CulturArt
DEDALOMULTIMEDIA
10-12-19

E’ proprio vero, che ognuno di noi, ricorda gli anni della propria giovinezza come i migliori anni della sua vita. Infatti anni 80essi rappresentarono per “fabrizio” anni di assoluta spensieratezza ed anche di incoscienza estrema, insomma anni unici ed irripetibili, legati fortemente ai suoi tormentati momenti scolastici perché cambio’ moltissime scuole tra pubbliche e private ed ai primi amori vissuti con dolce innocenza, oltre a quel legame unico e profondo che ebbe con la sua famiglia di origine, che lo segno’ per sempre e che io ho avuto la fortuna di conoscere. Inoltre era molto legato a quei suoi amici dell’epoca ove non vi erano differenze di classe sociale ne economiche di alcun tipo, tutti valori questi che purtroppo col tempo si son dissolti per il traumatico e repentino cambiamento avvenuto nella societa’! Ed è per questo motivo, per l’appunto, mentre mi accingo a scrivere questo pezzo di diario della sua vita che scorgo una punta di amarezza nei suoi occhi, essendo egli rimasto nostalgicamente molto legato proprio a quel periodo da lui definito la “felicita’ perduta”! Non per niente quando ne parla con suo padre Umberto, anch’egli incalza i ricordi narrando sempre invece i suoi mitici anni sessanta. E cosi’ Ci ritrovammo seduti davanti al camino di casa sua, da lui progettata ed etnicamente arredata essendo un architetto, in una tipica giornata invernale domenicale, sorseggiando del buon the’ alla menta preso in uno dei suoi tanti viaggi in giro per il mondo, ascoltando dinanzi al padre in religioso silenzio i suoi racconti preferiti sugli anni ’60 in cui ci riferiva ed indubbiamente non possiamo negarlo, che furono anni importanti di rinascita, di ricostruzione della nostra societa’ e sono convinta che dai film visti come “la dolce vita” del grande Fellini, ci saremmo voluti essere anche noi!

“ Gli anni Sessanta”

infatti, rappresentarono certamente il decennio caratterizzato dal più importante rinnovamento generazionale che il secolo scorso abbia mai visto. Gli eventi socio-politici e culturali di quegli anni avrebbero infatti inevitabilmente influenzato e modificato profondamente valori, aspirazioni e stile di vita delle future generazioni. Prima con la beat generation e in seguito con la musica pop, diventarono il nuovo modo di espressione dei giovani, che si identificavano sempre di più nei loro idoli musicali. Sono gli anni in cui si affermano i media, la cultura pop e la minigonna, che fa emergere una nuova figura femminile che abbandona gradualmente l’etichetta formale in favore di una maggiore espressione di libertà. Nella prima parte del decennio L’Italia risenti’ ancora dei benefici del boom economico, che favori’ le attività economiche ed il progresso della tecnologia e la grande rivoluzione culturale del ’68. La Fiat 600, nata nel 1955, conobbe in quegli anni il suo momento magico, diventando l’auto preferita dagli Italiani. Per il cinema è l’anno di “psycho”, Di Alfred Hitchcock. un capolavoro unico nel suo genere. La canzone più ascoltata è “il cielo in una stanza”, sia nella versione di Mina che in quella di Gino Paoli. Nello stesso anno Ray Charles compone la splendida “Georgia”,ancora oggi una delle pagine musicali più intense ed emozionanti del grande blues man. Ma gli anni ottanta, interrompe Fabrizio a sua memoria, furono gli anni del miracolo economico del nostro paese.

      “ Gli anni Ottanta”

furono anni dell’edonismo, della voglia di affermarsi e di apparire a tutti i costi. Un decennio in cui si dà più importanza invece all’apparenza che alla sostanza. Cresce il progresso in campo tecnologico e con esso il modo di vivere e di lavorare nella società moderna. Nascono i primi pc, e i cd e la competizione tra i mass media. La competizione è un elemento dominante anche nel mondo del lavoro soprattutto tra uomini e donne. La donna in carriera, sempre bella, efficiente ed elegante rappresenta l’espressione più tipica dell’universo femminile degli anni ’80. Dilaga il consumismo. In Italia i prezzi salgono alle stelle e l’inflazione raggiunge, nella prima parte del decennio, livelli altissimi. Unica certezza la grande ondata musicale di quegli anni, che raggiunge grandi exploit di vendita grazie anche alla diffusione del supporto digitale e la nascita del fenomeno dei videoclips. Fabrizio pero’, mi racconta che li visse col massimo della spensieratezza ed incoscienza coincidendo essi, appunto con la sua adolescenza e prima giovinezza vissuta in modo molto intenso ed interessante non avendola mai sprecata e cio’ si manifestava attraverso la luce che emanava dai suoi occhi,essendo essi lo specchio dell’anima.

“ LA FAMIGLIA”

Fabrizio proveniva da una famiglia tradizional-borghese, con papa’ noto politico repubblicano, che in quell’epoca (1985-90) era assessore al turismo sport e spettacolo della citta’ di palermo e la rivoluziono’ con la realizzazione di megaconcerti allo stadio di livello internazionale, con l’apertura di alcuni teatri e finanziando anche diversi nuovi impianti sportivi e tantissime manifestazioni culturali di pregio dandogli una certa visibilita’ ed immagine nuova, e mamma maestra di scuola religiossissima e piena di valori morali e molto legata alle tradizioni che riusci’ a trasferire pienamente ai suoi tre figli, fabri, kella e guenda. infatti in lui coesistono perfettamente i valori cristiani della madre essendo un fervente cattolico e l’edonismo, unitamente agli ideali e i principi culturali del padre che la politica di allora, gli riusci’ a trasmettere, siamo ancora nella “prima repubblica”. L’edonismo, mi racconta lo manifestava esplicitamente essendo uno dei primi della sua generazione a mettersi l’orecchino rigorosamente a clips, per poterlo sempre togliere all’occorrenza, (all’epoca chi lo portava veniva visto come un drogato) ma io ci vedo anche una punta di narcisismo, infatti portava anche i capelli lunghi con la bandana in testa per imitare il grande vasco, che come canto’ in una sua celebre canzone (“Voglio una vita spericolata”), non fu’ mai una persona facile, non adattabile alle convenzioni esterne ne capace di seguire degli schemi. Ribelle e con una gran voglia di esprimere la sua vena creativa, per la musica è sempre stato diverso dagli altri cantanti ed è per questo che segno’ il piu’ alto grado di felicità di quei giovani che lo ammiravano rivedendosi in lui come un paladino di liberta’ e trasgressione dal conformismo di allora ma pur sempre osannando i sentimenti come solo un poeta come lui degno erede di “battisti” seppe fare, anzi continua ad esserlo debbo confermare anche se ora in chiave nostalgica! Infine arrivava il tanto agognato sabbato, era un giorno sacro, aspettato una settimana intera per poter uscire finalmente di sera, con le mitiche feste che avvenivano rigorosamente in casa, sempre pero’ di pomeriggio, con le luci psichedeliche montate appositamente una settimana prima, le mitiche canzoni della’’ Cool and the Gang’’ed i meravigliosi lenti, unico momento intimo in cui lui arrossiva e sognava ad occhi aperti, come nel mitico film che segno’ quell’ epoca “il tempo delle mele”, espressione del massimo romanticismo che oggi in piena era internet e dei cellulari ahime’ non c’è piu, infatti le mamme ci tiene a precisare passavano ancora in casa con i vassoi colmi di arancine e pizzette, sottolineo che siamo a Palermo!!! Quelli furono soprattutto momenti di grande romanticismo che purtroppo oggi non esiste piu’, c’è lo conferma suo figlio diciassettenne Umberto junior, raccontandoci che ormai tutto avviene tramite facebook o con gli sms ove al contrario le ragazze contattano i ragazzi proponendosi, in un pieno mordi e fuggi anch’esso figlio del consumismo, senza fatica e desiderio, ne piacere della conquista, senza mordente ne entusiasmo che è il sacro fuoco dell’esistenza ma tutti quanti stereotipati con i loro modelli televisivi, i maschi con i capelli come i sioux e le ragazze con piercing e tatuaggi come le migliori tribu’ africane! in quei tempi, invece era ancora in uso la mitica ‘’ dichiarazione’’. Essa si svolgeva con la classica frase di rito detta in balcone dopo un lento, “ti vuoi mettere con me”?! E lei puntualmente rispondeva…”ci devo pensare”…Li iniziavano le angosce degli adolescenti, i primi amori e le prime delusioni struggenti, i primi pianti che quando credevamo di averle versate tutte continuavano a sgorgare come se il mondo ti crollasse addosso, e l’attesa della sua risposta era un incubo, come raggiungere di colpo il paradiso o l’inferno, ma sicuramente questa suspance era vita vera, perche attingeva alla sua fiamma interiore per dare un senso alla sua vita, non come avviene oggi tutto dietro un sms o una fredda chat. Erano appunto anche i tempi purtoppo ormai nostalgici, dei mitici lenti con cui si poteva entrare in contatto intimo per la prima volta con una donna vera in “carne e ossa”, dove per intimita’ si intenteva soltanto il semplice palpeggiamento. E’ fu proprio in un balcone di viale Strasburgo, che ebbe la sua prima cotta e delusione. Lei si chiamava Zina , aveva due anni di piu’ di lui ed era fidanzata con un ragazzo che abitava nel suo stesso pianerottolo, il quale a sua volta pero’ la tradiva con un altra, mentre fabrizio ne era molto invaghito e pertanto capito’ casualmente di ritrovarsi a vedere al cinema metropolitan giusto appunto ‘’il tempo delle mele” e cosi casualmente chissa’ come si sedettero dietro di loro e …. fu’ un infinita’ di pianti strazianti e l’inizio della fine della loro storia, che tanto lui avrebbe voluto consolare… ma nel cuore di una donna..questo purtroppo lo capi dopo, c’è spazio solo x un uomo alla volta! Infatti capi’ soprattutto che perdere una battaglia è tutto cio in cui crediamo in quel momento e cio ci fa sprofondare nell’angoscia,poi pero’ quando la superiamo ognuno con i suoi tempi scopriamo la nostra forza e ci sentiamo invincibili aumentando la nostra autostima ,perche solo chi si arrende ha perso veramente. Cosi’ ecco che Successivamente arrivarono gli anni della “discomusic”, del mitico Vasco con la sua ‘’vita spericolata’’e anche della sua. Infatti da li a poco arrivo’ il suo primo grande amore che trasforma e guarisce, Mariella, che, come nelle migliori famiglie, era la migliore amica della sorella, un classico, ecco l’importanza delle sorelle, perchè te le portano a casa! Esso nacque infatti in un mega viaggio avvenuto nel ’89 a Palma di maiorca con la comitiva insieme ai genitori, si perchè “allora si usava ancora cosi” partendo tutti insieme compreso le figlie degli amici dei genitori! Cosicchè andarono Per l’appunto nella capitale allora del divertimento giovanile, un mito, “ Palma di majorca“.

E si ritrovarono di colpo dentro un tempio della musica “il BCM” una stupenda discoteca a 3 piani ove all’interno di essa si svolgevano per ogni piano un genere musicale diverso dai lenti nel piano piu’ basso al rock nell’ultimo con al centro della sala dei cubi ove sopra ballavano dei trans con delle performanc suggestive accompagnate da giochi di luce con i raggi laser che creavano immagini fantasmagoriche nel tetto e uomini travestiti da uomo ragno che volavano da un punto all’altro attaccati a delle pertiche all’interno del locale sino all’alba, mentre gli adulti invece andavano al casino’! Fu’ proprio li dentro che egli ebbro di cosi tante belle donne provenienti da tutta l’Europa, tutte insieme cosi’ non le aveva viste mai, si decise allora a prender l’iniziativa corteggiando ed invitando a ballare in un famoso lento “besame” la miglior amica della sorella ed infatti la bacio!! Questa storia duro’ un anno pieno e fu’ molto intensa, fatta di sogni ad occhi aperti che rallegrano giacche regalano tante prospettive che non appartengono alla noiosa quotidianità. infatti sognando non si rischia nulla, mentre quando i sogni diventano realta’ cominciano i problemi, ma solo le speranze infinite dei ragazzi sanno coglierne la magia. Si perché lei era solare, effervescente, vivace, sempre allegra e soprattutto giunonica, quindi suo tipo ideale (90-60-90)! le emozioni vissute che si susseguirono furono tantissime, dagli appuntamenti ogni pomeriggio alle 18 dopo i compiti in comitiva davanti al bar raghet end cooke, ove i ragazzi appunto socializzavano, alle uscite di sera tre volte la settimana in disco essendo appena arrivata allora la “musica house” e siccome egli lavorava di giorno in S.I.P. e studiava contemporaneamente in architettura, si poteva consentire una vita piu’ agiata rispetto ai suoi coetanei vista l’indipendenza economica che gia’ aveva la fortuna di avere sin dai suoi primi 20 anni, dato che amava emulare in tutto gli amici piu’ grandi che allora frequentava. Cosi’ ci furono successivamente i primi viaggi vissuti ma sempre felicemente insieme con la famiglia, come una delle principali benedizioni dell’onnipotente a testimonianza che se siamo allegri,siamo sulla strada giusta e in quel momento le direzioni verso la felicita’ erano due Palma e Lampedusa due isole diverse ma entrambe meravigliose! Ma la magia non fini qui, perchè a meta’ di quei mitici anni, grazie a suo padre, allora politico di successo, visse l’ebbrezza, di poter assistere in diretta al concerto da lui organizzato del mito Frank Sinatra sul prato dello stadio di palermo, e successivamente quello degli Spandau Ballet dei Simply Red e dei Duran Duran. Poi Umberto senior realizzò pure la pista sul ghiaccio a Villa Sperlinga su cui Fabrizio si divertiva immensamente a pattinare ogni sera come nei migliori film americani di quel’ epoca tipo “happy days”. Per concludere dulcis in fundo, ricorda ancora la bellissima ed originale manifestazione riesumata dal fantasioso padre denominata ‘’il corso dei fiori” antica manifestazione della “bella epoc” palermitana inventata dai Florio, con le macchine d’epoca e le carrozze antiche addobbate a festa che sfilavano in corteo sotto i balconi fioriti per l’occasione in via Liberta’, si dava inizio cosi alla primavera di Palermo ed essa coincideva infatti con la primavera della sua vita! 

Fabrizio Vella

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