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26-02-20

 

A conclusione di una complessa attività investigativa, i Carabinieri della Stazione di Barrafranca hanno dato esecuzione ad bonfirraroun’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale - Ufficio GIP - di Enna, nei confronti di Bonfirraro Salvatore, 26enne, ritenuto responsabile di un tentato duplice omicidio, avvenuto a Barrafranca il 28 dicembre u.s.. Le indagini hanno permesso di ricostruire l’intera dinamica della vicenda, difatti, quella stessa sera l’arrestato, aveva avuto una lite animata, sfociata poi in una vera e propria colluttazione, in un locale di Barrafranca, con alcuni ragazzi del luogo per futili motivi. A seguito della lite, il giovane avrebbe minacciato i giovani e subito dopo si sarebbe dileguato, probabilmente per andare a recuperare un’arma e concretizzare il suo progetto omicidiario. Preso un fucile, si appostava sotto casa di uno dei ragazzi con cui aveva litigato e, nel momento in cui l’ha visto passare a bordo di un’autovettura, ha aperto il fuoco; fortunatamente gli occupanti dell’automobile si sono accorti per tempo dei propositi dell’uomo ed hanno accelerato, scappando e riuscendo a sfuggire all’attentato, impauriti da quanto appena accaduto, si sono recati in Caserma per chiedere l’aiuto dei Carabinieri che, immediatamente, si sono messi sulle tracce dell’uomo che, dopo poco tempo, è stato rintracciato insieme all’autovettura utilizzata per gli spostamenti e condotto presso la Stazione Carabinieri di Barrafranca, dove si è proceduto all’immediato sequestro della macchina per i successivi accertamenti tecnici. Gli ulteriori sviluppi investigativi hanno consentito ai militari di risalire a tutti i movimenti effettuati quella sera dall’uomo che, subito dopo aver attentato alla vita dei giovani con i quali aveva avuto una lite poco prima, sprezzante di ogni pericolo, si era recato nuovamente al locale, mostrando una cartuccia di fucile agli altri ragazzi che erano ancora rimasti nel locale, inviando un così chiaro segnale minatorio. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Enna, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Il provvedimento emesso dalla Magistratura ennese e la capillare e certosina attività investigativa dell’Arma, coordinata sapientemente dalla Procura di Enna, hanno permesso di mettere fine a questa vicenda che aveva profondamente scosso la comunità barrese; il fatto era avvenuto, infatti, in pieno centro abitato, in orari in cui in giro erano comunque presenti numerosissime persone stante anche il periodo di festività natalizia.

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