CulturArt
DEDALOMULTIMEDIA
18-06-19

dunarea 2019 2020

 

La progetta nel 1935 l'architetto Giuseppe Spatrisano: un piccolo tesoro a metà tra i metafisici giochi formali di De Chirico e il razionalismo la casa del mutilatoromano di Terragni

Il prospetto della Casa del Mutilato a Palermo

È il frutto del risultato di un concorso bandito (si, in pieno regime fascista le opere pubbliche si realizzavano mediante concorsi aperti ai migliori talenti) in pieno vigore socioculturale Littorio quando nominare Benito Mussolini equivale ancora a nominare l'artefice delle fortune dell'impero italiano, prima della disastrosa avventura bellica. Il committente è infatti l'associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra, l'impresa di Francesco Ponte né realizzerà il progetto prima dell'entrata in vigore delle odiose leggi raziali, i calcoli di cemento armato saranno eseguiti da quel G.B. Santangelo anch'esso come lo stesso Spatrisano, formatosi alla corte modernista di Ernesto Basile. Superato il teatro Massimo in direzione della via Maqueda, insiste in un lotto perfettamente rettangolare e totalmente occupato dallo stesso lungo la via Scarlatti al numero 14. L'ingresso fortemente caratterizzato dalla cromia tipica del marmo travertino reca all'apice sommitale la scritta "TEMPIO MUNITO FORTEZZA MISTICA" tutto sorretto dal punto di vista compositivo e strutturale da tre esili pilastri perfettamente centrati anch'essi rivestiti di marmo, mentre si risolve l'attacco a terra con undici gradini importanti. Incredible è la sensazione la prima volta che ci si trovi all'interno, persi a traguardare il piccolo sacrario cuore simbolico dell'intera costruzione alla stregua dell'anima geometrica costruita dalla perfezione del cerchio da cui la luce descive come fosse orologio solare, lo scorrere del tempo nel tempio. PROPOSTA PROGETTUALE

Dobbiamo andare avanti e per farlo, appare sempre più necessario guardare agli esempi virtuosi del nostro strepitoso passato, dato che dal dopoguerra in poi c’è stato il trionfo dell’anonimato architettonico in tutte le periferie di tutte le città italiane. Questo edificio a metà tra un monumento al sacrificio e la costruzione funzionale al ricordo, potrebbe divenire la nuova sede del CENTRO DI ACCOGLIENZA PER GLI IMMIGRATI IN MEMORIA DEI PAESI CHE Mussolini aveva colonizzato con la sua politica imperiale come l’Etiopia, la Libia e la Cirenaica. Il nuovo centro, vista la vicinanza al porto di Palermo, adeguatamente attrezzato come primo soccorso, identificazione e accoglienza per i migranti che sbarcano, potra’ contenere anche un presidio medico, locali per uffici per il loro censimento e sale mense per il ristoro, con il successivo smistamento nei centri di accoglienza ed il consequenziale inserimento ed integrazione nel mondo della scuola per i piu piccoli e del lavoro per gli altri con dei lavori socialmente utili finalizzati al decoro urbano, affinchè l’accoglienza ai migranti che sono un plusvalore e non un problema, come si vuol mistificare oggi, crei una società multietnica senza rigurgiti del passato di xenofobia e sottomissione come avvenne nel fascismo, affinchè ci sia il giusto rispetto della loro dignità, perché siamo tutti figli di questo mondo e non ci sono barriere geografiche ne culturali, infatti oggi l’Africa sta venendo in Italia e i nostri figli invece vanno in Europa, mentre nel secolo scorso la nostra migrazione avveniva da Ovest ad Est verso l’America, proprio perché la nostra patria è il mondo come gia’ avvenne mirabilmente al tempo di Federico II STUPOR MUNDI!!

Arch. Fabrizio Vella

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