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26-01-20

 

Una confisca milionaria quella messa a segno dagli investigatori del Comando Provinciale dei Carabinieri di Enna e del confisca 1G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caltanissetta, coordinati dalla D.D.A. della Procura della Repubblica di Caltanissetta.

Un imprenditore agricolo residente a Valguarnera, G.S., già condannato per reati connessi alla criminalità organizzata, di fatto permise la latitanza da un esponente di spicco della mafia gelese, si è visto notificare un decreto di confisca a firma del Tribunale per le misure preventive del capoluogo ennese. Le indagini - svolte attraverso l’esecuzione di mirati accertamenti bancari e patrimoniali - hanno permesso di ricostruire l’evoluzione della consistenza del patrimonio immobiliare e mobiliare, nonché i movimenti delle attività imprenditoriali nel settore agricolo acquisiti nel tempo dalla famiglia dell'uomo. Già nel 2017 veniva disposto dal Tribunale del capoluogo ennese il sequestro di beni mobili e immobili riconducibili al soggetto, ora in virtù citato provvedimento sono stati confiscati ed immessi in regime di amministrazione giudiziaria ben 349 ettari di terreno e n. 8 fabbricati ubicati nelle campagne dei comuni di Valguarnera, Aidone, Enna e Piazza Armerina, a cui si aggiungono n. 9 autovetture e n. 3 conti correnti bancari. Inoltre, ad essere colpite dal provvedimento del Tribunale di Enna vi sono n. 3 società operanti nel settore agricolo e zootecnico. I cespiti hanno un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro.

Commenti   

0 #1 Francesco 2020-01-18 15:33
Ho notato che in tutti gli articoli inerenti attività delle forze dell’ordine, non si citano mai in chiaro nomi e cognomi delle persone arrestate/indag ate ma soltanto le iniziali. Per un sito giornalistico che vuole informare i propri lettori, tale comportamento fa pensare ad un diverso modo di essere omertosi e di volere in qualche modo “proteggere” i destinatari di tali provvedimenti. Per chi fa giornalismo, le organizzazioni criminali si combattono anche fornendo informazioni esaustive e trasparenti, altrimenti meglio tacere del tutto.
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