CulturArt
DEDALOMULTIMEDIA
12-12-18

Fu abbattuta in una notte: è grazie al fotoritocco oggi possiamo vedere come sarebbe avere di nuovo villa Deliella in villa deliella palermopiazza Croci a Palermo. I vigili urbani del Nucleo tutela patrimonio artistico di Palermo hanno sequestrato il parcheggio e l'autorimessa "Panno" di piazza Croci perché abusivo: 1700 metri quadrati, a parer di molti, rubati a Palermo perché è lì che sorgeva la villa Deliella, distrutta in una notte nel 1959, diventando uno dei simboli del sacco di Palermo. Oggi grazie alle nuove tecnologie in campo fotografico e di progettazione è possibile vedere come sarebbe se in piazza Crispi detta erroneamente "piazza Croci" tornerebbe a vivere la villa. La storia in breve: fu progettata dall'architetto Ernesto Basile nel 1898 per la famiglia dei principi Deliella, i coniugi Anna Drogo di Pietraperzia e Nicolò Lanza e fu completata tra il 1907 e il 1909 dal costruttore Salvatore Rutelli. Nel 1954 l'assessorato ai beni culturali della Regione siciliana aveva vincolato la villa in quanto una delle opere del Basile ma il Comune di Palermo revoca il vincolo per un vizio formale: non erano passati 50 anni dal suo completamento.Nel 1959 una variante del piano regolatore di Palermo fu approvata dal consiglio comunale e a cui furono apportati centinaia di emendamenti, in accoglimento di istanze di privati cittadini, varianti che permettevano di costruire nell'area di via Libertà, dove allora si concentravano le residenze private Liberty costruite tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento: avvenne così il cosiddetto sacco di Palermo . Con l'accordo dell'ultimo proprietario, Franco Lanza di Scalea, vennero sottoposti al consiglio comunale i piani per demolire Villa Deliella che vennero approvati in gran fretta il 28 novembre in modo che la demolizione potesse cominciare nel pomeriggio stesso e concludersi l'indomani, così da evitare il vincolo dei beni culturali. Villa Deliella fu distrutta in una notte tra sabato e domenica e gli arredi, di casa Ducrot, furono depredati dai cittadini. Tuttavia I permessi per le nuove costruzioni non furono più rilasciati e da allora l'area è stata utilizzata come parcheggio semiabusivo fino al sequestro di questo, nel marzo 2018 .Le tracce di villa Deliella sono ancora visibili: una costruzione a due piani, antice che era forse la casa del custode, si trova ancora lungo il perimetro con via Giorgio Castriota, come accertato dai tecnici della soprintendenza ai Beni culturali.

PROPOSTA PROGETTUALE

Prima di proporvi la ricostruzione di villa Deliella, mi preme fare una premessa doverosa: Se lasciamo stare per ora Palermo e ci piazziamo per un momento a Berlino sulla Unter den Linden, il boulevard che parte dalla porta di Brandeburgo e arriva al Castello che l'arch Franco Stella sta finendo di costruire, gia' li viviamo un sorprendente de'ja'-vu la facciata delo Schloss che sin dal 1444 fu residenza degli Hohenzollern è la copia di uno dei piu' classici esempi del barocco italiano. L'arch Stella ha avuto "il coraggio di ricostruire cosi come era e dove era" uno degli edifici immensi piu importante di Berlino, spendendo lo stato tedesco 600 milioni di euro per 100.000 metri quadrati al centro della capitale riattivando la memoria collettiva della sua storia e l'identità di questa grande capitale europea!! Travagliata è stata la storia di questo enorme edificio situato proprio vicino al fiume Sprea, nel centro di Berlino: fortemente danneggiato durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, fu completamente abbattuto nel 1950, all’epoca della Repubblica Democratica Tedesca, perché considerato un simbolo del militarismo prussiano e nella grande area così ricavata, fu costruito, nel 1976, il Palazzo della Repubblica, a sua volta demolito nel 2006, dopo la riunificazione della Germania anche perché contaminato dall’amianto. A questo punto si aprì un acceso dibattito nell’opinione pubblica tedesca e nelle stesse sedi politiche sul cosa fare di questa enorme area disponibile proprio al centro della città. Si decise, infine, di procedere alla ricostruzione del Castello come Centro delle Culture del Mondo, dandogli il nome di Humboldt Forum, in onore dei due fratelli Humboldt, l’uno letterato-filosofo, l’altro scienziato-esploratore, che ben compendiavano la cultura tedesca nel suo complesso. Nel 2007, finalmente, una giuria di noti architetti internazionali e di autorità politiche e culturali nazionali, presieduta dall’architetto Vittorio Magnago Lampugnani, ha premiato il progetto dell’architetto italiano, prof. Franco Stella, affidandogli il compito della ricostruzione e dell’ ampliamento del Castello barocco.“Il progetto” prevede la ricostruzione, il più possibile fedele all’originale, di tutte le facciate barocche del Vecchio Castello, ovvero delle tre facciate rivolte verso la città e di altre rivolte verso le corti interne. La costruzione, alta 30 metri, si articola su quattro piani per un totale di 40 mila mq. di superficie utile; un piano sotterraneo, esteso a tutto il lotto, e il piano sottotetto sono destinati agli impianti tecnici. All’interno, a cui si accede attraverso sei portali aperti, troveranno spazio strutture museali come il Museo Etnologico, il Museo di Arte Asiatica, l’Accademia Humboldt e le collezioni dell’Università Humboldt; è già in corso il trasloco dai Musei di Dahlem degli oggetti di maggiore dimensione, come le barche dei Mari del Sud del Museo Etnologico, e le Grotte del Museo Asiatico. Infine nella terrazza sul tetto dell’edificio, accanto alla cupola, è in costruzione un caffè-ristorante da cui si potrà godere, da una altezza di 22 metri, di una magnifica vista di Berlino. Il rilevante costo complessivo dell’opera si aggira intorno ai 600 milioni di Euro: 500 provengono dal Governo Federale e 100 da donazioni di privati. Con la realizzazione di questo impegnativo progetto sarà riconsegnato alla città di Berlino uno dei suoi simboli storici, alla cui ricostruzione e reinvenzione avrà contribuito anche il genio creativo italiano. Ecco perchè la tesi che non si debba ricostruire cio' che la storia ha distrutto è falsa. Sono pseudoargomenti, e ripetuti in nome di una presunta innocenza o narcisismo morale.

Arch. Fabrizio Vella

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