Oltre la disabilità
DEDALOMULTIMEDIA
12-08-20

dunarea de jos 2020

 

Molte volte le persone vengono ricordate dopo la loro morte, come in questo caso, infatti non appena è venuto a Ezio Bosso Sanremo 2016 2mancare Ezio Bosso tutti i giornali di carta stampata, tv e siti si sono riempiti di articoli e servizi dedicati alla figura del pianista. Ezio Bosso nasce a Torino il 13 settembre del 1971 e, sin dalla tenera età, si avvicina alla musica. A soli 16 anni esordisce come solista in Francia, ma la sua fortuna arriverà grazie all’incontro Ludwig Streicher con il quale studia musica per poi diventare musicista e compositore, fino a dirigere l’orchestra accademica di Vienna. Nel 2011, sarà, prima colpito dalla SLA e poi da un tumore. La SLA, di cui sarà colpito il maestro piemontese, gli causerà delle difficoltà di movimento e nel linguaggio; poi il tumore al cervello. La scoperta del tumore getterà Bosso in un totale sconforto, tanto da pensare di togliersi la vita. Trascorso il periodo buio, ritroverà la sua ragione di vita ancora nella musica e in particolare nel pianoforte. Molto significativa l’affermazione di Bosso, fatta nel 2016 per il Corriere della Sera, in un articolo a firma di Arianna Ascione: “la disabilità è negli occhi di chi guarda”. Così inizia la sua intervista dove spiega di aver affrontato la sua malattia con le sette note e con ironia. Le sette note della musica dove il musicista troverà il giusto modo per affrontare la malattia. E’ inutile piangersi addosso: bisogna trovare e coltivare una passione che può diventare una propria abilità, proprio come ha fatto Bosso. La malattia, la disabilità in genere può togliere una capacità, ma allo stesso modo, farne scoprire un'altra, e Bosso ne è stato l’esempio così come tanti altri. La capacità di Bosso per la musica non è del tutto nuova, ma ha dovuto fare i conti con un'altra scoperta, quella degli sguardi degli altri, anche se il musicista non da molta corda, riesce ad andare oltre. Forse, molte volte, così come ha fatto lui, dovrebbero essere le stesse persone con disabilità ad andare oltre. Fino a questo momento “Oltreladisabilità” si è rivolta alle persone cosiddette “inabili” che dovrebbero fare un passo in avanti, andando oltre la  disabilità di una persona; invece forse, dovrebbero essere proprio le persone con disabilità ad guardare oltre ai pregiudizi che ci possono essere nei loro confronti; il problema è di chi guarda la disabilità in modo diverso; non di chi viene osservato a causa della sua disabilità; lui, invece deve cercare di non dare molta retta a chi lo guarda in modo diverso, anche se è molto difficile fare tutto ciò, quando ci si sente osservati dall’alto in basso per il proprio aspetto fisico. La disabilità è negli occhi di chi guarda come, afferma Bosso nell’articolo di Arianna Ascione, ma le persone con disabilità devono cercare di dare poco importanza a quello che gli altri possono pensare coltivando le proprie abilità, anche nella propria diversità. Non tutti abbiamo le stesse abilità, ma se ci uniamo tutti assieme, senza escludere nessuno potremo creare un mondo diverso con colori e musiche differenti.

 

Andrea Fornaia