Il diritto per tutti
DEDALOMULTIMEDIA
19-09-20

dunarea de jos 2020

 

dario cardaci dedalo

 

 

La prelazione consiste innanzitutto nel diritto a essere preferiti, a parità di condizioni, quando si stipula un diritto di prelazionecontratto. Il concedente rimane libero di scegliere se stipulare il contratto o meno ma, qualora decida di contrarre, è obbligato a farlo con il titolare del diritto di prelazione. In particolare, il primo è tenuto alla c.d.denuntiatio, mediante la quale comunica al secondo la volontà di stipulare un contratto nonché le relative condizioni ed il termine, in modo che questi possa decidere se esercitare o meno il proprio diritto. In caso di omessa comunicazione ovvero di mancato rispetto dell’obbligo di concludere il contratto con il prelazionario, vi sono diversi rimedi che variano a seconda della tipologia di prelazione. Il prelazionario che non vuole esercitare il proprio diritto di prelazione deve darne comunicazione espressa al concedente. La forma per la rinuncia ad un diritto di prelazione avente ad oggetto diritti reali su beni immobili deve necessariamente essere scritta. La prelazione può essere di due tipi: legale o volontaria. Il primo caso è quando il diritto si verifica per legge mentre il secondo si attribuisce alla prelazione che deriva da accordi fra le parti. Questo secondo caso è anche detto patto di prelazione e può anche essere inserito all'interno di un altro contratto. Il concedente infatti sottoscrive l’obbligo di concludere il contratto con il beneficiario scegliendo liberamente prezzo e condizioni. Il beneficiario, in quanto già gode del diritto di prelazione, non può contrattare o rinegoziare il contratto in essere. Il patto di prelazione può riguardare beni immobili (case, terreni), mobili (quadri), universalità di mobili (come ad esempio una collezione di monete antiche) o beni mobili registrati (automobili, motociclette). La prelazione volontaria ha efficacia obbligatoria, ovvero vincola esclusivamente le parti che l’hanno convenuta, mentre non è opponibile al terzo contraente. Quindi, nell’ipotesi di inadempimento del patto di prelazione, il contratto concluso tra il concedente e un soggetto terzo resta valido (il terzo viene tutelato) ma il titolare del diritto di prelazione può richiedere il risarcimento del danno. Si caratterizza in quanto ha efficacia personale e non reale; è inopponibile ai terzi e non attribuisce al prelazionario diritto di riscatto. La prelazione legale, invece, si caratterizza in quanto: ha efficacia reale; è opponibile ai terzi e attribuisce al prelazionario il diritto di riscatto nei confronti dell’acquirente e dei successivi aventi causa. Il riscatto è un diritto potestativo del prelazionario con il quale egli può incidere su una situazione giuridica altrui, come quella dell’acquirente del bene oggetto di prelazione. Il riscatto è un atto unilaterale recettizio, ossia produce effetto nel momento in cui giunge a conoscenza del destinatario. A sua volta, la prelazione legale può definirsi propria o impropria: La prelazione legale è propria quando tutela la proprietà del prelazionario ed è esercitabile a parità di condizioni rispetto agli altri eventuali terzi contraenti, è invece impropria quando tutela un interesse pubblico e prevede condizioni diverse, in genere più favorevoli, per il prelazionario. La legge distingue diversi tipi di prelazione, fra cui quella agraria, del conduttore, artistica e dei coeredi ciascuna con la propria disciplina.

 

Avv. Donatella Rampello