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Martedì, 26 Ottobre 2021

Uno tra i più noti dipinti di Renato Guttuso, protagonista della pittura neorealistica italiana, è di certo “Vucciria”, opera del 1974 che raffigura uno scorcio del famoso mercato di Palermo.Vucciria Renato Guttuso

Il quadro, conservato a Palazzo Steri di Palermo, raffigura i visitatori del mercato che passano al centro dello spazio ristretto tra le bancarelle, tra i quali spicca una donna vestita di bianco che procede in avanti. I visitatori sono i protagonisti della scena assieme ai commercianti: sono presenti un macellaio, una formaggiaia, un verduriere e un pescivendolo.

L'intera inquadratura è riempita dalla merce ordinata e disposta sui ripiani: carni, pesci, ortaggi, salumi e formaggi.

Le opere di Guttuso sono caratterizzate da figure descritte con tratti o pennellate veloci e i corpi dei personaggi, infatti, non sono realizzati nel dettaglio ma suggeriti sommariamente. Questa velocità di esecuzione restituisce una maggiore resa emotiva adeguata quindi alla volontà dell’artista, il quale affrontò temi drammatici durante la sua militanza partigiana.

In Vucciria, invece, i prodotti esposti sulle bancarelle del mercato sono descritti con attenzione, sintomo del cambiamento di stile del maestro e di una cura maggiore dei dettagli dei grandi dipinti a sfondo sociale, nel dopoguerra. Anche i personaggi assumono un aspetto più naturale.

Nell’opera compare una gran varietà di colori. Nella parte alta predominano i rossi e gli arancioni della carne, degli insaccati e della frutta esposta all’interno delle cassette. Nella parte centrale invece i colori sono più chiari come nella parte inferiore. A sinistra dominano bianchi, grigi e azzurri del pesce pescato. A destra invece gli ortaggi sono colorati in verde chiaro e giallo. Grande evidenza assume il bianco delle uova e centralmente dall’abito della donna.

All'interno dell'opera, dipinto rettangolare sviluppato in verticale, lo spazio sembra proiettarsi in primo piano e appiattirsi sulla superficie bidimensionale. L'artista, però, vi conferisce una certa profondità grazie alla sovrapposizione dei personaggi centrali, sebbene questa sia attenuata dalla confusione creata dai prodotti esposti.

Nell’insieme la composizione è movimentata e crea un senso di ordinata confusione che permette di percepire l’atmosfera del mercato.

 

Curiosità: Il termine "Vucciria" deriva dal francese “boucherie” che si traduce in italiano come “macelleria”. Durante l’epoca angioina, infatti, nel luogo si trovava un macello con le attività di vendita. In seguito il mercato si è ampliato e ha assunto il nome di “Vucciria”, che oggi in palermitano significa “confusione”.

 

Giovanna Garlisi

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