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12-04-21

Nel suo messaggio pasquale Papa Francesco ha espresso un forte appello a condividere i vaccini con i Paesi più poveri e a vincere lapapa maentalità della guerra.

“Gesù, il crocifisso, è risorto”. Questo annuncio che oggi riecheggia in tutto il mondo “non mostra un miraggio, non rivela una formula magica, non indica una via di fuga” ma racchiude un avvenimento che dona la speranza che non delude, anche di fronte alla complessa realtà attuale. "La pandemia - ricorda - è ancora in pieno corso; la crisi sociale ed economica è molto pesante, specialmente per i più poveri; malgrado questo – ed è scandaloso – non cessano i conflitti armati e si rafforzano gli arsenali militari". “Questo - rimarca - è lo scandalo di oggi”.
Nel suo Messaggio dall'Altare della Cattedra nella Basilica di San Pietro rivolto prima di impartire la Benedizione Urbi et Orbi con l'indulgenza plenaria, il Papa indica dunque la via: quella di poter essere sanati dalle piaghe di Cristo risorto, esortando anche, con forza, a “vincere” quella che chiama “la mentalità della guerra”.
Intense le parole del Papa che rimarca, infatti, come l’annuncio di Pasqua non parli di “fantasmi” ma di un uomo in carne e ossa, Gesù che risorto “porta impresse le piaghe delle mani, dei piedi e del costato” così che “chiunque soffre una dura prova, nel corpo e nello spirito, può trovare rifugio in queste piaghe, ricevere attraverso di esse la grazia della speranza che non delude”.
Tra le molteplici difficoltà che stiamo attraversando, non dimentichiamo mai che noi siamo sanati dalle piaghe di Cristo. Alla luce del Risorto le nostre sofferenze sono trasfigurate. Dove c’era morte ora c’è vita, dove c’era lutto, ora c’è consolazione. Nell’abbracciare la Croce Gesù ha dato senso alle nostre sofferenze e ora preghiamo che gli effetti benefici di questa guarigione si espandano in tutto il mondo.

Cristo è dunque “speranza per quanti soffrono ancora a causa della pandemia”, per i malati e per chi ha perso una persona cara, rimarca il Papa che entra nel vivo della realtà presente. Il suo pensiero va, prima di tutto, alla questione dei vaccini: Nello spirito di un “internazionalismo dei vaccini”, esorto pertanto l’intera Comunità internazionale a un impegno condiviso per superare i ritardi nella loro distribuzione e favorirne la condivisione, specialmente con i Paesi più poveri.

Nel suo cuore sono presenti anche quanti hanno perso il lavoro e soffrono le difficoltà economiche attuali a causa della pandemia, che ha aumentato “drammaticamente” la disperazione di migliaia di persone. “Il Signore - afferma - ispiri l’agire delle autorità pubbliche perché a tutti, specialmente alle famiglie più bisognose, siano offerti gli aiuti necessari a un adeguato sostentamento”.

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