Oltre la disabilità
DEDALOMULTIMEDIA
21-07-19

dunarea 2019 2020

 

Il 12 marzo per le persone con disabilità è, o meglio dovrebbe essere, una data da ricordare. Il 12 marzo del 1999, infatti, è stata collocamento mirato obbligatorio disabili invalidi categorie protettepromulgata la legge sul collocamento obbligatorio. Questa, legge come recita il primo articolo, ha come finalità quella di promuovere l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone disabili attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato. “I datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad assumere dei lavoratori con disabilità”. Non vorrei soffermarmi sulla normativa, ma piuttosto sulla sua non applicazione. Basta leggere qualche giornale di statistica sui rapporti ISTAT per rendersi conto che in Italia abbiamo un alto tasso di disoccupazione che colpisce non solo i diversamente abili ma anche le persone abili. Si parla tanto di integrazione, ma quando si toccano le corde dell’integrazione lavorativa la musica cambia. Nel settore lavorativo è come se i diversamente abili fossero invisibili: sono moltissime le persone con disabilità che sono escluse da questo mondo, nonostante abbiano tantissime abilità e peculiarità che, alla luce dei fatti, non vengono minimamente tenute in considerazione. A rafforzare questa situazione è il dato pubblicato in un articolo di Ilaria Vacca su disabili.com dove scrive: “il tasso di occupazione delle persone con disabilità in Italia è del 19,3%” e anche se questo dato risale ad alcuni anni fa fotografa bene la situazione. Afferma l'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, che opera in collaborazione con il Ministero del Welfare e altri enti pubblici: “solo il 13 per cento dei disabili ha trovato un impiego attraverso gli uffici di collocamento. Gli avviamenti al lavoro nel 2007 sono stati circa 31 mila a fronte delle circa 700 mila persone disabili iscritte al collocamento”. La stessa legge n. 68 del 1999 all'articolo 7, inoltre, fa riferimento all'accesso ai concorsi pubblici affermando che “i disabili iscritti alle liste speciali hanno diritto alla riserva dei posti nei limiti della complessiva quota d’obbligo e fino a 50% dei posti messi a disposizione nel concorso”. L’articolo 25 del D.L 90/ 2014 al comma 2, inoltre afferma: “la persona con disabilità uguale o superiore all’80% non è tenuta a sostenere la prova preselettiva nel caso che sia prevista”. Insomma, le leggi per il collocamento obbligatorio ci sono, quello che forse manca è una seria sanzione per i datori di lavoro che non rispettano tali obblighi. L’articolo della Costituzione recita “l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro“ e di questa Repubblica ne fanno parte anche le persone con disabilità e quindi anche loro hanno dei diritti e tra questi il diritto al lavoro. Con la speranza che questo articolo possa servire da stimolo per dare il via a qualche iniziativa per promuove l’integrazione lavorativa delle persone diversamente abili per una loro piena inclusione sociale.

Andrea Fornaia