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23-02-19

 

Gli indici di povertà assoluta e relativa in Sicilia hanno raggiunto percentuali preoccupanti e il conseguente sovraindebitamento delle famiglie siciliane è nettamentefedercosumatori cresciuto negli ultimi anni. E' quanto è emerso venerdì scorso nel corso di un convegno organizzato ad Enna dalla sezione territoriale di Federconsumatori, guidata dalla Presidente avv. Enza Maria Bartoli, che ha portato al tavolo dei relatori figure di primo livello nel panorama dei giuristi e dei commercialisti siciliani.

Dal convegno è emerso, purtroppo, che la situazione povertà-indebitamento dei siciliani è sempre più grave: nel 2017 i poveri in Sicilia sono aumentati del 6% rispetto all’anno precedente (dati Istat) e la povertà assoluta in Sicilia riguarda il 12% delle famiglie (260.000 nuclei familiari, dati Banca d'Italia e Centro Studi CGIL Sicilia).

Le famiglie che vivono in condizioni di povertà relativa sono il 29% (erano il 22,8% nel 2016), in pratica il doppio della media nazionale (che si ferma al 12,3%) e il 5,3% in più rispetto alla media del Mezzogiorno (24,7%). L’Isola è al secondo posto della graduatoria nazionale per numero di nuclei familiari indigenti, peggio fa solo dalla Calabria. Seguono Campania (24,4%), Puglia (21,6%), Basilicata (21,8) e Sardegna (17,3). I percettori di REI (Reddito di Inclusione) in Sicilia sono 271.270, mentre quelli del SIA (Sostegno Inclusione Attiva) sono 9.474 per un totale di 280.744 persone ovvero 89.970 famiglie.

Lo SVIMEZ in un suo recente studio sul potenziale delle persone a cui potrebbe essere erogato il “reddito di cittadinanza” in Sicilia, ha preso a riferimento l'ISEE familiare fino a 9.000 euro e ha calcolato che in Sicilia rientrano in questa platea 342.000 famiglie (oltre un milione di persone).

A questi dati sulla povertà fanno da contraltare quelli sull'indebitamento: le famiglie siciliane sono ai primi posti per indebitamento bancario e per credito al consumo: nel periodo 2010 – 2016 nella sola Provincia di Enna l’aumento delle sofferenze nello stesso periodo è stato pari al 95%, passando da 111 milioni di euro ad oltre 217 milioni di euro.

A questi dati si deve aggiungere che in Sicilia ben 25 Comuni hanno dichiarato il dissesto finanziario (al 19 dicembre 2017) e altri 34 sono in pre-dissesto. Tutto ciò comporterà tasse elevate alle aliquote massime, servizi ridotti all’osso, ritardi nel pagamento degli stipendi del personale e centinaia di migliaia di euro di debiti nei confronti di altri enti ed imprese fornitrici di beni e servizi. Quindi, tutto ciò aumenterà ulteriormente la povertà dei cittadini siciliani.

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