Oltre la disabilità
DEDALOMULTIMEDIA
22-04-19

dunarea 2019 2020

Oggi voglio raccontavi di un reportage realizzato a Verona, da Valentina Bazzani e Alessia Bottone, due ragazze veronesi, unite dalla abbattimento barriere architettonichepassione del giornalismo e della scrittura. Valentina, la sua disabilità, questo non l’ha di certo fermata ad affermarsi professionalmente. La sua passione per la scrittura, infatti, la porta a scrivere il libro “Quattro ruote tacco 12” un diario dove Valentina racconta la sua quotidianità vissuta su una sedia a rotelle. Sedia a rotelle che non l’ha fatta rinunciare alla sua femminilità indossando scarpe con il tacco. Nel suo libro, Valentina, spiega di non vedere la sua sedia come una prigione, ma come un modo diverso di vivere. E’ stata proprio la sua attività di giornalista che le ha permesso di incontrare Alessia e, tra una chiacchiera e l’altra, Valentina ha raccontato ad Alessia quanto difficile sia girare per Verona se si è costretti su una sedia a rotelle e quindi, presa coscienza che a Verona sono presenti troppe barriere architettoniche, Alessia e Valentina decidono, nel 2017, di girare un video dal titolo “vorrei ma non posso“. Alessia e Valentina, munite di telecamera nascosta, si rendono conto che quasi nessuno dei negozi in città era accessibile ad una persona sulla sedia a rotelle perché senza scivoli e con porte troppo strette e, anche quando in un modo o in un altro, la sedie a rotelle riusciva ad entrare, si presentava quasi sempre il problema dei camerini prova troppo stretti.

Un altro problema che le ragazze mettono in risalto nel video è quello delle scivole sui marciapiedi che sono troppo distanti rispetto all’ingresso di un negozio che si vuole visitare, oppure scalini troppo alti. Le verifiche effettuate da Valentina e Alessia sul problema delle barriere architettoniche non hanno riguardato le sole attività commerciali ma anche gli esercizi di ristorazione e le banche. Si accorgono che la filiale di una banca in una piazza centrale della città è provvista di scivola ma che per utilizzarla occorre pagare una tariffa: questo perché, secondo la normativa, la banca deve al comune di Verona un canone di occupazione del suolo pubblico. Per quanto riguarda i bancomat, si accorgono che spesso questi sono collocati troppo in alto per poter essere utilizzati da una persona sulla sedia a rotelle.

Un’ altra tappa del tour di Alessia e Valentina è stato il teatro Nuovo di Verona per un’intervista a Nicoletta Ferrari di dismappa. Il teatro Nuovo è stato, nel 2017, uno degli ultimi firmatari del manifesto dei teatri accessibili, un progetto che cerca di promuovere l’accessibilità nei teatri  e nei musei. Dopo l’incontro con Nicoletta Ferrari, Valentina e Alessia hanno incontrato Mario Bernati, presidente Anmic di Verona che da una sufficienza al comune Veneto nel risolvere i problemi legati alle barriere architettoniche.  La situazione da quando documentato nel video da Alessia E Valentina nella città di Verona si presenta non molto positiva nonostante l’ordinamento italiano preveda, ben tre normative che disciplinano l’abbattimento delle barriere architettoniche; il DM n. 236 del 1989, la legge n. 104 del 1992 e il D.P.R n. 380 del 2001 secondo i quali: “Gli uffici pubblici e privati aperti al pubblico sono diretti ad eliminare le barriere architettoniche”. Sono sottoposte all’ abbattimento delle barriere architettoniche tutti gli edifici di nuova costruzione o quei edifici che vengono sottoposti a integrali ristrutturazioni. Ancora non tutte le attività pubbliche e private di Verona hanno provveduto, almeno fino al giorno in cui è stato girato questo video.

La battaglia di Valentina sulle barriere architettoniche in realtà ha avuto inizio molto prima quando, con la pubblicazione di un post su facebook,  la ragazza lamentava le sue difficoltà nella ricerca di occupazione. Soprattutto in una professione come quella del giornalismo e sul fatto che molte persone le dicevano che non era un lavoro adatto alle sue condizioni. Ma Valentina non ha mollato è andata dritta per la sua strada.

In questo video si tocca con mano che ancora molta strada deve essere fatta per poter definire la nostra società, ma il succo vero della storia riguarda, non tanto le barriere architettoniche, quanto quelle culturali. Solo abbattendo le barriere culturali, le più difficili da sconfiggere, si abbatteranno tutte le altre barriere; solo così si potrà avere una vera integrazione sociale delle persone con disabilità, perché ancora su queste persone esistono molti pregiudizi. Bisogna sfatare il concetto che il diversamente abile è un soggetto passivo. Il diversamente abile è una risorsa ed è necessario metterlo nelle condizioni di poter mettere in atto tutte le sue potenzialità per una società più giusta, una società che dia a tutti delle pari opportunità.

 

Ecco il video “Vorrei ma non posso”:

https://www.youtube.com/watch?v=HqaJG_RCCgs&fbclid=IwAR3krQH_PGlSyRL_hlFwMAD207yk9I59scBiO6dTuQweu5SD1Z4OdZzGjeQ

 

Andrea Fornaia