città”.“Ogni singolo artista –prosegue– è capace di rappresentare un mondo al quale sente di appartenere, contraddistinto da un linguaggio e da una poetica del tutto personale che lo rendono irripetibile, pur rimanendo parte di un tutto che lo raccoglie, definendone contorni e confini”.Tre interpreti che raccontano Palermo da angoli visuali diversi, cogliendone l’apertura e  il tratto inclusivo ma anche la dimensione contraddittoria e sofferta.Ne viene fuori l’anima di una città che non dimentica il proprio passato ma che lo vive e lo ricorda attraverso le facciate corrose che esprimono al contempo bellezza e decadenza.

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