Il diritto per tutti
DEDALOMULTIMEDIA
05-07-20

dunarea de jos 2020

La denuncia di nuova opera, insieme a quella di danno temuto, rappresentano le c.d. azioni di nunciazione, azioni denuncia di nuova operacautelari finalizzate a tutelare una situazione di fatto o a prevenire un danno futuro che potrebbe ragionevolmente derivare, nel primo caso, da una nuova opera in corso di costruzione o, nel secondo caso, da un bene preesistente. In particolare, la denuncia di nuova opera, prevista dall’art. 1171 c.c., si caratterizza per il pericolo di danno che può provocare l’attività innovatrice dell’uomo. Essa è concessa al proprietario, al titolare di un altro diritto reale di godimento o al possessore, i quali abbiano ragione di temere che da un’opera o attività, da altri intrapresa sulla proprietà o fondo vicini, stia per derivare un danno alla cosa che forma oggetto del loro diritto o del loro possesso, per ottenere dal giudice un provvedimento che sospenda l’esecuzione dell’opera o che disponga l’adozione di opportune cautele. Tra i presupposti oggettivi necessari per la concessione del provvedimento cautelare vi è quello della attualità della violazione lamentata infatti, l’art. 1171 c.c. richiede che l’opera sia iniziata ma non ancora conclusa e che non sia trascorso un anno dal suo inizio. La proponibilità della denuncia di nuova opera è, pertanto, soggetta ad un duplice termine: uno naturale, coincidente con il completamento dell’opera, ed uno di decadenza, costituito dall’anno di inizio della medesima. Più precisamente, con il termine “nuova opera” deve comunemente intendersi qualsiasi modificazione, conseguente ad un’attività umana, dello stato dei luoghi preesistenti, purché, tuttavia, tale modificazione sia rilevante o percepibile da un punto di vista qualitativo o quantitativo, rivesta natura sostanziale e si caratterizzi per un certo carattere di permanenza, ancorché non assoluta. Non vi rientrano pertanto le mere attività accidentali che si limitano ad alterare l’aspetto esterno del bene senza inciderne la struttura. Mentre sono da considerarsi “nuove opere” le costruzioni, le demolizioni, gli scavi, l’abbattimento di alberi, e le modifiche alla struttura di un edificio preesistente. L’opera deve consistere in una permanente modificazione dello stato dei luoghi e, inoltre, non deve essere necessariamente illegittima in fase di realizzazione, essendo sufficiente che essa sia temuta come fonte di un futuro danno ingiusto ( non certo ma possibile) a causa delle sue condizioni attuali o dei caratteri oggettivi che potrà assumere una volta ultimata. La denuncia di danno temuto, invece, è prevista dall’art. 1172 c.c., laddove si precisa che “Il proprietario, il titolare di altro diritto reale di godimento o il possessore, il quale ha ragione di temere che da qualsiasi edificio, albero o altra cosa sovrasti pericolo di un danno grave e prossimo alla cosa che forma l’oggetto del suo diritto o del suo possesso, può denunziare il fatto all’autorità giudiziaria e ottenere, secondo le circostanze, che si provveda per ovviare al pericolo. L’autorità giudiziaria, qualora ne sia il caso, dispone idonea garanzia per i danni eventuali”. I presupposti per l’azione di denuncia di danno temuto sono tre: 1) Il primo è il pericolo di danno che deriva da una res ad un’altra; 2) il secondo attiene alla prossimità ed alla gravità del danno stesso; 3) il terzo è il “ragionevole timore”. Ne deriva che per poter esperire la relativa denuncia, il danno non deve essersi verificato; è sufficiente che vi sia il ragionevole pericolo che il danno si verifichi, mentre il danno deve essere futuro; in caso contrario, laddove l'evento dannoso sia già avvenuto non potrà che esperirsi l'azione risarcitoria. Non si richiede, quindi, un danno certo, ma un timore attuale e probabile; il danno, inoltre, deve essere grave e prossimo. Rileva, altresì, il rapporto con la cosa, nel senso che la res esistente sul fondo altrui deve costituire pericolo per il proprio fondo. Contrariamente alla denuncia di una nuova opera, la denuncia di danno temuto non è soggetta a termini di decadenza, proprio in ragione della sua funzione. Ne consegue che può essere legittimamente presentata fino a quando il pericolo è in atto, e in maniera indipendente dalla decorrenza dell’anno del suo inizio.

Avv. Donatella Rampello