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DEDALOMULTIMEDIA
26-02-20

Le proprietà del salice dal XIX secolo

Sono note fin dall’antichità le proprietà medicamentose del salice, ma la scienza farmaceutica ha iniziato ad prevenire il raffreddoreapprofondirle a partire dal XIX secolo, quando le ricorrenti epidemie di malaria resero urgente cercare medicamenti febbrifughi alternativi al costoso chinino.

Fu un francese, il farmacista Leroux, a ricavare dalla corteccia di salice un glucoside amaro, denominato poi salicina, che non aveva proprietà antimalariche ma vantava un discreto effetto antipiretico e un'azione analgesica.

Qualche anno più tardi il chimico palermitano Raffaele Piria ottenne per idrolisi della salicina una molecola che fece storia nella terapia antireumatica: l'acido salicilico.

La stessa molecola fu poi estratta anche dalle foglie di Spiraea ulmaria, una pianta erbacea perenne comune in Europa. Per successiva reazione chimica di questo composto si ottenne uno dei più celebri farmaci al mondo: l'acido acetilsalicilico. Quest'ultimo "ritrovato" naturale fu poi prodotto anche sinteticamente e commercializzato in Germania con il nome di Aspirin, in onore della pianta da cui era originariamente estratto. E tutti conosciamo proprietà e utilizzo dell'italianizzata aspirina!

Salicina, acido salicilico e acido acetilsalicilico sono tutte sostanze in grado di ridurre l'infiammazione, favorire la guarigione da mal di gola, abbassare la febbre e alleviare il dolore. Si tratta quindi di un rimedio solitamente indicato nel trattamento dei sintomi influenzali, come antidolorifico e per supportare il benessere dell’apparato respiratorio.

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