Cinema

DEDALOMULTIMEDIA

Martedì, 26 Ottobre 2021

A poche settimane dall’uscita del capolavoro di Martone, il Film “qui rido io”, ha rievocato ricordi, scheletri e sentimenti di un Italia che, ancora una volta ha dimenticato troppo presto, quale ruolo fondamentale ha giocato il teatro a Napoli. Centrato sulla figura diqui rido io Eduardo Scarpetta: un uomo capace di attraversare, scavalcare e ricevere consensi internazionali. Un uomo che ha creato codici, regole e ha rivoluzionato il nostro teatro ed è stato d’esempio, per chi i nostri confini non li ha mai varcati. Il teatro Napoletano è un vero dizionario d’espressioni e mutamenti. Colonna portante di tutto ciò che seguirà da quel momento in poi.

La vicenda di questa pellicola si apre sui primi anni del 900, quando Eduardo è già un uomo affermato e registra il tutto esaurito ogni sera. La scelta di realizzare una parodia de “La Figlia di Iorio” di Gabriele D’Annunzio, però, frammenta e distrugge l’entusiasmo che si viveva a teatro ogni sera. Quella sera così diversa non era fatta di applausi ma di fischi e urla, e Scarpetta finisce per essere denunciato.

Dando vita a quella che sarà definita “la storica causa sul diritto d’Autore in Italia, vicenda che, non sconvolgerà solo Scarpetta ma la  sua grande famiglia composta da: moglie, amanti, figli legittimi e illegittimi.

Codici, regole concetti di commedia e di autore vengono tutto d’un tratto rievocati, vengono analizzati i modi migliori con la quale i temi, la quotidianità e la vita stessa debbano essere analizzati.

Due figure diverse quasi agli antipodi saranno i due protagonisti di questo scontro Gabriele D’annunzio che ha saputo, da sempre, cogliere la realtà elevandosi intellettualmente e un Eduardo Scarpetta che di scorci della realtà ne ha saputi descrivere in modo fedele veramente tanti.

Un film che mette a nudo tutte le fragilità degli attori, mostrandoci la vita vera del teatro, il dietro le quinte, ci mostra il sacrificio e la gioia di uomini e donne, che credono che il teatro faccia bene all’anima.

Un Toni Servillo magnetico, forte e capace di tenerci con il fiato sospeso. Scelta azzeccata, d'altronde, più volte l’attore ha dimostrato più di chiunque altro una forte presenza scenica, arricchita dalla mimica facciale.

Un film che esce  in un momento in cui il teatro è troppo silenzioso, sordo e cieco. Un teatro che non riesce ad imporsi come quegli anni.

 

Paola Saija

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