Oltre la disabilità
DEDALOMULTIMEDIA
18-07-19

dunarea 2019 2020

Lo scorso 9 ottobre è stata la giornata nazionale delle persone con la sindrome di down. In guardiamoci negli occhioccasione di tale evento in diverse città l’associazione AIDP(Associazione Italiana Persone Down) ha dato il via alla campagna “Non guardarmi solo a metà”: non fermarti alle apparenze vai oltre la mia disabilità e troverai una persona. Con questo messaggio si vuole invitare l’opinione pubblica ad andare Oltre la sindrome, le apparenze e i pregiudizi di cui la società è ancora purtroppo stracolma.  Una società poco attenta nei confronti del diverso, che lo emargina, non mettendosi nei panni di chi fa più fatica a guadagnarsi una posizione, perché magari ha dei ritmi più lenti, dei tempi più lunghi. Le persone con la sindrome di down, ad oggi, devono molto per i loro passi avanti alle famiglie che li sostengono al 100% e alle associazioni che man mano sono andate nascendo. Ma il resto della società? I down, e le persone con disabilità in genere, sono parte integrante dell’umanità e meritano considerazione e rispetto come chiunque altro. Tutti dovrebbero fermarsi un attimo e capire che donare il proprio tempo, la propria comprensione all’altro deve essere il centro su cui dovrebbe basarsi la vita di ognuno. La giornata nazionale delle persone con la sindrome di Down ha proprio questo obiettivo: quello di ricordare che bisogna prestare maggiore attenzione a queste persone e fare in modo che ognuna di esse sia cosciente dei propri diritti.  Ma la giornata non ha solamente lo scopo di scuotere le anime dei singoli cittadini, ma anche e soprattutto le Istituzioni per realizzare, facendo rete, dei progetti per rendere la persona Down più autonoma possibile.  Ad Enna l’Associazione Vita21 sta cercando di fare tutto questo per i propri figli infatti, è una associazione di genitori di bambini e ragazzi che si sono uniti con un unico obiettivo: garantire loro un presente e progettare un futuro. Il futuro dei propri figli, un’incognita che esaspera i genitori di un ragazzo con disabilità; cosa gli accadrà “Dopo di Noi”? Credo fermamente che una società che si definisce civile debba pretendere che ogni singolo individuo, ogni associazione in concerto con le Istituzioni, facciano qualcosa per garantire un futuro sereno a chi dalla vita non ha avuto sconti. Una società che si definisce civile non può e non deve essere abitata da “disabili nel cuore”.

 

Andrea Fornaia