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Martedì, 28 Giugno 2022

 

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Non sono sufficienti le ipotesi di riforma dei codice dei contratti nel settore edile, approvato recentemente dal Governo. Pe rla Presidente di AnceAnce Enna Enna, Burgarello il DDL delega approvato dal senato interviene in modo positivo su semplificazione, revisione prezzi  e qualificazione delle stazioni appaltanti, ma manca un deciso freno alle procedure negoziate. Senza trasparenza il mondo degli appalti sarà sempre ostaggio dei più furbi."La riforma del codice dei contratti pubblici rientra tra le cosiddette "riforme qualificanti" del PNRR, quelle cioè senza le quali le risorse non vengono assegnate. La Legge delega approvata definitivamente prevede che da luglio il governo ha sei mesi per adottare uno o più decreti attuativi. Il riferimento è alle procedure negoziate attraverso le quali una stazione appaltante, invitando da 5 a 10 imprese, può aggiudicare lavori fino a 5 milioni di euro. "Si tratta,prosegue la Burgarello" di una procedura scelta in emergenza covid per accelerare gli affidamenti pubblici. L'errore, temiamo voluto, è quello di ritenere che la lentezza del procedimento che porta alla realizzazione di opere pubbliche sia da addebitare alla fase di gara. Non è così, per arrivare ad una gara servono da 15 a 26 pareri che assorbono mediamente 2 anni. La gara poi appena 2-3 mesi. Manca la volontà di dare  trasparenza al settore. Così facendo si moltiplicano, come abbiamo visto in questi due anni, gli affidamenti fatti senza nessun criterio." Per la Burgarello è findamentale ridare dignità al sistema di aggiudicazione ed eliminare definitivamente le procedure negoziate.

 
 

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