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Mercoledì, 22 Settembre 2021

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Tra i tesori artistico-architettonici che la dominazione normanna ha lasciato in Sicilia c’è il palazzo della Zisa, maestoso edificio che si trova a Palermo, appena al di fuori delle antiche mura,zisa palermo una splendida dimora estiva del re. Come accennato, risale all’epoca normanna, ma molte caratteristiche del palazzo rievocano l’arte araba, creando un connubio di rara bellezza architettonica. Al tempo del suo massimo splendore, la Zisa doveva essere una sorta di eden: il palazzo sorgeva all’interno del parco reale normanno, il Genoardo (che deriva dalla traduzione araba di ‘paradiso in terra’), ricco di giardini rigogliosi, splendidi padiglioni, bacini d’acqua.

La Zisa fa parte del Patrimonio dell'Umanità UNESCO - Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale. Il significato di Zisa proverrebbe dall’arabo al-Aziza, ovvero ‘la splendida’. Ma la storia di questo palazzo è prima di tutto normanna: fu Guglielmo I a voler edificare nel 1165 ad inaugurare la costruzione dell’opera architettonica, che desiderava fosse sontuosa e bella più che mai. Ma è solo il suo successore, Guglielmo II, a vederla completata. La Zisa presenta da un lato le caratteristiche tipiche della dimora normanna, come la presenza della torre cuspidata, dall’altro decorazioni tipiche del mondo arabo. Ma anche espedienti ingegneristici, come il sistema di ventilazione naturale.

Il palazzo si presenta esternamente molto squadrato, massiccio, ordinato. Disposto sul tre livelli, ognuno dei quali si caratterizza per aperture e decorazioni leggermente differenti, ma assolutamente simmetriche tra loro. Dettaglio importante, la cornice che chiude la costruzione, la quale presenta una lacunosa iscrizione in caratteri cufici, uno stile calligrafico appartenente al mondo arabo antico. Diversi pezzi della cornice (e quindi dell’incisione) mancano perché in epoca rinascimentale l’edificio venne trasformato in fortezza, e la sommità fu tagliata per ricavarne merlature. Internamente, è la Sala della Fontana l’elemento più importante, il grande salone dei ricevimenti che occupa quasi l’intero piano terra, caratterizzato dalla volta a crociera del soffitto, le grandi nicchie, le semicupole dorate. E naturalmente la fontana con il mosaico su fondo dorato da cui zampillava l’acqua, che a andava a scivolare su una lastra marmorea e quindi incanalarsi in una fenditure sul pavimento. Un espediente scenografico di grande effetto, arricchito dagli affreschi sulle pareti aggiunti in epoca seicentesca.

Fonte: https://www.turismo.it/cultura/articolo/art/palermo-la-zisa-dove-i-normanni-incontrano-gli-arabi-id-13065/

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