Oltre la disabilità
DEDALOMULTIMEDIA
17-11-18

Cari lettori, oggi vi porto in giro per la città per parlarvi di una problematica che ancora oggi una persona diversamente abile conabbattimento barriere architettoniche 1 difficoltà motorie è costretta ad affrontare, quella delle barriere architettoniche. Nonostante vi siano delle normative che obbligano il loro abbattimento ancora, soprattutto nel privato, c’è molto da fare. Tra queste normative per l’abbattimento delle barriere architettoniche vi è la "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” la n. 104 del 1992 dove l’articolo 24 recita: “tutte le opere edilizie riguardanti edifici pubblici e privati aperti al pubblico che sono suscettibili di limitare l'accessibilità e la visibilità sono dichiarate inabitabili e inagibili” un articolo che tutela il diritto all’accessibilità. L’accessibilità è la pratica di rendere un luogo, pubblico o privato, accessibile alle persone con disabilità attraverso l’uso di scivoli, rampe e ascensori. Un luogo per essere accessibile non deve avere nessun tipo di struttura che renda difficile l’ingresso. Per barriere architettoniche s’intendono; scale, un gradino o una rampa troppo ripida che ne limitano l’ingresso. Una degli ultimi decreti in materia di abbattimento delle barriere architettoniche è stato emanato dal ministero alle infrastrutture di concerto con il ministero del lavoro e delle politiche sociali e il ministero dell’economia alle finanze con il quale sono stati erogati degli finanziamenti per questo scopo.

Ma l’abbattimento delle barriere architettoniche non è riferito solamente agli edifici ma è necessario garantire l’accessibilità anche per strada, in modo da permette ad una persona con difficoltà fisiche di poter circolare liberamente nella propria città. La normativa che disciplina l’accessibilità urbana è il D.P.R n 4 luglio 1996, n. 503, regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici, il quale indica quali sono le caratteristiche che l’arredo urbano deve possedere per consentire ai diversamente abili di poter circolare liberamente. Per arredo urbano intendiamo: marciapiedi, passaggi pedonali, parcheggi, servizi igienici pubblici fino alle cassette delle lettere. I marciapiedi, devono avere una misura di 150 cm, e nel caso in cui fosse presente una pendenza il dislivello fra zone adiacenti non dovrà superare i 2,5cm. I tratti inclinati non devono avere una pendenza superiore al 5% con una pavimentazione costruita con un materiale antiscivolo, e con la superficie ben livellata.

L’abbattimento delle barriere architettoniche è una cosa di fondamentale importanza per tutti colori i quali hanno certe difficoltà. La mia non vuole essere un’accusa ma un modo per spingere chi di dovere, pubblico o privato, ad avere più attenzione a questa problematica delle barriere architettoniche in luoghi privati e pubblici. Questo mio sfogo nasce da una mia esperienza avuto a Siracusa e a Palazzolo la scorsa settimana dove mi sono reso conto che ancora non sono state abbattute del tutto. Ma vi voglio parlare in particolare della città di Palazzolo Acreide dove nel percorrere le vie della città in sedia a rotelle ti rendi conto delle difficoltà che si presentano a una persona su sedia a rotelle e per chi lo porta, a causa delle buche che si trovano per le vie della città, tali da rendere difficile e scomodo il percorso a chi è costretto a stare seduto sulla sedia. A rendere ancora più difficile il tutto sono è il passaggio delle macchine e ti trovi quindi costretto a metterti da parte in un punto della strada dove magari è presente una buca: questo provoca dolore alla persona costretta sulla sedia a rotelle e una doppia fatica per la persona che la spinge. Questo mio articolo non sarà un servizio isolato, ma l’input per monitorare, in modo continuo e scostante, questa problematica perché ho la sensazione che alle tante belle parole non corrispondano i fatti. Ripenso, ad esempio, alla manifestazione “Liberi di Andare” organizzata lo scorso giugno ad Enna. In quell’occasione hanno partecipato numerose associazioni, tante persone e le autorità competenti; sono state fatte tavole rotonde, passeggiate per la città al fine di toccare con mano i disagi per un diversamente abile. Anche io ho preso parte agli eventi fiducioso che qualcosa potesse migliorare, ma, da quel giorno, nessuno ne ha più parlato.

Andrea Fornaia