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02-03-21

patto per la salute nursing up aumentare il personale e riconoscere nel contratto la qualificazione professionale degli infermieri 3

Il governo Draghi si è da poco insediato a Palazzo Chigi dopo la recente crisi, e Antonio De Palma, presidente del sindacato Nursing Up, ha subito rilasciato una dichiarazione diretta al nuovo presidente del consiglio affinché i tanti infermieri italiani sparsi in giro per l'Europa e non, possano essere rimpatriati per prestare servizio nella nostra Nazione. L'appello è stato fatto poiché al recente concorso tenutosi a Bari per 566 posti, cui hanno partecipato 4500 candidati, almeno un centinaio di essi proveniva dall'Inghilterra e dalla Germania. Come dichiarato da De Palma, un altro importante scopo di tale appello è quello di spronare i neolaureati a rimanere in Italia piuttosto che dirigersi all'estero.

 

"Vogliono tornare a casa. - dichiara De Palma - E sono davvero in tanti. Ci scrivono ogni giorno da Inghilterra, Germania, Lussemburgo. Arrivano a prendere anche stipendi di 2500 euro al mese, si accontenterebbero di guadagnare di meno pur di riavvicinarsi in qualche modo alle loro famiglie e alla loro terra di origine. Ci chiedono consigli, sostegno, informazioni sulle realtà concorsuali nelle varie Regioni. Aspirano legittimamente a un contratto a tempo indeterminato qui in Italia. E non hanno torto: solo in questo caso, seppur con meno soldi in busta paga, tornerebbero nel Paese che hanno lasciato a malincuore, trovando condizioni ben differenti rispetto a quelle che vivono all'estero, come formazione costante, possibilità di scatti di carriera, percorsi finalizzati da subito ad imparare la nuova lingua".

 

"Mi rivolgo speranzoso - continua - al nostro nuovo Premier Draghi, confidando che il suo impegno e la sua esperienza possano rappresentare una svolta, affinché, di concerto con il riconfermato Ministro della Salute Roberto Speranza, diano impulso alla valorizzazione di una professione fin troppo bistrattata. Riportare a casa tanti infermieri italiani all’estero potrebbe rivelarsi una scelta vincente nell’ottica della carenza di personale che ci affligge (tra gli 85mila e i 90mila infermieri mancano in Italia). Ma dobbiamo prevedere gioco forza assunzioni e contratti degni di tal nome. Nessuno di noi si illude di arrivare in un colpo solo ai 2500/3000 euro mensili di un infermiere italiano in Inghilterra, ma confidiamo almeno che qualcosa possa cambiare in meglio rispetto al precariato nel quale navighiamo e rispetto al muro invalicabile dei 1400 euro al mese di media in busta paga che ci collocano tra gli infermieri meno pagati d’Europa. Creiamo da subito le condizioni ideali affinché non solo tanti colleghi già all’estero possano riavvicinarsi a casa, ma affinché anche i neo laureati possano decidere di non intraprendere il percorso di lasciare l’Italia, creando quindi forze nuove su cui puntare". 

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