Oltre la disabilità
DEDALOMULTIMEDIA
12-12-18

Lo scorso 3 dicembre si è celebrata la 26esima Giornata internazionale delle persone con disabilità. Era il 1992 quando l’Assemblea delle 3dicembre giornata internazionale invalidiNazioni Unite istituì questa giornata, durante la quale vengono promossi i diritti e il benessere delle persone con disabilità per una loro partecipazione alla vita politica, sociale, economica e culturale dei paesi membri. In tale occasione ogni anno viene scelto un tema e per il 2018 il tema scelto è stato il coinvolgimento delle persone con disabilità per garantire uguaglianza e inclusione.

In occasione di questa giornata nelle varie città d’Italia si sono svolte diverse iniziative per promuovere una piena inclusione sociale delle persone disabili. Tra le iniziative che si sono svolte, il comune di Roma ha deciso di creare una città più a misura di disabile attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche (una delle cause che possono ledere il diritto all’inclusione sociale delle persone con disabilità) con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica al tema dell’accessibilità.

Dispiace constatare che ad Enna la cultura di celebrare questa giornata ancora non ha preso il via nonostante vi siano diverse associazioni che si occupano di disabilità.

Per chi la disabilità la vive ogni giorno succede che non la viva più come tale, a sostegno di questa affermazione le parole della signora Silvana Barresi, dell’associazione A.GE.DI Onlus di Piazza Armerina, che sostiene: “per noi che viviamo situazioni di disabilità direttamente o attraverso un nostro familiare tutti i giorni è la giornata della disabilità”. Dello stesso avviso il Presidente di Vita21 di Enna, il dr Marco Milazzo, il quale afferma: “premetto di essere contrario a qualunque tipo di celebrazioni per ciò che riguarda la Giornata della disabilità. Viviamo ancora un tempo nel quale non solo la disabilità, ma la persona in quando tale, non è vista nella sua giusta considerazione. La disabilità è ancora vista come elemento di disturbo sia per i singoli che per la comunità e le disabilità, soprattutto quelle più gravi, costruiscono delle ferite molto profonde. Ferite, spesso insanabili, che solo una comunità accogliente, sia nel diritto che nella qualità delle relazioni, può curare. Confidiamo in una sorta di resurrezione che non annulli le ferite ma che possa consentire, a chi vive la disabilità, di viverla in modo migliore proprio perché in un contesto veramente accogliente”. Da questa dichiarazioni sopra riportate si evince che la Giornata internazionale delle persone con disabilità non è molto sentita all’interno delle famiglie che vivono una situazione di disabilità, perché tutti i giorni si vive questa condizione, ed è quindi necessario che le associazioni e lo Stato stiano più vicini alle persone con disabilità e alle loro famiglie, per una società più giusta dove il diversamente abile sia veramente integrato.

Giuseppe Regalbuto, Presidente della Fand provinciale, ci comunica dei dati poco confortanti sostenendo che “sono circa 4 milioni e 360 mila le persone che in Italia vivono in condizioni di disabilità. Di queste, oltre un terzo vive solo, e tra gli ultra 65enni la quota sale al 42,4%. Dati preoccupanti che palesano una diffusa condizione di vulnerabilità, scarsi servizi e poche risorse e un sistema di welfare che destina a queste persone meno risorse in confronto ai Paesi guida dell’Unione Europea”.

“A tracciare un quadro non proprio consolante sulle condizioni di vita delle persone con disabilità nel nostro Paese - conclude il presidente Regalbuto - Enna risulta essere l'ultima provincia in tema di sevizi”.

Andrea Fornaia