Fare sistema con il territorio per concorrere al “ben – essere” sociale, promuovendo un uso consapevole e corso 17 gennaioresponsabile delle nuove tecnologie. È quanto si propongono l’Ente di formazione I.R.A.S.E. Enna e la Uil Scuola Enna/ Caltanissetta, a testimonianza di un impegno fattivo e propositivo “nelle scuole, tra la gente”.

L’iniziativa si snoderà in due giorni, dedicati rispettivamente alla formazione dei docenti (8 ore di formazione) e ad un convegno pubblico (4 ore di formazione). Nello specifico, nell’ambito del programma di formazione rivolto ai docenti per l’anno scolastico 2019/2020, viene proposto un intervento formativo e di aggiornamento dal titolo “Insegnare e apprendere nell’era social - La teoria degli alibi ed il potere di un like”, in programma venerdì 17, dalle 9 alle 18, nell’auditorium del Plesso “Neglia” dell’Istituto Comprensivo “Neglia-Savarese”, in via Aldo Moro 1.

Di mattina Francesco Pira, sociologo e docente di Comunicazione dell’Università di Messina, tratterà il tema “Educare nell’era dei social network”, mentre di pomeriggio, Marcello Festeggiante, docente di Tecnologie per la didattica dell’Università di Palermo affronterà in forma laboratoriale alcuni aspetti legati alla rete con “Pensavo fosse amore invece era un calesse ovvero come evitare gli abbagli online”.

Sabato 18, invece, si terrà il convegno “Diventare cittadini digitali tra fake news, post-verità e misinformazione - Linee guida per la costruzione delle conoscenze nell’era social”, organizzato con il patrocinio del Comune di Enna.

L’evento formativo ed informativo rivolto alla città è in programma, dalle 9 alle 13, nella Sala Cerere di Palazzo Chiaramonte, in piazza Vittorio Emanuele.

“Nell’attuale società digitalizzata la costruzione di conoscenza rischia di essere ridotta a mera capacità di utilizzo dei dispositivi – affermano Michele Sollami (Uil Scuola En-Cl) e Paolo Castellana ( I.R.A.S.E. Enna) -. Talora si pensa che siano solo le nuove generazioni ad essere interessate dal fenomeno, ma accade pure agli adulti “migranti digitali”, che devono essere informati e formati sulle nuove tecnologie non solo per comprendere il mondo delle “generazioni app”, bensì soprattutto per “vivere” la rete da protagonisti, facendo un uso consapevole e responsabile dei dispositivi – concludono -. Siccome crediamo che sia compito delle istituzioni intervenire con iniziative di sensibilizzazione, abbiamo voluto organizzare questi momenti di confronto per concorrere alla formazione di persone libere e competenti sul piano cognitivo”.