Oltre la disabilità
DEDALOMULTIMEDIA
22-07-19

dunarea 2019 2020

Lo scorso 25 novembre si è celebrata la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne istituita dall’AssembleaPANCHINAROSSAgenerale delle Nazioni Unite con l’obiettivo di sensibilizzare le persone di sesso maschile a portare rispetto alle donne. La violenza è una delle azioni più abominevoli che un uomo possa fare nei confronti delle donne abili e diversamente abili. La sesta violenza può essere causa di disabilità ma ci sono casi in cui la vittima si trova in stato disabilità. Afferma Nadia Muscialini psicologa, psicoanalista e saggista, tra le massime esperte italiane di lotta alla violenza di genere, in un’intervista rilasciata alla giornalista di superando.it, Simona Lancioni sul tema della violenza sugli uomini: “in genere l’attenzione è centrata sulle donne con disabilità che subiscono violenza, quasi per niente sulle donne divenute disabili proprio a causa delle violenze subite, pur non essendo questo un fenomeno marginale”. Tra i fatti di cronaca che a causa delle violenze subite è diventata diversamente abile ricordiamo la storia di Chiara Insidioso che dal febbraio 2014 si trova in stato vegetativo per le botte ricevute dal fidanzato. Proprio per ricordare vittime come Chiara, in occasione del 25 novembre, le donne della FISH (Federazione Italiana Superamento dell’Handicap) dopo il successo dello scorso anno, sono scese nuovamente in piazza con la manifestazione “Non Una mano di meno” per dire no alla violenza sulle donne con disabilità. Sabato 24 novembre, alla vigilia della Giornata internazionale per dire no alla violenza sulle donne, la FISH ha pubblicato i dati ricavati dalla somministrazione di un questionario su un campionario di 450 donne e ragazze con diverse disabilità, di cui oltre il 60% con disabilità motoria, il 17,4% con disabilità plurima, il 12,3% con disabilità sensoriale e l’8,7% con disabilità intellettiva, relazionale, psichiatrica o dell’apprendimento. Dai numeri sopracitati è venuto fuori che il 31% delle donne con disabilità ha dichiarato di aver subito una qualche forma di violenza. In particolare, circa il 10% delle donne con disabilità interpellate ha affermato di essere stata vittima di stupro nella propria vita. Invece, Secondo alcuni dati emersi nei report della Agenzia Europea per i diritti fondamentali del 2014 la violenza domestica è considerata la prima causa di morte e disabilità per le donne nel mondo.

La violenza è un’esperienza terribile per chi la subisce, l’amore si conquista non deve prendere con forza. Con la violenza non si ottiene nulla, le cose, e soprattutto l’amore di una persona si conquistano con la gentilezza. L’amore non è possesso, è lasciare libera la persona amata senza soffocarla, senza obbligarla a fare qualcosa che non vuole, senza prIvarla della propria dignità, la donna va trattata con rispetto. La violenza sulle donne diversamente abili è una violenza silenziosa da cui è più difficile uscirne, forse perché vergono credute di meno perché non presenta lo stereotipo di una donna che attrae, perché le donne, ma anche gli uomini diversamente abili vengono ancora considerate come persone asessuate, e quindi non soggette a violenza, opinione che sta cambiando, grazie soprattutto all’impegno delle persone disabili e delle associazioni. L’ Organizzazione delle Nazioni Unite si è posto questo problema approvando nel 2007 la convenzione sui diritti delle persone con disabilità. L’ articolo 6 comma 1 afferma che: “Gli Stati Parti riconoscono che le donne e le bambine con disabilità sono soggette a discriminazioni multiple e, a questo riguardo, prenderanno misure per assicurare il pieno ed uguale godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali da parte di donne e bambine con disabilità. Gli Stati Parti prendono ogni misura idonea ad assicurare il pieno sviluppo, avanzamento e empowerment delle donne, allo scopo di garantire loro l’esercizio e il godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali enunciate nella presente Convenzione”.

 

Andrea Fornaia