Archeologia e Culture Antiche

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Lunedì, 06 Dicembre 2021

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A tre chilometri da Calascibetta (EN), nell’area della Necropoli preistorica Realmese sopra cozzo S. Giuseppe, sono stati scoperti i resti inediti di un sito di altura.Calascibetta sito visto dallalto

Il sito è stato individuato nell’ambito delle attività preliminari archeologiche nella necropoli di Realmese condotte dal Pontificio Istituto Orientale, sotto la direzione scientifica del Prof. Elie Essa Kas Hanna e del dott. Rosario Patanè, del Parco Archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, coadiuvati dall’archeologa Antonina Arena, durante le attività relative al progetto "La civiltà tra i due fiumi. Forme di vita e religiosità tra le valli del Morello e dell'Imera meridionale, dalle facies preistoriche alle bizantine memorie”.

L'Assessore regionale ai Beni Culturali e dell'Identità siciliana, Alberto Samonà, si dice soddisfatto per il ritrovamento, definendo l'attuale periodo come la “Primavera dell'Archeologia” in Sicilia.

“L’area - evidenzia il Prof. Hanna - è accessibile attraverso differenti vie di comunicazione di cui alcune acciottolate e carraie, ancora oggi ben conservate. Abbiamo attestato, inoltre, numerosi muri di terrazzamento che indicano una forte attività di sfruttamento delle risorse naturali del territorio. A tal proposito – precisa il prof. Hanna - sono state individuate diverse cave che completano il quadro topografico tracciato da Bernabò Brea negli anni cinquanta del secolo scorso”.
“Secondo l’analisi del Prof. Hanna - dice Liborio Calascibetta, direttore del Parco Archeologico - l’area della Necropoli Realmese avrebbe conosciuto una frequentazione ininterrotta fino ai nostri giorni, come attestano le varie trasformazioni delle grotte della necropoli. Per comprendere maggiormente questo complesso, pertanto, si rende necessario riconsiderare le cronologie e le modalità d’uso delle strutture rupestri presenti attraverso ricognizioni sistematiche e scavi estensivi in open area che, come Parco, cercheremo di coordinare nel prossimo futuro e sui quali indagheremo”.IMG 1217

Per l’archeologa Antonina Arena “Ci troviamo in un importante sito di altura che copre un'area di poco più di 3 ettari. Il complesso è contraddistinto da muri che delimitano spazi chiusi occupati da livelli di crolli, edifici in muratura intonacati e da una cisterna per l'approvvigionamento idrico. A oriente sono ben conservate strutture in muratura e tombe a grotticella trasformate, nel corso dei secoli, in vani adibiti ad uso domestico, che sembrano correlabili al sito di altura”.

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