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14-11-19

 

Riflessioni puntuali e spunti interessanti hanno caratterizzato la tavola rotonda dal titolo "Aree interne: zavorre o risorse? Politicheconvegno Cisl di sviluppo e infrastrutture sociali", organizzata dalla Cisl Agrgento-Caltanissetta-Enna all'Isituto Lincoln di Enna.

Il confronto, moderato dal giornalista Paolo Di Marco, ha fatto scaturire l'esigenza di elaborare un percorso di riscatto con le amministrazioni locali e regionale per il quale la Cisl è pronta a collaborare. L'azione deve prevedere la volontà di favorire e rafforzare le associazioni tra comuni, il potenziamento della progettazione locale, la partecipazione dei cittadini nelle scelte di sviluppo locale, il coinvolgimento del capitale privato, l'insorgenza di forme di cooperazione che agevolino lo scambio di soluzioni progettuali tra i sindaci delle aree interne nonchè efficace tempistica nell'attuazione dei progetti dei comuni SNAI (Strategia nazionale delle aree interne).

Il segretario generale UST Csil Ag-Cl-En, Emanuele Gallo ha aperto i lavori fornendo un quadro esaustivo della marginalità nella quale vivono molte comunità interne. "Per marginalità - ha spiegato Gallo - si intende sia la lontananza dai servizi e funzioni vitali che la carenza di opportunità di lavoro e di vita. Negli ultimi 40 anni - ha proseguito Emanuele Gallo - la provincia di Enna ha subito il più consistente decremento demografico regionale. Tra il 1971 il 2011 ha perso più del 9% della popolazione".

Un dato preoccupante, per tutte le implicazioni che comporta, è lo spopolamento sui cui effetti sono intervenuti i componenti la segreteria Cisl Ag-Cl-En, Carmela Petralia ed Emaneale Piranio che hanno individuato nelle politiche turistico-culturali, fondamentali fattori di rilancio e sviluppo in zone nelle quali vanno potenziati i servizi sanitari nonchè quelli della mobilità infrastrutturale.

Non tralasciato il tema delle politiche agricole, connesse alla valorizzazione delle risorse esistenti. Il segretario generale Fai Cisl Sicilia, Pierluigi Manca ne ha richiamato i vantaggi illustrando quelli derivanti da forme organizzate di cooperazione tra produzione primaria, trasformazione e commercializzazione per sfruttare i benefici dell'industria agro-alimentare e della filiera corta.

Il segretario generale Cisl Scuola Ag-Cl-En, Massimiliano Montalbano ha invece analizzato i dati delle scuole primarie e secondarie delle 3 province evidenziando l'insopprimibile ruolo civico, formativo e sociale che ricoprono gli istituti delle aree interne della Sicilia. L'attenzione ai giovani, l'elaborazione di strumenti produttivi da mettere a loro disposizione per contenere lo spopolamento, la creazione di centri civici quali poli attrattivi ma anche politiche incentivanti per gli stessi insegnanti, sono questi i fattori di vantaggio rimarcati da Cisl Scuola.

Per il professore di Economia applicata al'Unikore, Vincenzo Fasone "l'università fa la sua parte mettendo in campo molteplici azioni. Però, come evidenzia il recente rapporto Svimez, bisogna avere contezza che qui il divario non è solo tra nord e sud ma tra Italia e nazioni europee. Condivido molte delle riflessioni della tavola rotonda e nel completarne il tono vi sottopongo un dato che deve farci tanto riflettere: entro il 2065 le proiezioni stimano una perdita di 5 milioni di residenti nel mezzogiorno".

Per il vice presidente dell'Anci Sicilia, Paolo Amenta "la nostra regione non deve più sottoscrivere accordi al ribasso. La politica e il governo devono comprendere che ci sono 22 milioni di cittadini di questa naziona che vivono in costante disagio. Ci vuole visione e governance. Se mancano questi fondamentali fattori propulisivi è come avere un corpo al quale si chiede di camminare senza testa".

Il segretario generale di Cisl Sicilia, Sebastiano Cappuccio ha fatto molto ricorso ai dati per tirare le somme di una tavola rotonda di fatto chiusa dell'ultimo intervento del vice presidente della Regione Sicilia Gaetano Armao. "Veniamo da un lungo periodo di terribile crisi. Sono ben 12 anni - ha rimarcato Cappuccio - che viviamo in una condizione di emergenza. Come sindacato abbiamo posto questo tema per favorire un patto di rilancio sociale. Non ci sono più le comunità politiche di una volta ma il disorientamento va eliminato con uno sforzo comune del quale ci siamo fatti e continuamo a farci interpreti. I dati sulla popolazione attiva siciiana sono duri. In Sicilia le persone occupate sono 1 milione e 368 mila a fronte di 1 milione e 700 di inocucpati ai quali dobbiamo aggiungere bambini e anziani. Ancor più preoccupante è la tendenza dello spopolamento che, secondo stime accreditate, vedrà la Sicilia perdere altri 420 mila residenti entro il 2030. Allora dico che bisogna riunirsi per ascoltarsi e le istituzioni devono essere pronte a invertire la tendenza perchè la politica del solo uomo al comando non ha dato frutti. Il rapporto Svimez ha fornito un quadro problematico del mezzogiorno e della nostra regione. Anche noi, come Cisl, sosterremo la fase dell'analisi pubblicando, la prossima settimana, un rapporto economico sulla Sicilia".

Il Vice presidente della regione Sicilia Gaetano Armao ha concluso il confronto ringraziando dell'occasione che "mi consente di dire che e i fondi comunitari non hanno del tutto funzionato anche se hanno agito da paracadute perchè oggi ci saremmo trovati a stare peggio di come stiamo. Negli anni di crisi siamo precipitati a bassi livelli di competitività. E' arrivato il momento di rimettere in moto la macchina. Concordo con il segretario della Cisl Sebastiano Cappuccio, il dialogo - ha proseguito Armao - è importante e lo abbiamo riaperto con i settori intermedi. Il problema della lentezza della regione è connesso ad una struttura burocratica che a volte scarica le responsablità. Come governo abbiamo varato una legge per semplificare i processi procedurali con l'inntento di accelerarli. Siamo la prima regione in Italia ad aver predisposto lo strumento. Ma tra i problemi c'è anche quello del personale. Abbiamo bisogno di un piano straordinario che preveda il reclutamento di professionalità e competenze nella publica aministrazione. Paralisi o rellanetamenti sono anche la conseguenza di organici che ormai hanno perso persone di esperienza. Serve l'energia di 5.000 giovani".

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