Oltre la disabilità
DEDALOMULTIMEDIA
09-08-20

dunarea de jos 2020

 

In questi giorni una delle notizie più diffuse dai mezzi di comunicazione e che sta mettendo in allarme tutto il mondo coronavirus 1riguarda la diffusione del Coronavirus, un genere di virus che, nell'essere umano, causa infezioni lievi alle vie respiratorie con tosse e raffreddore, mal di gola, tosse, cefalea e febbre. Dai sintomi appena descritti sembrerebbe una semplice influenza ma in realtà nei casi più gravi può provocare delle infezioni, polmoniti, insufficienza renale e persino la morte. Così come scrive S.B per i siti FAND (federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) e FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e segnalato al Capo del Dipartimento per la Protezione Civile e all’Ufficio di Gabinetto del Ministro della Salute, le misure straordinarie adottate potrebbero avere un impatto sulle persone con disabilità. L’obbiettivo delle misure adottate è quello evitare l’insorgere di ulteriori problematiche vista la situazione di fragilità. La loro condizione di disabilità, infatti, li espone a un rischio maggiore rispetto a una persona che non presenta nessuna inabilità, tanto che si sta valutando se applicare le stesse precauzioni adottate negli enti pubblici e privati, scuole dove sono state sospese tutte attività, ai centri diurni per disabili visto che i fruitori non sempre sono in grado di seguire le misure preventive indicate dal ministero alla salute; per evitare il contatto tra le persone il ministero ha esposto la necessità di un supporto domiciliare per gli utenti e le loro famiglie evitando così anche l’interruzione dei servizi di riabilitazione. Altra richiesta della FISH, rivolta all’ufficio per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità della Presidenza del Consiglio, riguarda l’adozione di canali di comunicazione e di assistenza idonei ai cittadini che presentano delle disabilità dove è compromessa la comunicazione come le persone con capacità uditive ridotta. Ancora la FISH, lamentando che i numeri preposti per l’emergenza coronavirus non possono essere utilizzati dalle persone sorde o con ipoacusia (lieve riduzione dell’udito dovuto a un danno o alla degenerazione di uno o più dei suoi componenti), e che non sono state previste delle modalità di comunicazioni alternative come l’e-mail oppure l’adozione della lingua dei segni italiana per consentire anche alle persone sorde di poter usufruire del servizio.

Andrea Fornaia