Pensieri Randagi
DEDALOMULTIMEDIA
17-11-18

Chi di spada ferisce, di spada perisce!

Qualcuno temeva che il ricalcolo dei vitalizi – per il periodo antecedente il 2012 – attraverso la forzatura della irretroattività, andasse acamera deputati ledere un diritto acquisito e diventare così un pericoloso precedente, pronto ad avviluppare altre forme di ragionamenti, che un giorno avrebbero potuto mettere in discussione perfino la pensione ordinaria del cittadino comune.

Sembra, però, che la pioggia di ricorsi sciorinata dai numerosi ed autorevoli parlamentari sia sterile: la Corte Costituzionale non potrà pronunciarsi su eventuali profili di incostituzionalità concernenti la decisione – passata pure al Senato – di ricalcolare i vitalizi dei parlamentati per il periodo che va fino al 2012.

La spiegazione risale a un po’ di decenni fa, quando nottetempo il Parlamento Italiano si dotò di un organo chiamato “autodichia”, partorito all’uopo per consentirgli autonomia decisionale ed evitare le ingerenze di qualche scapestrato magistrato: da quel momento, tutto quello che sarebbe successo dentro il Parlamento non avrebbe dovuto più sottostare alla giurisprudenza delle leggi ordinarie.

Le sanguisughe, forti della loro onnipotenza, si disinteressarono del carattere fortemente instabile di quella zona franca, dando per scontato che avrebbe continuato a blindare per sempre i loro arroganti privilegi. Oggi, quel carattere ondivago e a tratti bordeline, ha invece inghiottito con un subitaneo boccone, la irretroattività del passato tempo intoccabile, lasciandoli senza l’aiuto essenziale dell’organo di garanzia costituzionale, da loro stessi narcotizzato.

E nel tempo del domani, chi ci tutelerà dalla lingua del serpente politico, pronto a fare la muta per riprendere nuovamente a gozzovigliare dentro la zona franca?

Salvatore Virzì