CulturArt
DEDALOMULTIMEDIA
18-09-19

 

Nel IV secolo a.C. i Greci diedero al centro indigeno il nome di Κεφαλοίδιον (Kefaloidion), dal greco kefa o kefalé, ovvero «testa, cefalucapo»; riferito probabilmente al suo promontorio. Non è da escludere tuttavia la ripresa fonetica dall'aramaico (lingua cananaica strettamente affine al fenicio) kephas («pietra, roccia»), dunque sempre in riferimento al promontorio. Nel 307 a.C. venne conquistata dai Siracusani e nel 254 a.C. dai Romani, che le diedero in latino il nome di Cephaloedium. La città ellenistico-romana ebbe una struttura urbanistica regolare, formata da strade secondarie confluenti sul principale asse viario e chiusa ad anello da una strada che segue il perimetro della cinta muraria. Nel periodo del dominio bizantino l'abitato si trasferì dalla pianura sulla rocca e restano tracce di lavori di fortificazione di quest'epoca (mura merlate), oltre a chiese, caserme, cisterne per l'acqua e forni). La vecchia città non venne tuttavia del tutto abbandonata, come prova il recente rinvenimento di un edificio di culto cristiano, con pavimento in mosaico policromo risalente al VI secolo. Nell'858, dopo un lungo assedio, venne conquistata dagli Arabi, che le diedero il nome di Gafludi, e fece parte dell'emirato di Palermo. Di questo periodo si hanno tuttavia notizie scarse e frammentarie e mancano anche testimonianze monumentali. Nel 1063 fu conquistata dai Normanni di Ruggero I e, nel 1131, grazie a Ruggero II, fu rioccupato l'antico abitato sulla costa, rispettando la struttura urbana preesistente: a questo periodo risalgono parecchi dei monumenti cittadini, quali:

La chiesa di San Giorgio e il lavatoio di via Vittorio Emanuele

Il chiostro del duomo e il Palazzo Maria (sede trecentesca dell'allora Palazzo Comunale) sito in piazza del Duomo.

L'Osterio Magno sul corso Ruggero sede dei Ventimiglia a Cefalù.

Precisamente al 1131 è datata in particolare la basilica cattedrale.

Tra la metà del XIII secolo e il 1451 passò sotto il dominio di diversi feudatari e da ultimo divenne possedimento del vescovo di Cefalù. La storia successiva di Cefalù si può assimilare a quella della Sicilia e del resto dell'Italia. Nel 1752 vi si iniziano a stabilire i consolati stranieri (Francia, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia) e la città diventa meta del Grand Tour. Durante il Risorgimento, vi venne fucilato, il 14 marzo 1857, il patriota Salvatore Spinuzza. Dopo lo sbarco di Giuseppe Garibaldi del gennaio 1861, la città proclamò la sua adesione al Regno d'Italia. Oggi è una località marina e una meta turistica per le sue spiagge e le opere d'arte che conserva.Cefalù è uno dei borghi più belli d’Italia. Il Duomo della città è inserito nel sito Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale, che nel 2015 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

CONSIGLI PER I LETTORI:

La vista della Rocca di Cefalù anteposta dal Duomo è uno scatto fotografico che non può mancare nella vostra galleria immagini dell’estate. lla cittadina con il suo carattere di fortezza fa sì che la sua nascita sia da ricollegare a ragioni di ordine politico-militare. Peraltro, le sue torri, sono divenute recentemente visitabili e accessibili al pubblico. Vicino alla cattedrale, si consiglia un pasto alla Cantina Passafiume con i suoi vini e piatti raffinati, fuori dal caotico centro turistico di Cefalù. Se siete fortunati potrebbe accogliervi un concerto di musica jazz o uno spettacolo di burlesque. Se avete voglia di fare amicizia c’è anche il “tavolo-social”, ideale per comitive o per chi necessita di fare nuovi incontri. Per una colazione da campioni, se magari arrivi dalla stazione e vuoi raggiungere “la villa”, all’inizio di corso Ruggiero, sarai costretto a percorrere via Aldo Moro e se ti fermi al n. 13 vedrai una pasticceria che sebbene all’apparenza è molto dimessa il signor Cangelosi ti propone il miglior cartoccio con la ricotta che è pura poesia. Una visita a Cefalù non è completa senza l'escursione fino in cima, proprio sulla Rocca per cui, armatevi di acqua e cestello da picnic, ed entrate da un cancello vicino a Piazza Garibaldi, dove dovrete pagare un piccolo supplemento. Lì si aprirà un sentiero segnalato che vi condurrà al “Belvedere”, con una vista mozzafiato sul centro storico di Cefalù. La montagna potrebbe regalarvi un po’ di ristoro, grazie alla sua fresca brezza, nei periodi di caldo eccessivo. Una volta scesi, obbligatoria è la visita al lavatoio pubblico, simbolo della quotidianità siciliana, sito in via Vittorio Emanuele, presso il palazzo tardo rinascimentale Martino. All’ingresso troverete una scalinata a lumachella che dir si voglia, che porta ad una serie di vasche in cui l’acqua sgorga da teste leonine. È un vero e proprio esempio di ingegneria idraulica medievale che racconta la tecnica di convoglio delle acque reflue che veicolate attraverso un piccolo antro sfociano direttamente a mare. Ancor prima di entrare, fate caso alla presenza di una bizzarra scritta che racconta di una antica leggenda: “Qui scorre Cefalino, più salubre di qualunque altro fiume, più puro dell’argento, più freddo della neve”.

Secondo la leggenda, il fiume Cefalino, fu generato dalle lacrime ininterrotte di una ninfa pentita di aver ucciso il amato per averla tradita. Tra via Spinuzza e via Bagno di Cicerone, troverete a ridosso di Porta Ossuna, il Teatro Comunale che, dopo esser stato utilizzato come quartier generale dalle truppe tedesche, fu rimesso a nuovo, adattandolo alle nuove esigenze della cinematografia moderna tanto che furono girate diverse scene del noto film “Nuovo Cinema Paradiso”, di Giuseppe Tornatore Quando il sole sta per tramontare, le luci si abbassano e la temperatura scende, ricordatevi di prenotare un aperitivo all’enoteca Le Petit Tonneau. Chiedete di riservarvi un posto nel balconcino in tufo per ammirare il sole che si immerge in acqua in una location davvero romantica. Un tagliere di salumi e formaggi accompagnati da ottimo vino ed una vista sul mare sono gli ingredienti per un momento indimenticabile della vostra vacanza. Molto suggestiva inoltre, la parte del molo vecchio di Cefalù, dal quale è possibile tuffarsi, lasciare il paese alle spalle e raggiungere la spiaggetta antistante, meno affollata, per ammirare Cefalù e la sua gente da lontano. Se siete arrivati nei pressi di Cefalù con una barca o se volete affittarla, il punto più bello in cui poter fare il bagno è il tratto che va dalla Torre Kalura alla Torre Santa Lucia, entrambe costruite nel 1596. Dal mare sarà possibile vedere diverse piccole caserme, veri e propri fortini di guerra, riconoscibili grazie alla presenza di piccole feritoie che per il loro particolare taglio nello spessore del muro permettevano ad un osservatore posto all’interno di ricevere le segnalazioni che provenivano dalle torri. Per chi invece volesse scoprire il lato oscuro di Cefalù, di fronte al cimitero c’è l’Abbazia di Thélema, così come denominata dall’occultista inglese Aleister Crowley quella che un tempo era Villa Santa Barbara. L’edificio è quello che egli scelse come tempio e luogo centrale di irradiazione del culto della comunità di adepti.

L’edificio, sebbene diroccato, continua ad attirare i più curiosi per l’alone di mistero e paura che lo caratterizza. Se andate a Cefalù nel fine settimana ricordatevi di dare un’occhiata alle serate che si tengono alle Calette di Cefalù, una delle discoteche più popolari della Sicilia (ne abbiamo parlato qui), oltre ad essere un bellissimo Hotel con spiaggia privata. Il divertimento lì, sarà davvero assicurato.

Fabrizio Vella