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DEDALOMULTIMEDIA
05-07-20

dunarea de jos 2020

Le intolleranze alimentari fanno parte di un più vasto gruppo di disturbi definiti come reazioni avverse al cibo. Si parla di 

Intolleranze alimentariintolleranza alimentare, piuttosto che di allergia, quando la reazione non è provocata dal sistema immunitario. Le intolleranze sono più comuni delle allergie e meno severe, si manifestano gradualmente e sono proporzionali alla quantità dell'alimento che viene ingerita.

Esse si verificano quando l’organismo non è in grado di assorbire o assimilare correttamente una sostanza. Le intolleranze vengono suddivise in tre tipologie a seconda della sostanza o del cibo al quale l’organismo reagisce:

  • intolleranze a sostanze molecolari presenti in alcuni alimenti;

  • intolleranze indotte da additivi presenti nei cibi;

  • intolleranze dovute a carenza di enzimi digestivi.

Sintomi e complicanze

Le intolleranze alimentari possono causare vari disturbi ricorrenti e persistenti, soprattutto a livello gastrointestinale, dermatologico o respiratorio. A differenza delle allergie, i sintomi non si manifestano violentemente subito dopo l'ingestione degli alimenti, ma possono insorgere col tempo. Per quanto riguarda il sistema digerente, possono presentarsi: gonfiore addominale, flatulenza, afte, inappetenza o appetito eccessivo, nausea, stipsi o diarrea e digestione prolungata o difficile, ritenzione idrica, improvvisi cambiamenti di peso, iperacidità, gastrite, sindrome dell'intestino irritabile o colite.

Tra le manifestazioni respiratorie delle intolleranze alimentari si rilevano raffreddori e altre infezioni ricorrenti delle vie aeree. Dal punto di vista dermatologico, possono insorgere dermatiti, orticaria, acne e altre eruzioni cutanee. Inoltre, possono manifestarsi capogiri, mal di testa, sonnolenza, stanchezza cronica, ansia, insonnia e forme lievi di depressione.

Diagnosi

La diagnosi di intolleranza alimentare è una diagnosi per esclusione: è possibile solo dopo aver indagato ed escluso un’allergia alimentare. L’indagine utilizzata per accertarla consiste nell’individuare l’alimento sospetto, eliminarlo dalla dieta per 2-3 settimane e poi reintrodurlo per altre 2-3 settimane. Se i sintomi scompaiono durante il periodo in cui viene abolito l’alimento e si ripresentano nel momento in cui viene reintrodotto nella dieta si tratta di una reazione avversa al cibo. A questo punto si verifica, attraverso test diagnostici, se è coinvolto il sistema immunitario e se si tratta pertanto di un’allergia; in caso contrario il disturbo è molto probabilmente dovuto a un’intolleranza.

Presso la nostra Farmacia, se si ha il dubbio di soffrire di qualche intolleranza alimentare, è possibile effettuare il Recaller test, in tutta sicurezza e a fianco di professionisti. Un antico detto recitava “siamo quello che mangiano” ed è inevitabile per stare bene nutrirsi adeguatamente alle esigenze del proprio organismo.

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