Oltre la disabilità
DEDALOMULTIMEDIA
31-05-20

dunarea de jos 2020

 

Devo essere sincero, quest’anno non ho seguito per nulla il festival di Sanremo, ma ciò che mi porta ha scrivere questo pezzo èthumbnail Sanremo Ivan Cottini 2 stato un articolo letto su repubblica.it a cura di Roberta Lancellotti, che riguarda Sanremo in cui viene data la notizia della presenza di Ivan Cottini, un ballerino che si è esibito, fin qui nulla di eccezionale se non fosse che Ivan si trova su una sedia a rotelle perché affetto da sclerosi multipla. Nel fare delle ricerche su Ivan, mettendo il suo nome su Google, mi ritrovo sul sito dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla).   La Sclerosi Multipla è una  malattia autoimmune cronica demielinizzante, che colpisce il  sistema nervoso centrale causando un ampio spettro di segni e sintomi. Secondo gli ultimi dati trovati su un articolo pubblicato lo scorso maggio 2019, sul sito “fondazione Cesare Serono”, fondazione che si batte per i diritti delle persone con disabilità, in generale, le persone affette da SMA(Sclerosi Multipla Amiotrofica), sono circa 122 mila, tra uomini e donne colpite e tra queste c’è anche Ivan Cottini. Cottini è un esempio da seguire per coloro che si arrendono alle prime difficoltà e allo stesso modo per coloro che sono “abili” ma vedono il diversamente abile come un diverso. Forse è vero, la persona con disabilità è diversa, non per il suo stato fisico o psichico ma perché sviluppa altre abilità; così come Ivan, il protagonista della nostra storia con che l’abilità nel ballo. Nato nel 1987 e originario delle Marche, Ivan Cottini nel 2013 inizia ad accusare alcuni sintomi: difficoltà a deglutire, masticare e perfino parlare; fatte gli esami per scoprire le cause dei suoi sintomi, l’amara scoperta: ha una malattia diagnosticata come SLA, ma questo non gli impedirà di seguire i suoi sogni sia nel privato che nel ballo. Fin da piccolo Ivan si avvicina al mondo della danza. Leggendo la sua storia penso a come si è sentito Ivan nel momento in cui gli viene comunicata la sua diagnosi, lo posso solo immaginare. Quando penso alla mia disabilità fisica ho sempre affermato: “Io sono nato, sono cresciuto con la mia disabilità, ma per una persona che dall’oggi al domani si ritrova con una malattia invalidante è una coltellata allo stomaco, tutte le tue certezze, le tue sicurezze, i tuoi sogni crollano un po' come sicuramente è successo al ballerino con la SLA. Bisogna iniziare cominciare tutto da capo, reinventarsi, quello che fin a quel momento erano state attività normali, diventeranno come se li facessi per prima volta, magari prima lo si faceva in automatico e adesso non sei più del tutto autonomo, cose che facevi da solo adesso devi chiedere aiuto agli altri. Questo nuovo stato di cose può portare su due strade: o quella del pessimismo dove dici: “oramai non servo più, non sono capace a nulla” oppure cerchi di trovare strade nuove, strade in cui puoi ancora dare tanto di te steso, se perdi una abilità ne puoi trovare altre. Penso che “Oltre la disabilità”, così come è chiamata questa rubrica, non devono andarci solamente le persone abili che si relazionano con le persone con disabilità, ma anche le persone che vivono questa condizione in prima persona  per scoprire le proprie abilità: chi per il ballo, come il protagonista di questa storia, chi per un'altra attività, tutti abbiamo il diritto-dovere di andare alla scoperta della nostre abilità, passioni, aspirazioni; sia chi vive un condizione di disabilità sia chi la vive da normodotato.

Andrea Fornaia