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08-08-20

dunarea de jos 2020

È palesemente falso il dipinto, spacciato per un Tiziano, che alcuni anni fa il Comune di Troina, in provincia di Enna, è stato indottotiziano a comprare e per il quale sono stati spesi poco meno di 60 (sic) mila euro.

Lo denuncia Vittorio Sgarbi, storico e critico d’arte, a margine di una polemica nata a Siracusa intorno al prestito del Caravaggio (il “Seppellimento di Santa Lucia”) al Marta di Rovereto.

Su Siracusa Sgarbi contrattacca: “E’ arrivato il momento di difendere, anche attraverso l’ufficio legale della Provincia di Trento, l’istituzione che io rappresento, il Mart. Che piccole associazioni, di cui non si conoscono né i meriti né le finalità, e privati denigratori aggrediscano, con menzogne e sistematiche diffamazioni, anche rispetto ad atti ufficiali di piena collaborazione fra la Regione Siciliana e la provincia di Trento. È inammissibile.

Io non sono soltanto il critico d’arte che esprime posizioni o gusti personali, o chiede opere in prestito, sono il presidente di una istituzione che intende esaltare i monumenti siciliani in relazione con l’arte contemporanea, stabilendo un nesso concettuale ed estetico tra Caravaggio e Burri. 

Nessun dubbio, come ha bene inteso il direttore di “Finestre sull’arte”, Federico Giannini, sulla concezione rigorosa e scientifica, con inevitabile valorizzazione della Sicilia, del progetto della mostra, in cui entrano personalità come Cagnaccio di San Pietro, Pasolini, oltre a pittori contemporanei che hanno lavorato nel segno di Caravaggio”.

Sgarbi chiama in causa il soggetto che attorno al prestito ha montato una campagna di disinformazione, diffondendo dati falsi, e cioè Paolo Giansiracusa, un docente dell’Accademia delle Belle Arti di Catania, lo stesso che, in qualità di consulente, ha indotto il Comune di Troina a sborsare 56 mila euro per un dipinto falsamente attribuito a Tiziano.

“Non risulta invece che rappresenti nulla - attacca Sgarbi - e tanto meno una pubblica istituzione, uno stabile diffamatore come Paolo Giansiracusa, al quale si deve, millantando titoli che non ha, una discutibile operazione commerciale ai danni del comune di Troina, che gli ha attribuito la cittadinanza onoraria per meriti politici, i soli che motivano la sua azione contro il bene di Caravaggio a Siracusa. 

Indipendentemente dal giudizio storico-artistico su una materia che è di mia stretta competenza come il Rinascimento Veneto, appare evidente - osserva Sgarbi - che un dipinto autentico di Tiziano non può essere venduto a 56 mila euro!  Chiunque considererebbe tale valutazione una bufala, anche facendola passare,

 a danno dell’acquirente, che acquista una crosta, come “prezzo simbolico “.

Giansiracusa ha deliberatamente, o per manifesta incompetenza - accusa Sgarbi - raggirato il comune di Troina, fornendo ‘perizie prive di valore scientifico, da parte di uno studioso, guarda caso, di Caravaggio e di Seicento, ma non di Rinascimento come Maurizio Marini, a me ben noto, e di tale Gaetano Miano, pittore, che non è in alcun modo riconosciuto come esperto di Tiziano. 

La spericolata operazione (il cui profilo dovrà essere verificato, in seguito alla denuncia che ho incaricato l’avvocato Giampaolo Cicconi di presentare, per riconoscerne il carattere ingannevole) è avvenuta a danno della cittadinanza di Troina cui è stato fatto credere di essere di fronte a un’opera di Tiziano, con l’unica riserva della formula “attribuito” a Tiziano, per prevenire eventuali contestazioni”.

Aggiunge Sgarbi: “La pubblicità ingannevole si ripercuote nella comunicazione sui giornali e sui social ,dove si legge:”mostra di Tiziano” ,”omaggio a Tiziano” e ,ancor più ( “il “Giornale di Sicilia”) : “Il Comune di Troina acquisisce un’opera di Tiziano“, con il compiacimento del sindaco che mostra di non avere dubbi : “È un grande motivo di orgoglio per Troina essere l’unica città a sud di Napoli a possedere un’opera di Tiziano”. 

Affermazione spericolata rispetto all’attribuzione, e sbagliata rispetto alla presenza di un capolavoro di Tiziano, l’”Estasi di San Francesco”, nel museo Pepoli di Trapani”.

Continua Sgarbi: “Il sospetto sulla operazione guidata da Paolo Giansiracusa, nominato consulente del comune di Troina, è alimentato dalla comunità locale attraverso un consigliere comunale di Troina, Maria Fascetto Sivillo, che mi invia una lettera per informarmi della inquietante situazione e della sospetta condotta del Giansiracusa che, con la sua protervia, ha insistentemente stimolato una attenzione sulla sua condotta a Troina con il sostegno a un dipinto certamente non di Tiziano”.

Conclude Sgarbi: “Nell’archivio fotografico di Federico Zeri l’opera è senza incertezza attribuita a anonimo come copia da Tiziano per la quale 56 mila euro sono dieci volte il valore reale. Se si vuole escludere la truffa non si può non valutare l’ingenuità dell’amministrazione comunale che ha deliberato l’acquisto senza valutazioni e perizie di esperti di Tiziano. Una relazione riassuntiva impone alla stampa una attenzione precisa al caso. I documenti in essa citati sono a disposizione

l’Ufficio Stampa
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